Stampata in 10 mila copie e distribuita capillarmente la lettera in cui la Commissione sociale e del lavoro della Comunità pastorale Madonna del Castagno riprende i temi del Discorso di Sant’Ambrogio, «sollecitazioni di fronte alle quali riteniamo che nessuno possa restare indifferente»

di Veronica TODARO

Buon vicinato Muggiò
Don Maurizio Tremolada e alcuni membri della Commissione della pastorale sociale e del lavoro consegnano la lettera al sindaco di Muggiò Maria Fiorito

La consegna ufficiale al sindaco di Muggiò Maria Fiorito, in rappresentanza di tutta la città. Poi la distribuzione capillare casa per casa. È stata stampata in 10 mila copie la lettera scritta dalla Commissione sociale e del lavoro della Comunità pastorale Madonna del Castagno «per un’arte del buon vicinato a Muggiò».

«L’intenzione a nome della comunità cristiana – spiega don Maurizio Tremolada, responsabile della Comunità pastorale – è quella di proporre un’alleanza, di convocare tutti per mettere mano all’impresa di edificare in tutta la nostra terra quel buon vicinato che rassicura, che rasserena, che rende desiderabile la convivenza dei molti e dei diversi, per cultura, ceto sociale e religione».

In sostanza, una sfida. «L’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini – continua don Tremolada – nel Discorso alla città tenuto in occasione della festa di Sant’Ambrogio, ha proposto a tutti di impegnarsi per promuovere una convivenza civile e serena, e ha tracciato le linee per “un’arte del buon vicinato”. Come Commissione sociale abbiamo ritenuto che questo suo intervento meriti un’attenzione responsabile e debba essere messo a confronto con la realtà che viviamo quotidianamente nella nostra città».

L’idea è quella di proseguire su tre strade indicate dallo stesso Arcivescovo: promuovere il buon vicinato, attraverso una rinnovata attenzione alle persone e ai loro bisogni; valutare la possibilità che la decima parte di quanto ciascuno ha a disposizione in risorse sia messa a disposizione; stabilire un rapporto con coloro che vengono “da fuori”. «Di fronte a queste sollecitazioni, riteniamo che nessuno possa restare indifferente».

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