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Giovani in cammino/2

Varese, gli adolescenti riprendono in mano la loro vita

Il progetto del’oratorio di San Vittore Martire coinvolge 350 ragazzi e si articola in un doposcuola quale supporto educativo e nell’offerta di un luogo di aggregazione

di Raffaele Biglia

25 Marzo 2023
Partita a scacchi nel contesto di «Happiness»

L’oratorio della Basilica di San Vittore Martire, nel centro di Varese, ha aderito al progetto «Giovani in cammino», promosso da Odl (Oratori Diocesi Lombarde) e finanziato dalla Regione Lombardia, per contrastare il disagio giovanile. Destinatari dell’iniziativa, che si articola in due linee operative, sono 350 ragazzi dagli 11 ai 25 anni italiani e stranieri della città e provincia.

Il doposcuola

La prima proposta, intitolata «AdOratorio», offre ogni giorno agli studenti delle medie, dalle 14 alle 18, un doposcuola con uno spazio compiti e per attività ricreative. Finite le lezioni, si ritrovano a pranzare in oratorio e poi, con la supervisione di due educatrici professionali e di volontari, studiano insieme, seguendo anche il metodo della peer education, educazione tra pari: uno strumento per permettere ai ragazzi di aiutarsi a vicenda nella preparazione dei compiti.

L’obiettivo è di offrire un luogo educativo a supporto degli studenti e delle loro famiglie in sinergia con la scuola e vivere momenti di socializzazione e integrazione alternativi rispetto alle dinamiche relazionali che vivono quotidianamente con il gruppo dei pari e sui social.

Non mancano i laboratori artistici, le attività sportive (calcetto, basket, pallavolo e giochi di gruppo), e momenti di formazione e condivisione chiacchierando insieme con le educatrici sui temi che i giovani sentono più vicini. Si arriva persino a dimenticare il cellulare…

Accoglienza e socialità

Il secondo progetto, «Happiness» – promosso dal Decanato di Varese e dal Fondo Casa Matteo, con il contributo di Fondazione Comunitaria del Varesotto -, in funzione da due anni, si rivolge in particolare agli adolescenti spesso privi nel territorio di spazi aggregativi, se non di natura commerciale. Ad «Happiness» i ragazzi possono trovare un luogo accogliente dove vivere esperienze di socialità e incontrare figure adulte di riferimento: una vera casa. Coinvolti giovani che frequentano le scuole della città, spesso a rischio dispersione, ma anche altri che non studiano né lavorano, i cosiddetti Neet esposti al rischio della marginalità sociale.

Educatori professionali, due psicologhe e volontari qualificati, dedicando il loro impegno a seguire ed entrare in empatia con i ragazzi, cercano di intercettare i loro bisogni specifici. Il progetto si fonda sulla libera partecipazione, sulla costruzione comune di percorsi finalizzati a rispondere alle specifiche esigenze di ciascuno così come emergono. Sono pertanto attive relazioni con realtà del pubblico e del privato sociale presenti sul territorio. Grazie alla competenza di volontari presenti ad «Happiness» si lavora per attivare percorsi di reinserimento scolastico e di ricerca attiva del lavoro.

«La forza di Happiness – spiega Filippo Maroni, coordinatore del progetto – è la semplicità: un luogo gratuito e accogliente dove stare bene. La risposta dei ragazzi ci ha fatto capire che c’era proprio bisogno di un posto così in città». Molteplici le attività proposte: dallo sport ai laboratori di fumetti, artistici e manuali, dalla registrazione della musica ai tornei di scacchi, ma Happiness è soprattutto vita, famiglia, occasione d’incontro e di crescita.  Nell’oratorio si conta ogni giorno la presenza di circa cinquanta giovani e tanti di loro, grazie ad Happiness, stanno riprendendo in mano la loro vita.

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