«È vero, siamo guidati dai Francescani, ma anche noi abbiamo dovuto “studiare” il tema dell’oratorio estivo di quest’anno, scoprendo giorno per giorno la storia proposta ai ragazzi», confida a fine giornata Matteo, tra gli educatori con più anni di esperienza dell’oratorio di San Giovanni Battista alla Creta, grande parrocchia milanese in zona Bisceglie affidata ai Frati minori. Ma dalla voce del parroco, fra Raffaele Casiraghi, si indovina tutta la gioia e l’entusiasmo per il tema dell’anno, quel «Bella Fra» che guarda al Santo di Assisi: «Perché certamente di Francesco parliamo qualche volta anche a catechismo durante l’anno, ma questa è un’occasione unica per poter raccontare la sua vita a circa trecento ragazzi, tra bambini e animatori».
Fraternità e Creato
Sono tanti i giorni di oratorio ancora davanti, e dunque molte cose sono ancora da scoprire. Ma, guardando a quanto i ragazzi hanno vissuto fin qui, fra Raffaele mette al centro le dimensioni della fraternità e della cura del Creato: «Sono le due parole su cui abbiamo puntato di più. E, mi sembra, anche i temi che i ragazzi hanno recepito maggiormente», traccia un primo bilancio, non senza spiegare come queste parole diventino concrete: «L’oratorio estivo aiuta a stare insieme, in uno stile che è quello del rispetto reciproco e dell’amore. E se noi non abbiamo i lebbrosi che Francesco amava, naturalmente, il “lebbroso”, colui che viene tenuto lontano, può essere però anche quel bambino che ci dà fastidio, e con cui invece si può creare un legame fraterno. Allo stesso modo, la cura del Creato può essere vissuta innanzitutto impegnandosi a rispettare l’ambiente dell’oratorio, mantenendolo pulito».
L’incontro “rivoluzionario”
E anche episodi della vita di Francesco – che agli occhi dei più piccoli potrebbero assumere contorni quasi leggendari, tanto è distante l’epoca a cui appartengono – emergono però, in questo frangente storico, in tutta la loro portata rivoluzionaria. È il caso dell’incontro di Francesco con il Sultano d’Egitto, che ha colpito i ragazzi. «Purtroppo – sottolinea fra Raffaele – anche i piccoli, oggi, hanno in mente che ci sono le guerre: parlare dell’incontro con l’altro, proporre un modo diverso di relazionarci mi sembra dunque di grande attualità».
Con un ultimo esempio, Matteo torna al piccolo campo da gioco dell’oratorio: «Anche nel suo percorso San Francesco ha capito che lo scopo della vita non è primeggiare sugli altri; così i ragazzi colgono che, nonostante le possibili sconfitte nei giochi, il bello è gareggiare insieme, e sentirsi parte di un gruppo».



