Alla Statale monsignor Delpini risponderà alle domande degli studenti che si sono lasciati ispirare dal Discorso alla Città «Tocca a noi, tutti insieme»

di Marco CIANCI
Responsabile Pastorale universitaria

Politecnico di Milano universitari
L'Arcivescovo e alcuni universitari in occasione di un incontro degli anni scorsi

Finalmente tocca a noi. Dopo un anno di rimandi e di attese ecco che la data fissata per l’appuntamento nell’Università degli Studi di Milano ci sta per raggiungere. Martedì 1 giugno, alle 17.30, in via Festa del Perdono, l’Arcivescovo, monsignor Mario Delpini, farà visita all’ateneo.

Ogni anno l’Arcivescovo, verso l’inizio della primavera, è solito visitare un’università presente sul territorio della Diocesi. È questa una prassi che si raccoglie dal passato e che ci sembra significativa mantenere. Una visita che diviene incontro con studenti, docenti e personale tecnico amministrativo.

L’intento non è solo di mostrare il cordiale contatto tra le istituzioni, che già si verifica con l’invito rivolto al vescovo, o ai suoi rappresentanti, alle inaugurazioni dell’anno accademico, ma è più propriamente pastorale: la cura del Pastore che visita i suoi fedeli immersi nel molteplice mondo universitario. Potremmo definirla una continua Visita pastorale universitaria. Infatti quando il vescovo viene a visitare un’università, la Chiesa pluriforme che abita questo ambiente è particolarmente invitata a rispondere.

La visita in ateneo non solo riguarda quel particolare Campus visitato, ma è un invito per tutti i giovani studenti universitari presenti nel territorio ambrosiano. Purtroppo quest’anno, stando alle norme anti-covid, potranno essere presenti in Aula Magna solo 300 persone. Ma questo basta per dare un segno e non solo all’ateneo.

La visita incomincerà nell’Ufficio Rettorato con uno scambio di parole tra il magnifico rettore Elio Franzini e l’illustre ospite. Tale incontro desidera essere luogo di confronto delle attività che si svolgono in università, dell’apporto che la Chiesa offre alla cultura universitaria, del servizio che i cappellani svolgono negli atenei. Conclusa la conoscenza delle varie attività, del senso della Chiesa all’interno del Campus, si accede all’Aula Magna dove avverrà l’incontro.

Come gli anni passati il tema dell’incontro è il Discorso che l’Arcivescovo propone in occasione della festa della città alla vigilia di sant’Ambrogio. Alcuni universitari hanno letto e riflettuto sul testo Tocca a noi, tutti insieme lasciandosi interrogare da esso.

Come la coscienza di non poter comprendere tutto da soli con le nostre forze può condurre a un esito diverso dallo scetticismo e dalla rassegnazione? Come invece, pur nell’entusiasmo della ricerca, possiamo preservare la soglia dell’incomprensibile e del mistero, togliendo la quale faremmo violenza in primis a noi stessi? Cosa permette di operare una sintesi tra questi due poli preservandoli entrambi nella loro irriducibilità? Saranno queste alcune delle domande alle quali l’Arcivescovo sarà chiamato a rispondere nel franco e serrato dialogo tra gli studenti universitari.

Certo la profondità dei giovani aiuta, lo dice bene Federico quando si domanda: «Come noi universitari, in questi mesi, siamo chiamati a rimanere fedeli al rapporto con Dio? Anche il nostro studio infatti può diventare una prigione, un posto angusto: sia per come viene spesso ridotto a mezzo carrieristico o a mero esercizio di ragionamento, sia per le concrete limitazioni della pandemia, per cui il luogo di lavoro e le relazioni tra colleghi si restringono ai mezzi telematici. Come invece lo studio può rimanere spazio di apertura della ragione, luogo di rapporto con il Mistero?». Domande che chiedono un uscire da sé per evitare che la gabbia dell’individualismo possa falsamente imprigionare invece che far fiorire.

Ma ancora, guardando al Pastore, la paternità del Vescovo è interrogata per capire come vivere pienamente il Vangelo, come si domanda Sara: «Quali consigli potrebbe dare, a noi giovani universitari di oggi, per imparare a vivere profondamente la modestia? Quale, secondo lei, la via da percorrere per saper coniugare la “consapevolezza del limite” con il grande slancio, la forza e la voglia di vivere che, in diversa misura, comunque tutti quanti noi abbiamo?».

La visita dell’Arcivescovo all’Università Statale di Milano con studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo, non solo è attesa per l’insigne ospite, ma è desiderata perché si colloca in università con tutta la novità maturata da un periodo difficile e faticoso, a volte vissuto in solitudine. Ecco che il tema della visita «Tocca a noi, tutti insieme» diviene speranza e consapevolezza che è possibile cambiare.

 

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