Il presidente Salis: «Finita l’emergenza, ora ci concentreremo su integrazione. Grazie alla Chiesa locale, alla comunità e alle amministrazioni comunali per il sostegno dato in questi anni». Gualzetti (Caritas ambrosiana): «Il sistema diocesano è in grado di accogliere, ma anche di favorire l’inserimento sociale»

Mario Salis
Mario Salis

La Cooperativa Intrecci proseguirà in altre strutture il percorso di accoglienza di richiedenti asilo avviato nel C.A.S. (Centro di Accoglienza Straordinario) istituito presso l’ex pensionato di proprietà della Fondazione La Vincenziana a Magenta e gestito per conto di Caritas Ambrosiana in convezione con la Prefettura di Milano. La rete ecclesiale ha già messo a disposizione alcuni appartamenti nel territorio della provincia di Milano all’interno del sistema di accoglienza diffusa della Diocesi, dove i richiedenti asilo potranno continuare i progetti di integrazione avviati.

Terminata la fase di emergenza, che aveva spinto la Prefettura di Milano a richiedere la disponibilità di posti e portato a individuare nell’ex pensionato di proprietà ecclesiale una soluzione temporanea, si è ritenuto che non sussistessero più le condizioni per rinnovare la convenzione già scaduta in ottobre e prorogata fino al 31 gennaio. In accordo con la Prefettura la Cooperativa Intrecci ha lavorato per la ricollocazione degli ospiti, avendo cura e attenzione al percorso da loro fatto finora; gli ospiti resteranno nella struttura di Magenta il tempo necessario per poter poi essere ricollocati nelle strutture individuate dalla Prefettura.

Aperto nel 2014, in piena emergenza migratoria, il Centro di Accoglienza Straordinario di Magenta ha dato ospitalità nei suoi 100 posti letto a circa 174 persone in quattro anni di attività. Benché la natura del progetto fosse di carattere emergenziale, la Cooperativa Intrecci, investendo risorse economiche supplementari a quelle richieste dalle convezioni e potendo contare grazie al sostegno della Chiesa locale su una solida rete di volontari, ha avviato programmi di inserimento sociale sin dai primi mesi di presenza, offrendo agli ospiti non solo corsi di alfabetizzazione, ma percorsi formativi orientati al lavoro presso le aziende del territorio, in virtù di collaborazioni con diversi enti.

«Finita da diversi mesi l’emergenza, diminuiti gli arrivi, è giunto il momento di chiudere questo capitolo e di aprine uno nuovo – commenta Mario Salis, presidente della Cooperativa Intrecci -. Nonostante la complessità e le difficoltà connesse, è stata un’esperienza positiva, umanamente e socialmente arricchente, per la quale ci sentiamo in dovere di ringraziare la Chiesa, la comunità, le amministrazioni comunali e tutte le realtà civili e associative che in questi anni ci sono state vicine. Ora inizia una nuova fase, per la quale contiamo di trovare il sostegno di nuovi compagni di viaggio»

«Per rispondere alla crisi migratoria abbiamo dato vita in Diocesi a un sistema di accoglienza diffusa – sottolinea Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana -. Questo sistema, di cui la Cooperativa Intrecci è parte integrante, è in grado di offrire una risposta pronta e qualificata nel periodo di emergenza, ma anche di accompagnare le persone in percorsi virtuosi di inserimento, che sono la migliore garanzia possibile di sicurezza. Continueremo a operare in questa direzione».

 

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