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Percorsi ecclesiali

La Diocesi nel Cammino sinodale

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Intervista

Il Cammino sinodale è in «cantiere»

Susanna Poggioni, responsabile dell’Équipe diocesana, delinea il senso dell’appuntamento del 15 ottobre al Centro diocesano con il Vicario generale, per “restituire” l’ascolto compiuto attraverso i Cantieri di Betania

di Annamaria BRACCINI

9 Ottobre 2023
«Cristo nella casa di Marta e Maria», di Jan Vermeer, l'immagine scelta quale icona dei Cantieri di Betania

Domenica 15 ottobre sarà una giornata importante per la vita della Chiesa ambrosiana e non solo per la ricorrenza della festa della Dedicazione della Cattedrale, ma anche per il Cammino sinodale in corso. «In quella giornata, la celebrazione del Pontificale in Duomo presieduta dall’Arcivescovo sarà preceduta da un incontro che si svolgerà presso il Centro pastorale di via Sant’Antonio 5 con la presenza del Vicario generale, monsignor Franco Agnesi. Sarà un momento di restituzione dell’ascolto sinodale realizzato lo scorso anno attraverso i Cantieri di Betania». È Susanna Poggioni, ausiliaria diocesana, responsabile dell’Équipe sinodale della Diocesi, a delineare il senso dell’appuntamento.

Cosa significa la parola restituzione in questo contesto?
Come Équipe racconteremo a quanti hanno partecipato ai Cantieri, e tra questi anche ai moderatori delle Assemblee sinodali e dei Gruppi Barnaba, quello che a metà giugno abbiamo già inviato alla segreteria del Sinodo delle Chiese in Italia relativamente a tre esperienze che abbiamo consegnato come restituzione. La prima dei Gruppi Barnaba verso le Assemblee sinodali, un grande cantiere missionario e di apertura al territorio. Sicuramente la realtà dei Cantieri di Betania è utile per cercare di puntare nella direzione di un discernimento condiviso con una verifica che riguardi anche le scelte che si fanno. E questo, sostanzialmente, lo faremo raccontando la presenza anche di altri due Cantieri del nostro territorio: uno più limitato, quasi più simbolico, che abbiamo realizzato chiedendo la collaborazione di diverse Comunità pastorali, nel rileggere la loro esperienza di costituzione come Cp, tra passaggi positivi, criticità e possibilità di migliorare.

E il terzo Cantiere?
Si tratta di un’iniziativa sulla corresponsabilità e il discernimento comune. Abbiamo già segnalato alla Segreteria del Sinodo a Roma, la scelta della rilettura dell’esperienza dei Consigli pastorali in vista del loro rinnovo, che è stato peraltro chiesta dall’Arcivescovo a tutte le parrocchie e Comunità pastorali. Allo stato attuale, circa il 12% delle parrocchie ha offerto una restituzione. L’auspicio è a continuare questa esperienza: chi non fosse riuscito finora può ancora farlo. Tale rilettura è importante per avviare la tappa che inizia adesso, la fase sapienziale del Sinodo delle Chiese in Italia.

Un auspicio più generale per il futuro?
L’indicazione chiara è che occorre lavorare, per andare avanti, sui e nei Cantieri, con il metodo della conversazione nello Spirito. Quello che vogliamo fare non è un esperimento al fine di produrre relazioni per il Sinodo, documenti pur importanti, ma considerando che con questo tutto sia concluso. Quello che stiamo vivendo è semplicemente l’avvio di processi che è fondamentale che proseguano.