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Società

Alla Casa della Carità il viaggio delle «Cartografie di confine»

Mercoledì 1 e giovedì 2 aprile la Fondazione e la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi presenteranno un progetto congiunto: un percorso immersivo e partecipato per interrogarsi sul significato dell’accoglienza

16 Marzo 2026

Cosa significa accogliere oggi? Per conoscere la risposta della Fondazione Casa della Carità “Angelo Abriani” sarà necessario attendere mercoledì 1 e giovedì 2 aprile, quando insieme insieme alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi apriranno le porte della propria casa per presentare un progetto didattico intitolato “Cartografie di Confine”. 

Il progetto è stato sviluppato tra settembre 2025 e aprile 2026, durante il quale 28 allieve e allievi della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi hanno abitato la Casa osservandone la vita quotidiana e intervistando le operatrici e gli operatori che ogni giorno fanno funzionare i suoi servizi. Le visitatrici e i visitatori, organizzati in piccoli gruppi, saranno accompagnati in un percorso che attraversa stanze e corridoi, trasformati in luoghi di racconto e incontro. 

L’attività si propone di essere un laboratorio di ascolto e responsabilità: un’occasione per raccontare la città a partire dalle sue zone di marginalità e dalle sue domande più urgenti, per aprire lo sguardo di cittadine e cittadini attraverso un’operazione artistica che costruisce un ponte tra chi presta cura e chi la riceve. 

Le visitatrici e i visitatori entreranno in contatto con le domande concrete che attraversano il lavoro quotidiano della Casa e con un interrogativo più ampio che riguarda tutta la società: siamo davvero in grado di accogliere? E come possiamo farlo meglio, come società? In questo orizzonte si inserisce inoltre “La soglia”, esperienza immersiva proposta all’interno delle strutture diurne di accoglienza della Casa della Carità, in cui chi lo desidera può fare concretamente la doccia accompagnato da suoni, parole e immagini. 

L’acqua che scorre diventa così parte di un percorso che permette di avvicinarsi – sul piano sensoriale e immaginario – alle vite che scompaiono dalla vista di chi è integrato nella città, e di interrogare il confine tra presenza e invisibilità. L’iniziativa nasce dalla volontà della Scuola di portare con continuità le proprie allieve e allievi a contatto con la realtà della città. La collaborazione con la Casa della Carità – istituzione voluta dal cardinale Carlo Maria Martini e per anni guidata da don Virginio Colmegna – rafforza un rapporto costruito nel tempo e offre uno spazio unico in cui sperimentare il dialogo tra pratica artistica e vita sociale.