Palazzo Marino ha approvato una delibera che recepisce la legge speciale del Governo sull'ampliamento delle abitazioni. Prima di poter aumentare le volumetrie esistenti, tutte le nuove costruzioni saranno sottoposte al vaglio di una commissione paesaggistica

di Cristina CONTI
Redazione

Tutte le nuove costruzioni saranno sottoposte al vaglio di una commissione paesaggistica prima di poter aumentare le volumetrie esistenti. È stato approvato il nuovo Piano Casa del Comune, una delibera che recepisce per il capoluogo lombardo la legge speciale voluta dal Governo sull’ampliamento delle abitazioni. Si potrà prevedere l’incremento del 40% delle case popolari, a patto che vengano demolite e ricostruite; l’ampliamento potrà essere destinato all’edilizia convenzionata in vendita. «La ricostruzione delle abitazioni potrà essere effettuata sia sul terreno originario, sia nella stessa zona – ha spiegato l’assessore al Territorio, Carlo Masseroli -. Una decisione molto importante, perché permette di facilitare il trasferimento degli inquilini».
Con il provvedimento sono stati anche tutelati dodici quartieri che saranno sottratti a demolizioni e ampliamenti, rispetto a quanto era invece stato previsto dalla legge regionale approvata dal Pirellone. Non subiranno modifiche il Villaggio dei giornalisti alla Maggiolina, Cimiano, il quartiere giardino di zona Porpora, via Pisacane, Città Studi, il quartiere del Sarto che lambisce viale Romagna, le villette dei ferrovieri in via Lincoln e in via Washington, QT8, il borgo Pirelli e i villini di viale Zara. «Abbiamo aggiunto anche le aree comprese all’interno del perimetro del Parco Nord – ha proseguito l’assessore -, mentre sono stati bocciati gli emendamenti per includere nell’elenco anche le zone di Trenno e Lampugnano».
Per il resto il provvedimento regionale rimarrà invariato: recupero e riutilizzo di volumetrie abbandonate o sotto utilizzate, ampliamento fino al 20% del volume complessivo di edifici mono e bifamiliari, demolizione e ricostruzione di edifici residenziali e produttivi, con bonus volumetrico sino al 30% del volume preesistente, aumentabile del 35% in presenza di adeguate dotazioni di verde e riqualificazione di quartieri di edilizia residenziale pubblica. «Si lavora solo sul patrimonio esistente e quindi non verrà costruito nulla di nuovo. Gli effetti di tutela e di vincolo oggi presenti nel nostro territorio rimarranno molto forti, soprattutto nei centri storici, nelle aree naturali e nei parchi», ha concluso l’assessore. Tutte le nuove costruzioni saranno sottoposte al vaglio di una commissione paesaggistica prima di poter aumentare le volumetrie esistenti. È stato approvato il nuovo Piano Casa del Comune, una delibera che recepisce per il capoluogo lombardo la legge speciale voluta dal Governo sull’ampliamento delle abitazioni. Si potrà prevedere l’incremento del 40% delle case popolari, a patto che vengano demolite e ricostruite; l’ampliamento potrà essere destinato all’edilizia convenzionata in vendita. «La ricostruzione delle abitazioni potrà essere effettuata sia sul terreno originario, sia nella stessa zona – ha spiegato l’assessore al Territorio, Carlo Masseroli -. Una decisione molto importante, perché permette di facilitare il trasferimento degli inquilini».Con il provvedimento sono stati anche tutelati dodici quartieri che saranno sottratti a demolizioni e ampliamenti, rispetto a quanto era invece stato previsto dalla legge regionale approvata dal Pirellone. Non subiranno modifiche il Villaggio dei giornalisti alla Maggiolina, Cimiano, il quartiere giardino di zona Porpora, via Pisacane, Città Studi, il quartiere del Sarto che lambisce viale Romagna, le villette dei ferrovieri in via Lincoln e in via Washington, QT8, il borgo Pirelli e i villini di viale Zara. «Abbiamo aggiunto anche le aree comprese all’interno del perimetro del Parco Nord – ha proseguito l’assessore -, mentre sono stati bocciati gli emendamenti per includere nell’elenco anche le zone di Trenno e Lampugnano».Per il resto il provvedimento regionale rimarrà invariato: recupero e riutilizzo di volumetrie abbandonate o sotto utilizzate, ampliamento fino al 20% del volume complessivo di edifici mono e bifamiliari, demolizione e ricostruzione di edifici residenziali e produttivi, con bonus volumetrico sino al 30% del volume preesistente, aumentabile del 35% in presenza di adeguate dotazioni di verde e riqualificazione di quartieri di edilizia residenziale pubblica. «Si lavora solo sul patrimonio esistente e quindi non verrà costruito nulla di nuovo. Gli effetti di tutela e di vincolo oggi presenti nel nostro territorio rimarranno molto forti, soprattutto nei centri storici, nelle aree naturali e nei parchi», ha concluso l’assessore.

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