Redazione

Il 13 gennaio 1989 l’agenzia di stampa cattolica iniziava la sua attività di informazione. Oggi si affaccia al ventesimo anno di attività con molte differenze rispetto ai tempi della sua nascita, ma con lo stesso desiderio di cogliere il significato autentico dei fatti religiosi per comunicarlo al mondo.

11/01/2208

di Paolo Bustaffa
direttore del Sir

La Chiesa della speranza è una Chiesa che ha il respiro della libertà, della responsabilità e della gioia. Sa comunicare con le parole di questo tempo le ragioni della speranza che salva. A volte fatica e soffre anche per i propri limiti, ma sempre vive nella storia con la serenità e la fiducia di chi pensa e si sente pensato. Il convegno di Verona ha trasmesso, tra gli altri, questo messaggio che continua a ravvivare riflessioni, parole, progetti e scelte.

Sir, che il 13 gennaio inizia il ventesimo anno di attività, vi ritrova il motivo di uno stile professionale che porta a scegliere la via dell’ascolto e del racconto dentro e fuori la Chiesa con la consapevolezza che l’incontro con la verità avviene sulla strada degli uomini e delle donne di oggi. Si rivive così, anche nel mestiere del comunicare, quell’esperienza di in-quietudine così cara ad Agostino. Un percorso interiore sostenuto ogni giorno dalla volontà di approfondire la ricerca, di trovare le parole più giuste per «costruire ponti di comprensione e comunicazione tra l’esperienza ecclesiale e l’opinione pubblica».

A vent’anni dal suo primo numero Sir vede valida la scelta di offrire gli elementi essenziali per cogliere il significato autentico del fatto religioso soprattutto nella sua espressione pubblica: un contributo per andare oltre le letture ideologiche e politiche.

Si muove con gli altri mezzi ecclesiali e cattolici della comunicazione condividendo la fatica di rendere sempre più comprensibile un messaggio che è per tutti e non per alcuni. Una diversità di strumenti che dice di una Chiesa niente affatto grigia, ma ricca di colori illuminati da una Parola che chiede di amare questo mondo, perché chi si sente accolto è pronto all’ascolto anche di parole scomode.

«La Chiesa della speranza – si legge in una relazione di Verona – ha la chiave per entrare in comunicazione con le persone, sa di essere luce sul monte offrendo un giudizio credente su questo tempo e scoprendone le ambiguità e i limiti insieme alle risorse e ai semi di bene. Nessun arroccamento sulla difensiva, ma una ricerca libera e senza pregiudizi dei segni dei tempi, del modo in cui Dio parla oggi al suo popolo ed è vivo nella storia. La Chiesa della speranza vuol far giungere a tutti la gioia del Vangelo».

Sir ha mosso i suoi passi con questo respiro e con questo ritmo fin dal 13 gennaio 1989, quando ad avviare l’avventura c’erano Camillo Ruini, Giuseppe Cacciami, Giovanni Fallani. Il percorso era ed è quello dei settimanali cattolici locali (Fisc), una storica e straordinaria esperienza di comunicazione sul territorio.

In venti anni, con straordinaria reciprocità di attenzioni, é cresciuto il dialogo professionale tra le molte realtà locali e la realtà nazionale. Una ricchezza costruita insieme, che ha contribuito a qualificare e intensificare i rapporti tra Sir e media laici e ad aprire lo sguardo all’Europa.

Una piccola storia che entra in quella più grande della Chiesa italiana, Chiesa di popolo, Chiesa di volti, Chiesa che è sul cammino verso la mèta della perfezione. Chiesa non titubante nel prendere la parola per argomentare «i principi non negoziabili».

La Chiesa della speranza é «mistero, comunione e missione», è una comunità che per il suo sorriso sorprende chi la incontra. Qui abitano insieme fede e ragione, qui nasce quella comunicazione con il mondo di cui anche Sir è da venti anni strumento affidato alla responsabilità di laici.

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