Lo storico direttore del Tg 1 è scomparso ieri nella sua casa romana. I funerali domani alle 10.30 nella basilica di Santa Maria delle Grazie in Roma.


Redazione

05/12/2008

Si è spento ieri nella sua casa romana, a 85 anni, il giornalista Emilio Rossi. Genovese, aveva incominciato la carriera in un quotidiano locale per poi entrare in Rai nel 1956, arrivando anche ad esserne vice direttore generale. Dal 1975 al 1981 diresse il Tg1, attività per la quale venne gambizzato dalle brigate rosse nell’aprile del 1977.

Stava andando a lavorare a piedi leggendo un libro mentre camminava, come lui stesso diceva essere solito fare. Fu colpito da 15 pallottole sparategli a bruciapelo, per quella che secondo l’ex Br Adriana Faranda fu una «incisiva attività contro i livelli intermedi della Dc» in preparazione del delitto Moro. Bloccato dall’attentato per sei mesi in ospedale, tornò in redazione proprio poco prima del sequestro Moro. Durante quei 55 giorni, varò un modello di Tg quasi permanente, per alcuni versi il prototipo delle “all news” di oggi

Tra le sue attività fu anche presidente del Comitato tv e minori, del Comitato di amministrazione del Centro televisivo Vaticano e, dal 1999 al 2002, dell’Ucsi, l’Unione cattolica della stampa italiana, associazione che riunisce oltre 2000 giornalisti di ispirazione cristiana e che nel 2009 celebrerà i 50 anni di vita.

Così lo ha ricordato l’attuale presidente Ucsi, Massimo Milone: «Il giornalismo italiano perde una delle sue figure più prestigiose, il giornalismo cattolico perde un cristiano di profonda sensibilità e spiritualità, l’Ucsi perde un testimone rigoroso ed entusiasta».

Emilio Rossi per l’Ucsi aveva guidato, in sinergia con il Censis, il Rapporto annuale sulla comunicazione in Italia, giunto alla VII edizione. Proprio in questi mesi era a lavoro con ricercatori e giornalisti per definire i temi della prossima ricerca, con particolare attenzione al consumo dei media nelle famiglie italiane, la difesa dei minori, la qualità del prodotto televisivo, la credibilità degli operatori.

«Emilio Rossi – continua Milone – pur attraversando quasi un secolo di vita, e dunque esperienze di giornalismo tradizionale, è stato sempre un grande “avvisatore” di futuro, disegnando scenari e contenuti. In particolare ravvisava, più che mai oggi, l’esigenza per il giornalismo italiano di un forte ancoraggio etico e culturale. Un ritorno alle radici profonde, in particolare per il servizio pubblico radiotelevisivo, che dovrebbero sempre contraddistinguere una professione che è anche servizio civile al Paese».

L’Ucsi ricorderà Emilio Rossi con una celebrazione religiosa nella Basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma. Una delegazione dell’Ucsi italiana parteciperà ai funerali che si terranno domani alle 10.30 presso la basilica di Santa Maria delle Grazie in Roma.

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