Il Messaggio dell’Arcivescovo per la Giornata diocesana del quotidiano cattolico, «mosso dall’intenzione di essere di aiuto ai suoi lettori» e da stima per «uomini e donne che lo leggono». La «fruttuosa collaborazione» con «Milano Sette»

di monsignor Mario DELPINI
Arcivescovo di Milano

Avvenire

«Descrivi, e non fare il furbo». Un amico mi ha citato questa frase di Puskin. Mi ha dato molto da pensare. L’informazione furba, la descrizione tendenziosa dei fatti e dei detti, la semplificazione che riduce a banalità le storie e mortifica il racconto in un titolo a effetto mi sembrano una insidia diffusa. Molti interessi condizionano l’informazione e le discussioni.

Chi dispone di mezzi di informazione è sempre a servizio di una intenzione, talora esposto alla tentazione di cercare il consenso con la seduzione, di confondere il pensiero con l’eccitazione delle passioni e l’enfasi delle emozioni.

Il giornale cattolico Avvenire è mosso dall’intenzione di essere di aiuto ai suoi lettori: professa la stima nei confronti di uomini e donne che lo leggono. Non li considera numeri da accumulare con i mezzi della seduzione, ma persone con cui dialogare, confrontarsi, conversare. Propone quella che chiamerei l’onesta pazienza della saggezza.

La saggezza rende possibile entrare nella complessità senza smarrirsi. La saggezza abilita a confrontarsi con la cultura del tempo senza complessi. La saggezza pratica l’arte di stare al mondo senza prepotenza. La saggezza non è un patrimonio congenito, non si accompagna con la presunzione, non riesce a prendere la parola dove tutti gridano e si insultano.

Avvenire si raccomanda ai lettori per quella onesta pazienza che mette nel conto la ricerca, cioè una distanza tra la domanda e la risposta, tra il problema e la soluzione.

La pazienza onesta non cerca la conferma dei pregiudizi, non chiede argomenti per combattere, non si accontenta di qualche espressione a effetto. Chiede una informazione che consenta di capire, di orientarsi nella diversità confusionaria delle opinioni.

L’onestà è rispettosa verso le persone e verso le istituzioni perché c’è un presupposto di attenzione, prima che di giudizio, cerca di considerare i fatti piuttosto che praticare l’astuzia di piegarli a una tesi: «descrivi e non fare il furbo».

Verso la Chiesa, nelle sue articolate presenze nella geografia e nella storia del nostro tempo, l’onesta pazienza è una condizione irrinunciabile per evitare i giudizi sommari e le deduzioni sistematiche da tesi sclerotizzate. Perciò io raccomando Avvenire per i contenuti e per lo stile con cui parla dei fatti e gli uomini di Chiesa. Mi pare che per i cattolici italiani e in particolare per Milano e la nostra comunità ambrosiana il servizio che Avvenire rende sia irrinunciabile. Merita infatti di essere sottolineata la fruttuosa collaborazione tra il quotidiano e Milano Sette, il nostro appuntamento settimanale che racconta la vitalità e la ricchezza della Chiesa ambrosiana.

Nella celebrazione della giornata diocesana del quotidiano cattolico chiedo a tutte le comunità di attivarsi per promuoverne la conoscenza e la diffusione: costituisce un buon aiuto per quella onesta pazienza dell’informazione che rende possibile «evitare di essere stolti».

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