A Gazzada il 39° Convegno di studi religiosi, organizzato dall’Istituto Superiore di Studi Religiosi Beato Paolo VI, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Milano, la Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale e l’Istituto superiore di Scienze religiose di Milano

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Oggi oltre 250 milioni di persone che vivono e lavorano in un Paese diverso da quello in cui sono nate.  I nuovi arrivi, in Europa e nei Paesi di immigrazione, mettono in chiaro l’esigenza di solidarietà e di una legislazione efficace nella protezione dei diritti umani fondamentali. La coscienza della comunità internazionale cerca una risposta davanti alle immagini di corpi di donne e bambini ributtati dal mare sulle spiagge dell’Europa meridionale, ma la visione politica comune resta frammentaria ed elusiva.

D’altro canto, anche a livello di percezione del grande pubblico, il punto più urgente e nevralgico della questione è: perché i richiedenti asilo sono costretti a prendere le scelte che fanno? Quali sono le cause politiche, economiche, religiose, sociali, epocali delle migrazioni?

Per indagare e comprendere questo vasto fenomeno, frutto e allo stesso tempo fra le cause principali della globalizzazione, dal 5 al 7 ottobre Villa Cagnola organizza il 39° Convegno di studi religiosi, dal titolo «Migrazioni. Le cause di un fenomeno sfaccettato e complesso». Organizzato dall’Istituto Superiore di Studi Religiosi Beato Paolo VI di Villa Cagnola, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Milano, la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano, il convegno si impegna a riflettere su un fenomeno dai tratti spesso fraintesi, che sovente sfuggono al grande pubblico, bombardato da notizie drammatiche di sbarchi tragici e quotidiani.

In molte regioni del mondo le migrazioni forzate sono in aumento dalla metà degli anni Novanta, in alcuni casi anche da prima; tuttavia il tasso di incremento si è alzato negli ultimi anni. Guerre e persecuzioni hanno portato a un significativo aumento delle migrazioni forzate nel mondo, che hanno toccato livelli mai raggiunti in precedenza e comportano sofferenze umane immense. Il rapporto annuale Global Trends dell’Unhcr, che traccia le migrazioni forzate nel mondo basandosi su dati forniti dai governi, dalle agenzie partner incluso l’Internal Displacement Monitoring Centre, e dai rapporti dell’organizzazione stessa, riporta circa 65.3 milioni di persone costrette alla fuga nel 2015, rispetto ai 59.5 milioni di un anno prima. Per la prima volta viene superata la soglia dei 60 milioni di persone. A livello globale, con una popolazione mondiale di 7.349 miliardi di persone, questi numeri significano che 1 persona su 113 è oggi un richiedente asilo, sfollato interno o rifugiato: un livello di rischio senza precedenti secondo l’Unhcr.

Monsignor Eros Monti, direttore di Villa Cagnola, spiega: «Di fronte ai tanti interventi che si preoccupano delle modalità di risposta a questa problematica, il convegno vuole riflettere sulle molteplici cause – politiche, economiche, religiose, sociali, epocali – delle migrazioni, senza ovviamente dimenticare le possibili e auspicabili risposte. L’appuntamento del 5, 6 e 7 ottobre darà spazio e voce all’analisi e agli approfondimenti di specialisti di politica internazionale, esperti di religione islamica, professionisti impegnati in prima persona in progetti di cooperazione con i Paesi da cui partono i flussi migratori più significativi».

«La metodologia sarà rigorosamente di ordine scientifico – spiega la professoressa Emanuela Fogliadini, responsabile della Segreteria scientifica del Convegno -. I relatori, infatti, affronteranno il tema non in modo ideologico, ma basandosi su dati e esperienze verificabili, al fine di aiutare il dibattito a istruire meglio una questione che deve essere affrontata alla radice, in modo globale e sistematico, in un piano di interazione che coinvolga Stati, Istituzioni e persone a tutto tondo».

 

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