Alle 21 nella chiesa di San Giuseppe l’Arcivescovo incontrerà sacerdoti, religiosi e laici del Decanato Cologno-Vimodrone. Ne parla il decano don Giuseppe Massaro

di Cristina CONTI

Don Giuseppe Massaro

Giovedì 7 aprile il cardinale Angelo Scola, nella sua Visita pastorale, toccherà il Decanato Cologno-Vimodrone, incontrando sacerdoti, religiosi e fedeli laici nella chiesa di San Giuseppe a Cologno Monzese (via Milano 99): alle 20.30 introduzione dell’assemblea con il programma, l’anticipazione delle domande e canti preparatori; alle 21 l’intervento dell’Arcivescovo.

«Il nostro è un piccolo Decanato – anticipa il decano don Giuseppe Massaro -. Conta in tutto sette parrocchie, cinque di Cologno e due di Vimodrone, per un totale di 65 mila abitanti. Quella di tenere una realtà relativamente piccola è stata una scelta del passato, che permette di stare vicino alla gente e alle persone e di lavorare insieme molto bene»

Giovani: com’è la situazione?
Ci troviamo molto in sintonia con lo studio dal titolo “Giovani e Dio a modo mio”, pubblicato recentemente da Vita e Pensiero. Rileviamo infatti la fatica a lavorare con loro. Sentono la fede a livello privato, come credenza o verità a cui non abbandonarsi, e hanno difficoltà a consegnare la propria vita. Organizziamo per loro diverse attività, ma il numero di quanti vi partecipano è esiguo.

Gli stranieri sono molto presenti?
Sono il 10% della popolazione sia a Cologno, sia a Vimodrone. Si tratta in particolare di immigrati che provengono dal Sud America e dall’Albania e il loro numero è in crescita. In alcune parrocchie organizziamo per loro corsi di italiano.

La disoccupazione è forte?
Si sentono ancora le ricadute della crisi economica. A questo proposito le Caritas sono molto attive e seguono diverse famiglie con numerose attività in campo assistenziale. Certo, non si riesce a risolvere le cose, ma quantomeno alleviamo lo stato di disagio delle persone. Le comunità cristiane aiutano molto. Le Caritas sono organizzate poi in modo diverso: a Vimodrone è unica, mentre a Cologno è unitaria.

Cosa vi aspettate da questo incontro?
Ci stiamo preparando ormai da quattro mesi, confrontandoci tra noi sacerdoti e nel Consiglio pastorale decanale. C’è attesa verso questo incontro da parte della comunità territoriale e decanale, che vuole essere sorretta e compresa negli sforzi per rendere il Vangelo vero e autentico nella nostra realtà quotidiana, quella dell’hinterland milanese. Abbiamo preparato per il Cardinale alcune domande che verteranno sulla riorganizzazione ecclesiale: la famiglia come soggetto di evangelizzazione; la comunità educante, che non è ancora stata compresa fino in fondo; la ministerialità e la missione dei laici. Gli chiederemo poi di introdurci ad alcuni temi di attualità e a problematiche che gli sono particolarmente congeniali per il retaggio dei suoi studi. Faccio alcuni esempi. L’uomo è un elemento tra i tanti della natura, oppure è radicalmente diverso? Sull’orientamento oggi emergente ad abbandonare la bipolarità uomo-donna, qual è la radice da cui partire per comprendere le differenze tra i due sessi, come da sempre sostiene la Chiesa? E po i gli chiederemo del bisogno di relazioni per l’individuo: troppo spesso infatti si pensa che l’uomo possa stare anche da solo, e che stia con gli altri solo per mettersi d’accordo sulle regole ed evitare l’autodistruzione… Discorsi interessanti anche per le persone più semplici.

 

 

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