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Riflessione

L’Arcivescovo: «Cattolici in politica, trovare una convergenza in nome del bene comune»

Monsignor Delpini nell'intervista rilasciata a «La Chiesa nella città»: «Ritengo e spero che tra i cristiani impegnati vi sia una condivisione di valori»

di Annamaria BRACCINI

26 Luglio 2023
Foto Agenzia Fotogramma

Il bene comune come responsabilità, i grandi temi sui quali trovare una convergenza. Ospite del magazine «La Chiesa nella Città», l’Arcivescovo è tornato anche sull’impegno dei cattolici in politica, secondo la logica di quanto detto recentemente a Villa Cagnola, rivolgendosi agli amministratori pubblici e a chi frequenta le scuole di formazione socio-politica: «Non esiste più il partito unico dei cattolici, quindi la dispersione è un dato di fatto storico, ma forse dovremmo chiederci cosa ci unisce. Se dobbiamo ragionare del fine vita, dell’immigrazione, della giustizia, dei giovani, dei temi di sensibile impatto etico, possiamo essere divisi? È una domanda complessa perché, chiaramente, dalla fede non si deduce una legge dello Stato».

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«La politica – ha aggiunto – è, in sostanza, dare concretezza legislativa, normativa e istituzionale a quello che si interpreta come il bene comune. A me sembra che temi così determinanti per la vita di una persona e di una società, come la vita e la morte, la famiglia, il lavoro, abbiano una dimensione etica sulla quale è facile immaginare un consenso. Ritengo e spero che tra i cristiani impegnati in politica vi sia questa condivisione di valori necessari per passare, poi, a rispondere alla domanda su come questo stesso valore possa divenire un bene condiviso. Credo che noi cristiani dobbiamo caratterizzarci per essere persone serie, che affrontano in modo serio argomenti seri, dove “serio” vuole dire che il pensiero di ciascuno non si riduce a una disciplina di partito per custodire una maggioranza o per contrastarla: occorre il desiderio di affrontare con la propria coscienza la responsabilità di rappresentare i cittadini. La serietà vuole dire considerare la complessità delle cose, evitare gli slogan, trovando, con fatica e con costanza, le mediazioni necessarie perché quel bene di cui siamo convinti possa diventare un bene comune».