Aveva 76 anni. Ha lavorato in diverse testate: Il Giornale dei lavoratori delle Acli milanesi, Il Popolo, Ansa, L’Italia e per 25 anni in Rai. In seguito ha diretto L’Eco di Bergamo e ha assunto ruoli di responsabilità nei media della Diocesi di Milano. Da sempre impegnato negli organismi di categoria, diventando segretario generale della Fnsi dal 1981 al 1986, e nell’Ucsi. I funerali mercoledì 25 marzo a Milano

di Pino NARDI

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Ricordare Sergio Borsi è fare memoria di oltre 50 anni di giornalismo e impegno per la categoria. La sua scomparsa lascia un vuoto molto grande nella professione. E soprattutto tra i suoi colleghi più vicini che conoscendolo e lavorando accanto a lui hanno avuto la possibilità di apprezzarlo come maestro di giornalismo e attento osservatore di una realtà in profondo cambiamento. Chi scrive è stato uno dei giovani giornalisti che Sergio negli anni ha voluto seguire, sostenere, aiutare, come ha fatto con molti altri colleghi. Aveva compiuto da qualche mese i 76 anni, ma già da diversi anni la malattia lo aveva minato giorno dopo giorno.

Borsi inizia il suo impegno professionale alle Acli milanesi lavorando a Il Giornale dei lavoratori. Passa poi alla redazione milanese del quotidiano Il Popolo e poi all’Ansa. Ricordava sempre con grande pudore, ma con entusiasmo le sue telefonate professionali con il cardinale Montini, arcivescovo di Milano. Dopo un breve passaggio a L’Italia, Borsi approda alla Rai. Assumendo via via incarichi di grande responsabilità, fino alla guida della redazione torinese come caporedattore e poi del Centro di produzione Rai. Nel 1993, nella stagione dei “Professori” in Rai, il direttore generale Gianni Locatelli lo chiama a Roma come assistente per l’informazione.

Terminata la lunga esperienza in Rai, una nuova sfida: la direzione de L’Eco di Bergamo. Borsi guida il quotidiano cattolico dal 1996 al 2000, realizzando una fase di profondo cambiamento e modernizzazione della testata. Tornato a Milano assume diversi incarichi nei media e nei settimanali diocesani e diventa presidente di Radio Marconi.

Ma Borsi ha associato la sua professione a un impegno negli organismi di categoria, diventando il leader dei giornalisti cattolici nel sindacato. Impegnato nell’Associazione lombarda dei giornalisti negli anni Settanta come presidente della Commissione sindacale, poi segretario dell’Usigrai e vicesegretario della Fnsi, diventando segretario generale Federazione nazionale della stampa dal 1981 al 1986. Sono anni di profondo cambiamento tecnologico, con l’introduzione dei computer. Sarà protagonista nella stesura della legge 416 di sostegno all’editoria, ancora oggi pilastro nel settore.

Borsi ha contribuito a rilanciare anche l’Ucsi, l’associazione dei giornalisti cattolici, assumendo la presidenza in Lombardia dal 1992 al 1999, diventando tra gli artefici del passaggio epocale dalla presidenza nazionale di Flaminio Piccoli al rilancio dell’Ucsi, guidando le forze del rinnovamento nel congresso di Viterbo del 1992.

Un impegno che è proseguito per tutta la sua vita: come consigliere di amministrazione della Casagit e nel 2004 nel consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, ma che dovrà lasciare appena la malattia non gli consentirà più di impegnarsi come vorrebbe.

I funerali di Sergio Borsi si celebreranno mercoledì 25 marzo alle ore 11 nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, in via Catone 10 a Milano.

Alla famiglia di Sergio Borsi la preghiera e l’abbraccio della redazione dei media diocesani, riconoscenti e grati per il suo esempio che non dimenticheremo. Grazie Sergio!

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