Vent’anni fa la nascita del Forum delle Religioni a Milano, che verrà ricordata con un momento di preghiera, riflessione e musica sabato 7 giugno, alla Basilica di San Lorenzo, dalle 17 alle 19, dal titolo «Storia di dialogo, impegno di pace».
Come si arrivò alla scelta di dare vita al Forum lo racconta il canonico don Augusto Casolo, tra i fondatori e a lungo direttore del Centro Ambrosiano di Dialogo con le Religioni (Cadr): «Le origini sono più lontane e risalgono agli anni Ottanta del secolo scorso. Il cardinale Martini fece sorgere quella che fu chiamata “Segreteria per gli Esteri” per affrontare il fatto migratorio che proprio allora si intensificava con l’arrivo di persone da tutto il Nord Africa, dall’Egitto al Marocco. In quegli anni la Diocesi non aveva un servizio per le questioni interreligiose: esisteva la Commissione per l’Ecumenismo, guidata prima da monsignor Franco Pizzagalli e poi da monsignor Gianfranco Bottoni. In Curia si pensò, quindi, di integrare la Commissione inserendo chi, come me, si trovava ad affrontare l’immigrazione dai Paesi di tradizione islamica. Poco alla volta si fede strada l’idea di provare a incontrare i responsabili dei nascenti Centri islamici; fu proprio monsignor Bottoni, allora anche assistente di Acli, a organizzare “informalmente” la possibilità di incontri interreligiosi presso la sede dell’Associazione».
Chi erano i partecipanti di allora?
I primi interlocutori per il mondo islamico furono il dottor Pasquini (imam della moschea di Segrate) e Abd al-Wahid Pallavicini (presidente della Coreis); per le tradizioni del mondo orientale, il buddhismo in particolare, vennero chiamati il Centro Mandala, il Ghe Pel Ling – Istituto studi di Buddhismo Tibetano e il Kunpen Lama Gangchen. Naturalmente, col tempo, quei primi incontri si intensificarono e avvicinarono altre persone e altri Centri. Cominciò così a strutturarsi l’ipotesi di un Forum delle Religioni.
Qual era, allora, la situazione del dialogo tra le religioni?
Un dialogo segnato in positivo dal lavoro del cardinale Martini (ricordiamo il suo Discorso alla Città del 1991, dal titolo Noi e l’Islam): si iniziò a pensare allo scambio di auguri e a incontri in occasione delle maggiori festività delle altre tradizioni. Non dimentichiamo che agli incontri si aggregarono da subito anche le comunità cristiane non cattoliche. Ma fu anche un dialogo problematico, segnato dal terribile evento dell’11 settembre con l’abbattimento delle Torri Gemelle; il lavoro continuo di don Giampiero Alberti, vera anima del Forum, che faceva la spola fra le nostre parrocchie per aiutarle ad affrontare il tema del dialogo con le religioni e che costruiva relazioni con i vari Centri islamici che andavano moltiplicandosi, fu fondamentale per individuare percorsi di reciproca accoglienza.
Ha ricordi personali che l’hanno particolarmente colpita?
Molti, ma vorrei citarne uno. Come parroco della Basilica di San Lorenzo, con don Alberti ospitammo per la prima volta la “Tenda del Silenzio”. Il Forum aveva cominciato a incontrarsi ogni anno per la festa di inizio primavera e la Tenda fu un luogo speciale dove ci si scambiarono silenziosamente promesse di pace. Indimenticabile.



