È una cooperativa sociale di Fagnano Olona che offre lavoro a persone ristrette o sottoposte alle misure alternative. Prima della cerimonia la Ministra e il Vicario visiteranno il carcere di Busto Arsizio, incontrando i detenuti e la polizia penitenziaria

di Luisa BOVE

valle di ezechiele

Il carcere di Busto Arsizio, noto alle cronache per la sentenza Torreggiani (2013) per «maltrattamenti» dovuti al poco spazio vitale dei detenuti nelle celle, riceverà lunedì 25 ottobre la visita della ministra della Giustizia Marta Cartabia. L’occasione è dovuta all’inaugurazione della cooperativa sociale «La Valle di Ezechiele», con sede a Fagnano Olona (Va).

Alle 9.30 la Cartabia varcherà i cancelli della Casa circondariale, dove incontrerà una rappresentanza delle persone detenute e della polizia penitenziaria; il direttore Orazio Sorrentini e la comandante Rossella Panaro guideranno la Guardasigilli nei vari reparti. Alle 11 l’inaugurazione della Valle di Ezechiele, nata nel 2019 e attiva dal novembre scorso, che crea opportunità lavorative per persone ristrette in carcere o in esecuzione penale esterna. A benedire la sede sarà monsignor Luca Bressan, vicario episcopale della Diocesi. Il taglio del nastro da parte della Ministra precederà la visita alle attività produttive (assemblaggio e digitalizzazione), gli interventi di Filippo Germinetti, presidente della cooperativa sociale, e Bayoussef Bouizgar, primo dipendente, di don Raffaele Grimaldi, ispettore nazionale cappellani carceri. Infine il cantautore Davide Van de Sfroos canterà la sua 40 pass, brano che racconta intrecci di vita che hanno avuto a che fare con il carcere.

Nel corso del 2021 «La Valle di Ezechiele» ha dato lavoro a 5 persone e si prepara ad accoglierne altre 2. Ha inoltre intrecciato relazioni con realtà produttive del territorio, trovando posti di lavoro per altre tre persone, la cui scarcerazione sarà possibile grazie alla disponibilità lavorativa. Il nome della cooperativa rievoca la visione del profeta Ezechiele, inviato in una valle piena di ossa inaridite, cui il Signore darà nuova vita. È ciò che si prefigge la stessa cooperativa sociale: «Essere occasione di vita nuova per le persone seriamente intenzionate a riparare ai danni dei propri reati, mettendosi nuovamente in gioco». Strumento base per questo ritorno alla vita è appunto il lavoro, «pilastro fondante delle nostre istituzioni democratiche, come riportato all’incipit della nostra Costituzione: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Siamo profondamente grati alla Ministra per l’onore che ci rende, celebrando gli inizi della nostra avventura educativa al servizio delle persone carcerate».

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