Dedicata alla dottrina luterana su questa teoria la Giornata interdisciplinare promossa dalla Sezione parallela della Facoltà teologica presso il Seminario. Don Franco Manzi: «Un tema che segna decisamente la formazione teologica dei seminaristi»

di Annamaria BRACCINI

Don Franco Manzi
Don Franco Manzi

Torna anche quest’anno, mercoledì 25 ottobre, la Giornata interdisciplinare promossa a Venegono dalla Sezione parallela della Facoltà teologica dell’Italia settentrionale presso il Seminario arcivescovile di Milano, sul tema «Giusti per grazia. La dottrina luterana della giustificazione». Perché questa scelta? A spiegarlo è don Franco Manzi, direttore della Sezione e docente in Seminario, noto studioso di San Paolo: «La Giornata si colloca all’interno dell’anno in cui le Chiese protestanti, ma anche la Chiesa cattolica, hanno celebrato la nascita della Riforma, facendola coincidere simbolicamente con il celebre atto di “protesta” di Lutero, che il 31 ottobre di 500 anni fa affisse sulle porte della chiesa del castello di Wittenberg 95 tesi contro l’acquisto delle indulgenze. Il Seminario di Milano si è lasciato interrogare da quest’evento, per cui cinque teologi del corpo-docenti del Seminario stesso e della Facoltà teologica si sono confrontati per ripensare nuovamente il tema della giustificazione, tesi portante della teologia di Lutero».

A chi è rivolta la Giornata interdisciplinare?
Certamente non solo ai seminaristi, ma anche a preti, laici, diaconi permanenti che vogliano partecipare all’ascolto dei tre docenti, due del Seminario (don Massimiliano Scandroglio, biblista e don Mario Antonelli, insegnante di Teologia fondamentale) e un “esterno” (don Angelo Maffeis, teologo sistematico della Facoltà teologica) che presenteranno i loro articoli già scritti ed elaborati per la rivista del Seminario La Scuola Cattolica.

La teologia è una disciplina che entra nella vita dei seminaristi di oggi?
Penso che sia la spina dorsale della loro formazione culturale. In particolare, la questione teologica della giustificazione, vero e proprio punto nodale dell’insegnamento paolino e più in genere neo-testamentario, è approfondito nei corsi di Teologia fondamentale e di Antropologia teologica, oltre che in quello di esegesi del Nuovo Testamento. Inoltre, il tema della giustificazione è una delle idee cruciali anche della Teologia dei Sacramenti, per cui – come si vede – segna decisamente la formazione teologica dei seminaristi oggi.

La teoria della giustificazione è centrale in San Paolo e, ovviamente, in Lutero. Si può dire che ha ancora una sua attualità nella discussione della Chiesa?
Sì, come dicevo, a diversi livelli. La parola greca dikaiosýnê dice la «giustizia» di Dio che si concretizza nel «giustificare» l’uomo, cioè nel metterlo nella “relazione giusta” con Dio stesso, attraverso Gesù Cristo e il suo Spirito. Questa dottrina ha il suo primo grande pensatore in San Paolo, che l’approfondisce nella Lettera ai Filippesi (al capitolo 3), nella Lettera ai Galati (ai capitoli 3-4) e nella Lettera ai Romani (nei primi quattro capitoli). Il concetto di “giustificazione” di Dio può essere reso con quello di “perdono” di Dio. Si tratta del perdono dei peccati, attuato da Dio attraverso lo Spirito donato da Gesù, che mette il cristiano battezzato in una buona relazione con Dio stesso. Chiaramente questa dottrina ha un valore teologico; ma lo ha nella misura in cui ha a che fare anche con la vita spirituale di noi credenti in Cristo, perché fa comprendere il primato della Grazia di Dio, del Suo amore che sempre ci precede, santificando la nostra esistenza. In questo senso, questo anniversario della nascita della Riforma stimola tutti i battezzati a riscoprire intellettualmente e ad assaporare esistenzialmente l’amore di Dio, che ci perdona e ci salva.

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