Scongiurata la liquidazione e poste le basi per il rilancio del Polo di ricerca oncologica di proprietà della Congregazione dei Concezionisti: ricapitalizzazione per 30 milioni e altri 30 milioni disponibili in cassa. Soddisfazione della parrocchia di S. Stefano, che ha seguito con trepidazione la vicenda

Pino NARDI
Redazione

Sessanta milioni per il futuro. È questa la soluzione per superare la crisi che si stava abbattendo sul centro di ricerca oncologica Nerviano Medical Sciences. Si chiude positivamente una vicenda che rischiava di andare a colpire una delle eccellenze non solo lombarde, ma a livello internazionale, di proprietà della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione del beato padre Luigi Monti.
L’annuncio nei giorni scorsi in una conferenza stampa del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. Con lui Claudio Gorelli, capo dipartimento per lo Sviluppo delle economie territoriali della Presidenza del Consiglio, Alberto Albertini, del ministero dell’Istruzione, università e ricerca, Primo Minelli, segretario generale della Camera del lavoro dell’Alto Milanese, Daniele Bosotti, della segreteria della UILcem (la Rappresentanza sindacale unitaria di Nerviano Medical Sciences) e il sindaco di Nerviano Enrico Cozzi.
«Si conclude oggi – ha detto il presidente Formigoni – una prima importante fase della riqualificazione del Polo di ricerca di Nerviano, primo centro per la ricerca oncologica in Europa, quella destinata a porre le condizioni del rilancio e dello sviluppo della Nerviano Medical Sciences».
Innanzitutto è stato scongiurato il rischio di portare i libri in Tribunale per la liquidazione della società e poi, attraverso il rilascio di garanzie adeguate da parte della proprietà, oltre alla ricapitalizzazione del capitale sociale per 30 milioni di euro, è stata acquisita disponibilità di cassa per altri 30 milioni di euro. «Queste risorse – ha sottolineato Formigoni – garantiscono lo svolgimento dell’attività per i prossimi mesi, un periodo destinato a consentire la completa riqualificazione degli assetti industriali e societari». Sessanta milioni per il futuro. È questa la soluzione per superare la crisi che si stava abbattendo sul centro di ricerca oncologica Nerviano Medical Sciences. Si chiude positivamente una vicenda che rischiava di andare a colpire una delle eccellenze non solo lombarde, ma a livello internazionale, di proprietà della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione del beato padre Luigi Monti.L’annuncio nei giorni scorsi in una conferenza stampa del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. Con lui Claudio Gorelli, capo dipartimento per lo Sviluppo delle economie territoriali della Presidenza del Consiglio, Alberto Albertini, del ministero dell’Istruzione, università e ricerca, Primo Minelli, segretario generale della Camera del lavoro dell’Alto Milanese, Daniele Bosotti, della segreteria della UILcem (la Rappresentanza sindacale unitaria di Nerviano Medical Sciences) e il sindaco di Nerviano Enrico Cozzi.«Si conclude oggi – ha detto il presidente Formigoni – una prima importante fase della riqualificazione del Polo di ricerca di Nerviano, primo centro per la ricerca oncologica in Europa, quella destinata a porre le condizioni del rilancio e dello sviluppo della Nerviano Medical Sciences».Innanzitutto è stato scongiurato il rischio di portare i libri in Tribunale per la liquidazione della società e poi, attraverso il rilascio di garanzie adeguate da parte della proprietà, oltre alla ricapitalizzazione del capitale sociale per 30 milioni di euro, è stata acquisita disponibilità di cassa per altri 30 milioni di euro. «Queste risorse – ha sottolineato Formigoni – garantiscono lo svolgimento dell’attività per i prossimi mesi, un periodo destinato a consentire la completa riqualificazione degli assetti industriali e societari». Una scommessa sullo sviluppo Infatti il futuro è in una Newco (New Company) a cui farà capo Nerviano Medical Sciences, che costituisce il veicolo attraverso il quale operare la necessaria ristrutturazione organizzativa e finanziaria e individuare possibili nuovi operatori che, con l’attuale proprietà, sviluppino positivamente l’attività di ricerca. «Fossi un investitore – ha aggiunto il presidente della Regione – non esiterei un istante a destinare risorse, scommettendo sul centro di ricerca di Nerviano che è un patrimonio strategico non solo per la Lombardia, ma per l’Italia. Per questo ci auguriamo che l’imprenditoria italiana più illuminata colga le prospettive e le opportunità di questa società e valuti favorevolmente una propria partecipazione nell’azionariato anche al fine di mantenere e sviluppare questo asset strategico per il nostro Paese».Il positivo risultato per il futuro del Centro di Nerviano è stato ottenuto anche con il contributo determinante di Umberto Rosa, presidente del Consiglio di amministrazione di Nms, e di Natalino Poggi, legale rappresentante della Curia Generalizia della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione, e dei sindacati.«L’ufficialità della notizia ci rende sereni, anche perché è stato deciso che resterà aperto il tavolo istituzionale per affrontare la seconda parte, quella del rilancio dell’azienda attraverso un nuovo piano industriale, in cui i partner che entreranno in gioco saranno diversi – si legge sul sito della parrocchia S. Stefano di Nerviano, che ha seguito con trepidazione l’intera vicenda -. Signore, ti ringraziamo: ascolta la nostra voce che sale a te come un grazie da parte dei dipendenti, dei malati e di tutti coloro che grazie a Nms si ritrovano a poter vivere dignitosamente la propria vita».

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