Lo stile delle proposte diocesane chiarito dal Rettore monsignor Maffi. Dall’attenzione a preadolescenti e adolescenti all’idea di far partire una Comunità seminaristica. Si è aggiunto anche un cammino riservato alle ragazze e alle 18enni

di Ylenia SPINELLI

Tante iniziative, un solo obiettivo: aiutare i ragazzi e le ragazze a scoprire il senso della propria vita in maniera cristiana. Negli anni le proposte vocazionali in Diocesi si sono moltiplicate, un po’ per venire incontro alle diverse esigenze dei giovani, un po’ per stare al passo con una società in cui, bombardati da tanti messaggi, si fa sempre più fatica a trovare un tempo e un luogo per dare inizio, o magari concludere, il proprio discernimento, ovvero per approfondire la propria relazione con Gesù. «La vocazione, infatti, non è imposta dall’alto, nasce come risposta al grande amore che Dio ha per ciascuno di noi» tiene a precisare don Alberto Colombo, dal 2007 direttore del Centro diocesano vocazioni e responsabile dell’Équipe di pastorale vocazionale del Seminario.

Tra i vari cammini, una menzione particolare meritano quelli che il Seminario di Milano ha pensato, già da diversi anni, per i ragazzi dalla I alla III superiore (Comunità Adolescenti) e per i preadolescenti (Comunità San Martino). Alla base di entrambe le proposte rimane il costante e continuo dialogo con le famiglie che, come ebbe a dire il beato Giovanni Paolo II, sono «il primo e miglior seminario della vocazione».

Imprescindibile è poi il rispetto della libertà dei ragazzi, un aspetto su cui insiste lo stesso rettore del Seminario, monsignor Peppino Maffi: «Credo che nessuna proposta educativa, e tantomeno la nostra, voglia minimamente mancare di rispetto: nessuna delle nostre parole vorrà essere mai, mai, lesiva di una libertà grande, perché sappiamo bene che quello che conta è ciò che si assapora dentro una profonda libertà. Quando uno sente che i propri passi sono costretti da altri intendimenti, fatica a stare bene dentro la proposta». Il Rettore confessa di avere grande fiducia in don Colombo e in tutta l’Équipe di pastorale vocazionale, che svolge un compito non semplice, basato innanzitutto sulla testimonianza.

Per monsignor Maffi, poi, è molto positiva anche la presenza di alcuni seminaristi: «Mediamente sono persone giovani, vicine all’età dei ragazzi che stanno frequentando i cammini della Comunità San Martino e Adolescenti. Anzi, alcuni seminaristi li hanno a loro volta sperimentati e siccome ciò che conta è la testimonianza, credo che avere l’esempio di persone che hanno scelto un percorso di verifica in vista del presbiterato, sia molto importante». A questi cammini pensati per i ragazzi, dal gennaio 2011 si sono aggiunti quelli per le ragazze preadolescenti, adolescenti e recentemente anche per le 18enni, denominati «A casa di Marta e Maria», il cui obiettivo è duplice: insegnare alle giovani a pregare a partire dal Vangelo e approfondire la propria vita spirituale, incontrando testimoni di vocazioni diverse, dalla consacrazione al matrimonio.

«Io credo che tutto ciò che viene fatto a livello diocesano e in collaborazione con la Pastorale giovanile – conclude monsignor Maffi – mi riferisco soprattutto al Gruppo Samuele, ai “Salti di qualità” che partiranno tra poche settimane, ma anche agli Esercizi spirituali per i 18enni e al Triduo pasquale con la comunità del Seminario, possa rappresentare una grande risorsa anche per la vocazione al presbiterato». Intanto si stanno studiando, insieme all’Arcivescovo, le modalità per far partire la Comunità seminaristica adolescenti. «È stato individuato un responsabile, don Marco Crippa – precisa il Rettore – che, con altri giovani sacerdoti, sta delineando il percorso».

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