Un invito a preti e diaconi a vivere l’Avvento come tempo di grazia, pregando e diventando testimoni e maestri per gli altri. Previste tre serate di meditazione on line con l’Arcivescovo, il programma sarà reso noto in seguito

di monsignor Ivano VALAGUSSA
Vicario per la Formazione permanente del clero

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Lo stupore

Inizia l’Avvento. Quante volte, come preti e diaconi, abbiamo rivolto l’invito a iniziare l’Avvento elencando poi una serie di attività, appuntamenti, incontri. Ma l’Avvento quest’anno sembra quasi subire una spogliazione di tante nostre iniziative pastorali. E forse anche per questo ci è dato di sperimentare la grande sorpresa dell’Avvento che accende nei cuori lo stupore e la Speranza. Ancor prima delle nostre attività pastorali, l’Avvento è tempo di grazia, perché il Signore viene dentro questo nostro tempo che ci espone alla fragilità della malattia, alla paura degli altri, alla solitudine, alla preoccupazione per la mancanza di lavoro, perfino alla considerazione della morte.

Non siamo soli. L’Avvento è una chiamata ad accogliere il Signore Gesù che viene e bussa alla nostra porta. Egli entra nella nostra vita facendo grazia. È l’esperienza di Maria, la piena di grazia. In lei il Signore ha fatto cose grandi e continua a farle, anche in questo tempo di pandemia. Lo stupore per l’Avvento del Signore sempre si rinnova, ci raggiunge e ci coinvolge per una risposta di fede. Diventa condivisione di lode e di ringraziamento tra fratelli, anche attraverso nuovi canali di comunicazione e gesti semplici di attenzione e di servizio reciproco. Si esprime soprattutto nell’invocazione di speranza con tutta la Chiesa: «Vieni, Signore Gesù».

La preghiera

Con questa invocazione tutta la Chiesa non si arrende al male, ma confida nell’opera di Dio sempre in azione nella storia e con uno sguardo nuovo sulle vicende umana ritrova il suo slancio missionario. Anche noi, come presbiteri e diaconi, siamo chiamati a scegliere di pregare ogni giorno. Ce lo ha ricordato l’Arcivescovo invitandoci a essere, in questo tempo di «emergenza spirituale», «uomini di preghiera e maestri di preghiera». È il ministero stesso che ce lo chiede e che ci plasma come uomini di preghiera. Celebrare l’Eucaristia e gli altri sacramenti, annunciare la Parola, condividere la liturgia delle ore con la comunità cristiana e con il presbiterio locale, animare la preghiera negli incontri di gruppo e nella visita alle famiglie, ai malati, agli anziani significa incontrare il Signore, ascoltarlo, lodarlo, invocarlo nella sua misericordia.

Come segno forte di tutto il presbiterio che sceglie di pregare, in questo Avvento ci sarà la proposta di “tre sere di meditazione con l’Arcivescovo”. Per partecipare, a ogni presbitero e diacono è chiesto di fare la scelta di dedicare in casa propria queste tre sere al silenzio della preghiera che si svolgerà in due momenti: quello comunitario con un collegamento online per l’ascolto insieme di un brano evangelico, di una meditazione dell’Arcivescovo, di una testimonianza; e quello individuale della riflessione e preghiera personale nel silenzio della propria casa. Le indicazioni di data, orario e modalità di collegamento saranno indicate in seguito.

L’accompagnamento

Chi prega nel proprio ministero diventa testimone e maestro di preghiera per gli altri. Non farà mancare alla propria comunità la testimonianza di stare in raccoglimento e adorazione davanti al tabernacolo, la testimonianza di riservare sempre dei giorni speciali di ascolto dello Spirito nelle giornate di ritiro e degli Esercizi spirituali, la testimonianza di vivere fedelmente la propria confessione nella riconciliazione sacramentale, la testimonianza di partecipare agli incontri di preghiera del clero per coltivare la comunione presbiterale.

Come maestro sarà capace di ascoltare i fratelli, di raccogliere le loro domande, di intercedere per loro, di offrire loro l’aiuto a interpretare la vita come vocazione di sequela del Signore Gesù, di proporre la sapienza della croce e di accompagnare i fratelli nella gioia della conversione al Vangelo e della partecipazione alla missione della Chiesa. Per fare questo occorre tempo da dedicare a questo servizio. In Avvento ciascuno di noi possa rivisitare la propria regola di vita anche in ordine a questo prezioso servizio di direzione spirituale nel ministero.

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