L’Arcivescovo scrive ai carcerati per farsi sentire loro vicino con la preghiera nel cammino verso Pasqua

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L'Arcivescovo durante una visita al carcere di Bollate

«Troppi figli e figlie di Dio sono in carcere, anche adesso che viene Pasqua, anche adesso che la convivenza può essere pericolosa. Anche Gesù, il Figlio di Dio, è stato in carcere, maltrattato e umiliato…».

Inizia così il messaggio che l’Arcivescovo invia ai carcerati all’inizio della Settimana Santa, intitolato In carcere, figlie e figli di Dio (in allegato): «Il vescovo non può entrare in carcere in questi giorni. Come vorrei che entrasse almeno la mia preghiera!»

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