Terza edizione dell'indagine della Camera di Commercio di Milano e del Comune di Milano: aumenta la spesa per i beni alimentari, rallentano le altre

di Cristina CONTI
Redazione

È stata di 2.871 euro la spesa media mensile totale delle famiglie di Milano nel 2008, il 15,5% rispetto ai consumi medi della famiglia italiana (2.485 euro al mese). Ma si modificano le abitudini di consumo: aumenta la spesa per i beni alimentari, dai 442 euro mensili in media del 2007 ai 466 del 2008 (+5,4%), mentre rallenta, di conseguenza, quella per i consumi non alimentari, da 2.433 nel 2007 a 2.405. Questi i dati che emergono dall’indagine della Camera di Commercio di Milano e del Comune di Milano sui consumi delle famiglie milanesi.
«La Camera di Commercio di Milano è impegnata con un osservatorio sui prezzi e consumi insieme al Comune e al mondo associazionistico e dei consumatori – ha dichiarato Renato Borghi, membro di giunta della Camera di Commercio di Milano -. Con questa indagine, giunta alla terza edizione, rendiamo disponibile uno strumento conoscitivo che, soprattutto in questa fase economica ancora difficile per le famiglie e il sistema imprenditoriale, può rappresentare una base utile per interventi condivisi. Per rilanciare Milano è necessario ripartire dai consumi e da una migliore qualità della vita, nel rispetto delle esigenze dei cittadini e delle imprese».
Nell’anno d’inizio della crisi la voce più importante del budget famigliare della metropoli è la casa con il 17,5% (tra costi per l’abitazione, 14,2% incluso il canone mensile per l’affitto, e luce e gas, 3,3%), seguita da alimentari (16%), trasporti (9%) e sanità (6%). Mentre si risparmia sui mezzi di trasporto (-22,3%), soprattutto per l’acquisto dell’auto, e sulle consumazioni e pasti fuori casa (-44,3%), ma non su telefonini (+20,3%), viaggi (+25,9%) e sport (+15,6%). Con la rata del mutuo che per l’andamento dei tassi di interesse in un anno cresce del 79%, e le spese per la salute che salgono del 5,5% per via di dentista (+10,7%) e oculista (+15,5%).
Non mancano poi le differenze tra diversi punti della città, come tra centro e periferia, dove si spendono rispettivamente 4.000 euro e 2.700, tra dirigenti e operai (4.900 e 2.200), mentre si riducono i consumi dei pensionati (-3%) e aumenta la spesa dei più giovani (+9%). Risparmiano, invece, le coppie rispetto ai single: dal 7 al 20% secondo la tipologia di spesa. Ma sono oltre 65 mila le famiglie che possono spendere solo 992 euro al mese contro gli 11.000 euro dei “super-ricchi”, solo il 10% dei meneghini. È stata di 2.871 euro la spesa media mensile totale delle famiglie di Milano nel 2008, il 15,5% rispetto ai consumi medi della famiglia italiana (2.485 euro al mese). Ma si modificano le abitudini di consumo: aumenta la spesa per i beni alimentari, dai 442 euro mensili in media del 2007 ai 466 del 2008 (+5,4%), mentre rallenta, di conseguenza, quella per i consumi non alimentari, da 2.433 nel 2007 a 2.405. Questi i dati che emergono dall’indagine della Camera di Commercio di Milano e del Comune di Milano sui consumi delle famiglie milanesi.«La Camera di Commercio di Milano è impegnata con un osservatorio sui prezzi e consumi insieme al Comune e al mondo associazionistico e dei consumatori – ha dichiarato Renato Borghi, membro di giunta della Camera di Commercio di Milano -. Con questa indagine, giunta alla terza edizione, rendiamo disponibile uno strumento conoscitivo che, soprattutto in questa fase economica ancora difficile per le famiglie e il sistema imprenditoriale, può rappresentare una base utile per interventi condivisi. Per rilanciare Milano è necessario ripartire dai consumi e da una migliore qualità della vita, nel rispetto delle esigenze dei cittadini e delle imprese».Nell’anno d’inizio della crisi la voce più importante del budget famigliare della metropoli è la casa con il 17,5% (tra costi per l’abitazione, 14,2% incluso il canone mensile per l’affitto, e luce e gas, 3,3%), seguita da alimentari (16%), trasporti (9%) e sanità (6%). Mentre si risparmia sui mezzi di trasporto (-22,3%), soprattutto per l’acquisto dell’auto, e sulle consumazioni e pasti fuori casa (-44,3%), ma non su telefonini (+20,3%), viaggi (+25,9%) e sport (+15,6%). Con la rata del mutuo che per l’andamento dei tassi di interesse in un anno cresce del 79%, e le spese per la salute che salgono del 5,5% per via di dentista (+10,7%) e oculista (+15,5%).Non mancano poi le differenze tra diversi punti della città, come tra centro e periferia, dove si spendono rispettivamente 4.000 euro e 2.700, tra dirigenti e operai (4.900 e 2.200), mentre si riducono i consumi dei pensionati (-3%) e aumenta la spesa dei più giovani (+9%). Risparmiano, invece, le coppie rispetto ai single: dal 7 al 20% secondo la tipologia di spesa. Ma sono oltre 65 mila le famiglie che possono spendere solo 992 euro al mese contro gli 11.000 euro dei “super-ricchi”, solo il 10% dei meneghini.

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