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«In Cattolica uomini e donne capaci di contrastare il declino della civiltà europea»

Questo l'auspicio espresso dall'Arcivescovo, Presidente dell'Istituto Toniolo, all'inaugurazione dell'anno accademico, aperta dalla Messa da lui presieduta in Sant'Ambrogio e conclusa dalla lectio-concerto di Riccardo Muti

di Annamaria BRACCINI

28 Novembre 2025
L'Arcivescovo in Sant'Ambrogio (foto Università Cattolica)

«Fareste bene a coltivare competenze di eccellenza per avere una parola autorevole da dire là dove si decidono le sorti del Paese e i destini del mondo. Fareste bene a riconoscere in Gesù il maestro che contesta ogni idolo, che mette in discussione i luoghi comuni, che offre ragioni per sperare, per credere e per amare. Fareste bene a essere intellettuali ed esperti che non si vergognano di pregare, di essere uniti alla Chiesa, di essere lungimiranti nell’annunciare ragioni per convocare i popoli della terra nella fraternità alla quale tutti siamo chiamati».

La celebrazione 

A dirlo, in una Basilica di Sant’Ambrogio dove siedono il rettore dell’Ateneo dei cattolici italiani Elena Beccalli, il Senato accademico, personale e studenti, è l’Arcivescovo, presiedendo la celebrazione eucaristica che apre la solenne inaugurazione dell’Anno accademico 2025-2026. Accanto a lui l’assistente ecclesiastico generale dell’Università monsignor Claudio Giuliodori, che porge il saluto di benvenuto, monsignor Francesco Savino, vicepresidente della Cei per l’Italia meridionale, l’abate di Sant’Ambrogio monsignor Carlo Faccendini, i cappellani dell’Ateneo e diversi sacerdoti legati al mondo universitario.

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A tutti l’Arcivescovo rivolge il suo pensiero nell’omelia, conclusa da una sorta di consegna per la Cattolica: «È compito irrinunciabile dell’Università Cattolica essere luogo di studio, di insegnamento, di visione per una riforma della cultura che la sottragga alla tirannia dell’utile», ha infatti detto monsignor Delpini con espressioni poi riecheggiate nella successiva cerimonia.

Un momento della celebrazione (foto Università Cattolica)

L’inaugurazione

Un’inaugurazione affollatissima, svoltasi nell’Aula Magna dell’Ateneo, alla presenza, tra gli altri, delle massime autorità istituzionali del territorio, della ministra per l’Università e la Ricerca Anna Maria Bernini (intervenuta con una sua breve riflessione), del presidente del Senato Ignazio La Russa e di Romano Prodi, già presidente del Consiglio. Momento solenne, aperto dal discorso del Rettore e che ha visto quest’anno una straordinaria Lectio magistralis, giocata tra musica e parole, del maestro Riccardo Muti, accompagnato dall’orchestra giovanile Luigi Cherubini – da lui fondata vent’anni fa -, accolto e più volte interrotto da scroscianti applausi e salutato a, conclusione, da una lunga standing ovation.

Il discorso del rettore Beccalli

Nel suo articolato discorso, molti i punti toccati da Elena Beccalli, a partire dal Piano strategico dell’Ateneo, modulato in 5 punti, per arrivare al tema scelto quest’anno per le inaugurazioni di tutte le sedi: «L’alleanza tra generazioni».

«Uno dei principali obiettivi di una realtà accademica libera e creativa, come la nostra, è proprio costruire ponti tra le generazioni per favorire una condivisione viva del sapere, che non si limiti a una trasmissione di nozioni, teorie e formule dal docente al discente. In altre parole, ciò su cui desidero insistere è una concezione del sapere come patrimonio condiviso tra le generazioni». Di cui la Cattolica è esempio ininterrotto da più di un secolo, nella fedeltà alle radici ispiratrici e con lo sguardo rivolto al futuro: all’inclusione, all’integrazione, a una sorta di “cammino sinodale” in cui è impegnata ogni componente dell’assetto universitario. Con un’attenzione specifica e prioritaria dedicata agli studenti e alla ricerca, tanto che «nell’anno in corso – ha ricordato ancora Beccalli -, i nuovi iscritti sono 13.489, segnando un incremento nel numero di studenti nei corsi di Laurea magistrale. La nostra comunità raggiunge così i 43 mila studenti, cui si uniscono quasi 40 mila partecipanti a corsi di formazione continua. Significativa la forte presenza di immatricolati provenienti da tutti i continenti, con una crescita del 37% dal 2021, a testimonianza dell’attrattività sempre più marcata delle nostre lauree in ambito globale. A corroborare il nostro posizionamento come research university sono i prestigiosi riconoscimenti sul fronte della ricerca».

Un apprezzamento confermato dal ranking internazionale, «dove registriamo il nostro migliore risultato globale dell’ultimo decennio. Un avanzamento trainato da progressi significativi in due indicatori chiave della ricerca: un salto di 101 posizioni relativamente alle citazioni per docente e di 136 posizioni per rete di ricerca internazionale». Particolarmente significativi anche i riferimenti all’incremento del “Piano Africa” e all’ormai avviata attività negli spazi del nuovo polo “San Francesco”, presso la vicina ex-caserma ristrutturata.

Delpini: «L’inquietudine e la speranza»

Poi il saluto dell’Arcivescovo nella sua veste di presidente dell’Istituto di Studi Superiori Giuseppe Toniolo, che ha parlato di inquietudine, ma anche di aspettative e speranze: «L’inquietudine è la percezione di un inevitabile declino dell’umanesimo europeo. Diffido della retorica semplicistica e volontaristica, oso – ha continuato – immaginare che in Università Cattolica siano presenti persone, pensieri, gruppi di ricercatori, docenti, uomini e donne, capaci di immaginazione e di sacrifici, uomini e donne disponibili a dedicarsi a un progetto di Paese, un progetto di scienze, un progetto di comunità».

«A me sembra che abbiamo bisogno di una speranza fondata sulla promessa di Dio e sulla vocazione con cui Dio ci chiama; di una fiducia in noi stessi e in tutto quello di cui possiamo disporre in Università; abbiamo bisogno di un senso adulto e coraggioso di responsabilità che sappia leggere il tempo che viviamo e che non si sottragga agli impegni che ne conseguono; abbiamo bisogno di una dinamica di rapporti tra le persone, tra le componenti dell’Università, tra l’Università e la Chiesa italiana, tra l’Università e il Paese, l’Europa, l’Africa e le Università Cattoliche del mondo. Se non è da questa Università che nasce una filosofia che sappia dire la verità della persona e sulla persona, che sappia coltivare l’eccellenza, senza incorrere nella tentazione di diventare elitaria ed esclusiva, che sappia far nascere di una scienza giuridica e un’economia non asservita al profitto, se non è da qui, da dove potrà provenire questa sapienza? Abbiamo bisogno di uomini e donne capaci di contrastare il declino della civiltà europea. Tutto questo ci è chiesto e tutto questo possiamo fare»

Infine, attesissima, la Lectio del maestro Muti che ha diretto l’orchestra Cherubini in alcuni passaggi del Don Giovanni di Mozart, augurando alla Cattolica di mantenere la sua straordinaria identità culturale e di fede.  

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