L'annuale raccolta - per tradizione collocata al Venerdì santo - quest'anno è differita a domenica 13 settembre, in prossimità dell’Esaltazione della Santa Croce

di Massimo PAVANELLO

Terra santa Cropped

Papa Francesco, si legge in un comunicato della Congregazione per le Chiese Orientali, ha approvato la proposta di posticipare la tradizionale Colletta per la Terra santa – ordinariamente celebrata al Venerdì santo – a causa della situazione mondiale.

Ha deciso quindi «che la Colletta di Terra Santa, per l’anno 2020, sia collocata nella domenica 13 settembre, in prossimità della Festa dell’Esaltazione della Santa Croce».

Una data che riveste ugualmente valore simbolico, poiché «in Oriente come in Occidente, la celebrazione che ricorda il ritrovamento della Reliquia della Croce da parte di Sant’Elena e di fatto l’inizio del culto pubblico a Gerusalemme con la costruzione della Basilica del Santo Sepolcro, sarà un segno di speranza e di salvezza ritrovata dopo la Passione a cui molti popoli sono ora associati, oltre che di solidale vicinanza a chi continua a vivere il Vangelo di Gesù nella Terra ove “tutto ebbe inizio”».

L’esigenza di non sospendere la raccolta, bensì di posticiparla, è data dal fatto che «le comunità cristiane in Terra Santa, pure esposte al rischio del contagio e che vivono in contesti spesso già molto provati, beneficiano ogni anno della generosa solidarietà dei fedeli di tutto il mondo, per poter continuare la loro presenza evangelica, oltre che mantenere le scuole e le strutture assistenziali aperte a tutti i cittadini per l’educazione umana, la pacifica convivenza, e la cura soprattutto dei più piccoli e dei più poveri». La colletta di Terra santa, infatti, copre quasi l’80% delle entrate di quelle comunità cristiane.

Differita l’offerta, non lo è però la preghiera e la vicinanza con la Chiesa madre. Soprattutto in questo tempo pasquale, fonte per la fede.

Un augurio che p. Francesco Ielpo, Commissario di Terra santa per il Nord Italia e Avital Kotzer Adari, direttrice dell’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo, rivolgono in particolare ai pellegrini privati di questa esperienza.

«Il pensiero della Terra Santa ci porta conforto – scrivono in un messaggio congiunto – e grande, immensa sarà la letizia quando vi ritorneremo, con amici e pellegrini. Questo è il tempo del cammino nel deserto, il tempo della prova, in attesa della Pasqua, in attesa di Pesah».

La loro conclusione è affidata al Salmo 125 (126), versetti dal tono grato dopo il faticoso percorso: «Teniamo vivo il desiderio del ritorno certi che potremo tornare a cantare – alla vista delle mura di Gerusalemme – insieme a tutti i nostri fratelli: Allora la nostra bocca si aprì al sorriso,/ la nostra lingua si sciolse in canti di gioia./ Allora si diceva tra i popoli:/ “Il Signore ha fatto grandi cose per loro”».

Coloro che in questi mesi volessero unirsi, in un pellegrinaggio di desiderio, hanno a disposizione un hastag per rendersi presenti #conilcuoreinTerrasanta.

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