Alle 21 nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Rovello Porro l’Arcivescovo incontrerà i fedeli per la Visita pastorale. Il decano don Maurizio Corbetta: «Nel nostro territorio il cattolicesimo popolare deve diventare mentalità per avvicinare il pensare all’agire»

di Cristina CONTI

Don Maurizio Mario Corbetta

Venerdì 20 gennaio la Visita pastorale feriale del cardinale Angelo Scola toccherà il Decanato di Saronno. Alle 21 l’Arcivescovo incontrerà i fedeli nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Rovello Porro (via Cardinal Ferrari 22). «Il nostro territorio è formato da 160-170 mila abitanti, con parrocchie molto grandi e popolose – spiega il decano don Maurizio Corbetta, parroco della chiesa dei Santi Pietro e Paolo -. Dopo la visita pastorale del cardinale Tettamanzi, sono state create quattro aree omogenee per aiutarci a lavorare insieme. Le realtà infatti sono tante: oltre a quelle della città di Saronno, tra Comunità pastorali e parrocchie il Decanato comprende Novello, Cislago, Turate, Beato Luigi Monza, Uboldo, Gerenzano, Cardinal Colombo, Caronno Pertusella, Origgio, Solaro, Villaggio Brollo, Paolo VI, Lazzate, Cogliate, Cascina Nuova, Ceriano Laghetto e Misinto».

L’immigrazione è molto presente?
Sì. Stiamo cercando di attivarci tutti insieme per individuare una struttura dedicata a queste persone, da sostenere come Decanato, a Saronno città. I lavori però sono ancora nel limbo perché il progetto è stato bloccato dall’amministrazione comunale. Intanto la Caritas sta cercando di creare una rete, in cui le parrocchie possano comunque essere d’aiuto per chi ha bisogno.

La crisi economica si è sentita molto?
Si è sentita. Dove c’è un maggior numero di fruttivendoli e ambulanti, si è avuto un calo delle vendite; nelle realtà più grandi (come Saronno, Solaro e Caronno Pertusella) ci sono state anche aziende che hanno chiuso. Per affrontare la situazione, da un lato stiamo monitorando la situazione, dall’altro la Casa della Carità, la mensa dei poveri e la cooperativa Oznam, che si occupa della borsa lavoro, sono attente, insieme alla stessa Caritas, alle esigenze delle persone più bisognose.

La partecipazione alle attività ecclesiali è buona?
Sì, soprattutto alle Messe. Anche per quanto riguarda la pastorale giovanile, seppure tra tante difficoltà. Avere preti giovani in oratorio è un vantaggio grande per avere maggiore incidenza sui ragazzi e uno sguardo aperto sul futuro.

Su quali spunti avete riflettuto in preparazione all’incontro con il Cardinale?
Abbiamo fatto un lavoro di discernimento a partire dalle riflessioni che ci ha lasciato il cardinale Tettamanzi nella sua ultima visita, per capire quale cammino abbiamo fatto in questi anni. Nei mesi di ottobre e novembre, invece, nelle parrocchie si è riflettuto sulla lettera Educarsi al pensiero di Cristo. A fine novembre c’è stato poi il raduno dei delegati parrocchiali con il diacono e la formulazione delle domande all’Arcivescovo: è emersa una sensibilità molto bella. In tutte le parrocchie è stato fatto un lavoro serio per individuare i punti forti e le criticità nei diversi settori, dalla famiglia alla pastorale giovanile, dalla carità fino alla fede e alla cultura. Nel nostro territorio c’è un cattolicesimo popolare di grande tradizione, ma deve diventare mentalità per avvicinare il pensare all’agire. Anche le domande verteranno su questo. Dopo l’incontro con l’Arcivescovo ci sarà un confronto tra il Decano e il Consiglio pastorale, per capire i passi concreti con cui proseguire il nostro cammino. Mentre il 14 giugno, durante la Messa solenne per la santificazione del clero insieme ai sacerdoti del Decanato, ci ritroveremo per vedere quali sono gli ulteriori passi da compiere. La Visita pastorale per noi parroci nuovi è stata anche l’occasione per capire dove siamo venuti a lavorare. All’inizio della serata con il Cardinale verrà proiettato un video, realizzato da un operatore professionista, in cui emerge la storia recente del Decanato di Saronno. Quindi inizierà il vero e proprio incontro con la formulazione delle domande.

 

 

 

 

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