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Intervista

Vegezzi: «Chiesa di Milano, riparti dalle “Sette lettere” per vincere timori e sfiducia»

Il Vicario della Zona I presenta la serata del 19 gennaio in Sant’Ambrogio, nella quale l’Arcivescovo incontrerà i Decani e i membri dei Consigli pastorali parrocchiali della città presentando loro il messaggio pubblicato al termine della visita pastorale del 2022/2023

di Luisa BOVE

15 Gennaio 2024
Al centro l'Arcivescovo e monsignor Vegezzi

Sarà una serata «semplice, ma significativa», quella del 19 gennaio alle 21 nella Basilica di Sant’Ambrogio, in cui l’arcivescovo Mario Delpini incontrerà i Decani e i membri dei Consigli pastorali parrocchiali di Milano. Al termine della sua visita pastorale in città, svoltasi tra il 2022 e il 2023, Delpini ha pubblicato il messaggio Sette lettere per Milano (leggi qui), che presenterà ufficialmente nella serata. «Come c’è stato un inizio ufficiale e il lancio della visita pastorale – spiega monsignor Giuseppe Vegezzi, Vicario episcopale di Milano dal settembre scorso -, così ci sarà una conclusione ufficiale. L’Arcivescovo richiamerà alcune sottolineature che gli stanno a cuore in un contesto semplice di preghiera e di ascolto».

Dopo una breve introduzione dello stesso Vegezzi (leggi qui la sua lettera d’invito), il programma prevede momenti musicali di tre cori inframmezzati da letture tratte dal libro dell’Apocalisse a cui è ispirato il testo dell’Arcivescovo, che interverrà al termine.

Nonostante la sua recente nomina, si è già fatto un’idea della Chiesa di Milano?
In questi mesi ho visitato vari Decanati e devo dire che ci sono tante ricchezze nelle comunità: contrariamente a quanto a volte si pensi, ho incontrato realtà vive. E questo è un dato positivo dal punto di vista della partecipazione, anche se non tutta la città è uguale. Ho visto sacerdoti che desiderano essere presenti e attenti, ma nello stesso tempo un poco affaticati, a volte preoccupati per non riuscire a fare tutto. E poi la Chiesa sta cambiando.

Perché lo dice?
Per la diminuzione della partecipazione all’Eucaristia. Nella stragrande maggioranza delle parrocchie, questo aspetto crea sfiducia. Tuttavia il desiderio di continuare a portare la parola del Vangelo è ancora presente e ne sono contento.

È lo scopo della Chiesa…
Sì, certo. Poi le difficoltà ci sono dappertutto. Altra caratteristica, che emerge in tutta la Diocesi, e che dobbiamo porci come problema, è la mancanza delle famiglie giovani alle celebrazioni domenicali. È un aspetto importante, eppure non riusciamo a far comprendere che l’Eucaristia è il centro della nostra vita. La colpa è anche nostra, perché abbiamo sempre puntato sulla catechesi, dando per scontato che tutti venivano a Messa. Adesso però non è più così. Ci sono ancora tante famiglie che portano i ragazzi al catechismo, ma a Milano qualcuno inizia anche a dire: «Non faccio battezzare i miei figli». Alla partecipazione al catechismo non corrisponde però la presenza alla celebrazione della domenica come giorno del Signore. Questo è un interrogativo che dobbiamo porci e chiederci come raggiungere questo obiettivo.

Quindi?
Le Sette lettere per Milano dell’Arcivescovo insieme al Cammino sinodale che siano chiamati a intraprendere in vista del Sinodo di ottobre potrebbero dare indicazioni operative anche per compiere alcune scelte concrete in città».

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Dal gennaio del 2022 monsignor Mario Delpini ha compiuto la Visita pastorale nei 12 Decanati della città, facendo tappa in 172 parrocchie e incontrando migliaia di fedeli, sacerdoti e religiosi/e, istituzioni, scuole, associazioni e comitati