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Sirio 15 - 21 luglio 2024
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Intervista

Gualzetti: «L’8xmille aiuta a vivere la carità andando incontro ai bisogni»

Il direttore di Caritas ambrosiana illustra i numerosi servizi svolti dall’organismo diocesano anche grazie al supporto dei fondi resi disponibili dall’adesione dei fedeli

di Claudio URBANO

28 Giugno 2024
Luciano Gualzetti

«Non possiamo dirci cristiani se non viviamo la carità: “Da questo conosceranno che siete miei discepoli…”». Ricorda le parole del Vangelo, il direttore di Caritas ambrosiana Luciano Gualzetti, per richiamare la motivazione di fondo che sostiene l’impegno nella carità. A lui abbiamo chiesto di spiegare com’è organizzato l’organismo diocesano che dirige, e quanto sia prezioso il sostegno che arriva anche dalla sottoscrizione dell’8xmille.

Direttore Gualzetti, Caritas significa aiuto concreto al bisogno, ma non solo. Con quale sguardo la Chiesa ambrosiana opera di fronte alle tante forme di povertà? Quali sono le principali attenzioni di Caritas ambrosiana?
La Caritas promuove la carità della comunità cristiana attraverso un lavoro costante e capillare in cui forma e coinvolge tanto gli operatori e i volontari, quanto gli stessi poveri, accompagnati non solo nella risposta al bisogno, ma anche nel riprendere in mano la propria vita con maggiore autonomia e consapevolezza. La responsabilità dell’attività caritativa non è, però, solo degli operatori e dei vari servizi: il compito di Caritas è quindi anche quello di coinvolgere tutta la comunità nel vivere la carità.  

Poi ci sono le azioni concrete…
Sì, occorrono azioni che siano credibili. Noi le chiamiamo anche «opere-segno», perché mostrano come, in concreto, si può essere al servizio dei più fragili, a volte anche in modo innovativo. Caritas opera sia attraverso le cooperative a essa collegate (organizzate nel Consorzio Farsi prossimo, ndr), sia direttamente con i propri servizi, per la risposta a diverse tipologie di bisogni: tanto in situazioni più emergenziali, quanto in quegli ambiti in genere non coperti da finanziamenti pubblici o dai servizi di altre realtà. Sono nati così, per esempio, la Casa della carità o il Fondo Diamo Lavoro. Ma anche i servizi per i senza dimora, i malati di Aids, le donne vittime di tratta, gli immigrati e i richiedenti asilo, gli interventi per la casa o gli sportelli antiusura. In questi ambiti la Caritas mette in campo interventi che servono tutto il territorio della Diocesi, e che quindi sono al servizio anche delle parrocchie. Per fare questo, naturalmente, sono necessarie strutture e operatori specializzati, e dunque risorse. Circa un terzo del bilancio di Caritas è coperto dall’8xmille. Ci sono poi le offerte dei fedeli, i contributi di diverse Fondazioni, degli enti pubblici e di chi condivide con Caritas l’impegno per un progetto comune.

Questi fondi rappresentano anche un prezioso supporto per le tante realtà sul territorio. Nel 2023, grazie ai fondi dell’8xmille, Caritas ha potuto fornire un contributo anche a circa settanta iniziative distribuite in tutte le zone della Diocesi, erogando in totale oltre 400 mila euro: dai finanziamenti per i Centri di ascolto alle scuole di italiano, all’aiuto alle singole parrocchie…
Sì, ciò avviene sempre in un’ottica di supporto a quanto il territorio riesce già a fare. Si crea così una coralità di interventi attorno alla persona, in modo da accompagnarla in un percorso verso l’autonomia. È, dunque, un intervento che vuole essere liberante, di promozione complessiva della persona. In questo, è fondamentale l’impegno di tutti i volontari, e dunque dei 400 Centri di ascolto Caritas su tutto il territorio diocesano. Qui, infatti, prima di pensare a come intervenire, i volontari ascoltano la persona, si interrogano sul suo percorso e sulle cause che hanno determinato la sua condizione di bisogno, cercando poi di attivare tanto un aiuto immediato quanto, appunto, un percorso di sostegno verso l’autonomia. A volte infatti non ci si può accontentare solo di pagare una bolletta, perché alle spalle manca un reddito, o un lavoro dignitoso. In questi casi allora si cerca di individuare gli strumenti giusti, e si attivano altri fondi e servizi.

La firma per l’8xmille permette dunque di continuare ad alimentare questo circolo virtuoso, in cui tutti concorrono al sostegno di chi è più in difficoltà…
Pensiamo alle parrocchie, che mettono a disposizione le proprie strutture. Pensiamo all’impegno dei sacerdoti: la rete dei Centri di ascolto, dove italiani e stranieri trovano la possibilità di parlare con qualcuno e di essere accompagnati, mostra come la Chiesa sia stata capace di organizzarsi spontaneamente, dal basso. Quando dunque la Caritas incontra chi è in difficoltà, può presentare la possibilità di un aiuto concreto. Lo stesso avviene nelle emergenze internazionali, a cui pure è destinata una parte dell’8xmille. È una caratteristica della Chiesa cattolica, per cui il dovere di vivere la carità andando incontro a chi è più in difficoltà è un’attenzione universale. Nei Paesi più lontani, così come da noi, la Caritas è presente attraverso la rete delle parrocchie, e può incontrare direttamente, così, i bisogni delle persone.