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Esperienze

Giovani insieme ai detenuti, per coltivare speranza

Da novembre un percorso di incontro e condivisione con il mondo carcerario, con visite negli istituti di pena e incontri di approfondimento. Parla una delle promotrici

di Letizia GUALDONI

26 Ottobre 2026
Le Lampade della Speranza

Varcare una soglia per incontrare una persona, ascoltarla e lasciarsi interrogare dalla sua storia. Nasce da qui «Giovani insieme ai detenuti: condividere la Lampada della Speranza», il percorso che la Pastorale giovanile propone per l’anno pastorale 2026-2027. Presentato al termine dell’incontro del 12 ottobre con il professor Ivo Lizzola, il cammino intreccia visite negli istituti penitenziari e appuntamenti di approfondimento: un invito a superare i pregiudizi e a guardare oltre la colpa, alla luce del Vangelo.

A raccontarne la genesi è Giulia Aprigliano, laureata in Giurisprudenza e oggi impegnata nella pratica forense. Lo scorso anno ha partecipato agli ingressi in carcere della Pastorale giovanile. Da quegli incontri – insieme ad altri cinque giovani, Giuseppe Pitò, Emma Tidu, Sara Di Marino, Davide Dicasteri e Alessandro Frosio – ha dato vita a un gruppo di lavoro che ha dato la disponibilità a strutturare una proposta, a partire dall’esperienza dello scorso anno in Quaresima. Da qui un percorso “dentro e fuori dal carcere” lungo tutto l’anno.

Giovani alla Porta della Speranza, installazione artistica davanti alla Casa Circondariale di Milano San Vittore

La parabola del Buon Samaritano

Al centro c’è una domanda che riguarda anche la comunità cristiana. Nel dibattito pubblico si tende spesso a pensare che per contrastare il male servano pene sempre più severe: «Noi, come giovani cristiani, ci riconosciamo in questa idea della giustizia che, come società e comunità, decidiamo di mettere in campo?». Per cercare una risposta, il primo passo è avvicinarsi alle persone detenute, ed essere segni concreti di speranza: «Vogliamo partire dalla base, dal Vangelo e dall’incontro con i detenuti. Solo successivamente proveremo a mettere in parole gli sguardi che avremo condiviso». Il riferimento è anche alla parabola del buon Samaritano: vedere non basta, occorre assumersi la responsabilità di fermarsi. «Ciò che chiediamo è la disponibilità a incontrare l’altro e a lasciarsi incontrare», sottolinea Giulia.

Il programma delle visite

Gli accessi coinvolgeranno gli istituti di San Vittore, Bollate, Beccaria, Monza e Varese; queste le prime date (altri incontri sono già in programma tra febbraio e aprile 2027): per il carcere di San Vittore (Milano) sabato 7 novembre, ore 9.30-12, e sabato 12 dicembre, ore 9.30-12; per il carcere di Monza sabato 28 novembre, ore 15-17.. In gruppi di massimo venti partecipanti, i giovani leggeranno il Vangelo e vivranno un momento di condivisione in piccoli gruppi. Ciascuno potrà partecipare a un massimo di due visite.

Il programma degli incontri

Il prossimo appuntamento di approfondimento sarà lunedì 9 novembre, dalle 19 alle 21, in piazza San Giorgio 2 a Milano: «La giustizia riparativa: tre prospettive a confronto». A parlarne saranno un autore di reato, una vittima e un mediatore: tre voci per avvicinarsi a una possibilità di giustizia che prende sul serio la ferita provocata dal male e cerca strade per affrontarla. Interverranno Franco Bonisoli, ex brigatista che ha partecipato al sequestro di Aldo Moro, una vittima di reato, e Adolfo Ceretti, criminologo e docente all’Università di Milano-Bicocca, tra i protagonisti dello sviluppo della giustizia riparativa in Italia. «La giustizia riparativa – spiega Giulia – è un altro modo di fare giustizia: cerca di ricucire la ferita creata dal reato attraverso l’incontro tra l’autore, la vittima e un mediatore equiprossimo». L’appuntamento offrirà così l’occasione di ascoltare esperienze e interrogare la propria idea di giustizia, tenendo insieme responsabilità e dignità della persona.

Si consiglia di partecipare con continuità agli incontri esterni (che proseguiranno il 25 gennaio, il 1° marzo e il 19 aprile). Iscrizioni personali attraverso il modulo online; per l’esperienza in carcere occorre il documento d’identità in pdf.

Info: giovani@diocesi.milano.it