Nella Basilica di Sant'Eustorgio un momento di preghiera e di festa con la consegna del mandato a quanti prenderanno parte a un’esperienza missionaria estiva. Tra loro don Marco Fusi, che guiderà un gruppo diretto in Brasile: «Il nostro desiderio è vedere come si annuncia il Vangelo in un contesto molto diverso dal nostro»

di Luisa BOVE

giovani estate Cropped

Anche quest’anno l’Ufficio diocesano per la Pastorale missionaria desidera vivere un momento di preghiera e di festa con tutti i giovani che si stanno preparando alla partenza per un’esperienza missionaria estiva. Sabato 29 giugno, alle 20.30, nella Basilica di Sant’Eustorgio (piazza Sant’Eustorgio 1, Milano), è in programma una serata con le parole del profeta Geremia a fare da filo conduttore: «Non dire: sono giovane, ma va’ da coloro a cui ti manderò». I partenti, che riceveranno il mandato da don Mario Antonelli a nome della Diocesi, possono iscriversi alla serata (iscrizioni online) e potranno farsi accompagnare dai loro amici, coinvolgendo il gruppo e la comunità di appartenenza (info: tel. 02 8556405; animazione.missionaria@diocesi.milano.it; missiogiovani.milano@gmail.com).

Alla serata parteciperanno anche 24 giovani di Vimercate e Arcore, di età compresa tra i 18 e i 27 anni, che – accompagnati rispettivamente da don Marco Fusi e don Gabriele Villa – vivranno un’esperienza missionaria in Brasile, nello Stato del Parà, e precisamente a Castanhal, vicino alla capitale Bélem, dove il vescovo è il bresciano monsignor Carlo Verzeletti. Ne parliamo con don Fusi.

Don Marco, come mai questa scelta?
Attraverso suor Valeria, suora brasiliana che negli anni scorsi era a Burago Molgora e ora in Brasile, abbiamo organizzato questa esperienza di conoscenza di una Chiesa differente rispetto alla nostra, per una sorta di scambio e per conoscere la missione, l’evangelizzazione e l’annuncio del Vangelo dei giovani in Brasile.

Quali sono i vostri programmi?
Vivremo un’esperienza di Chiesa visitando anche alcune realtà, poi svolgeremo alcune attività di animazione con i bambini, una specie di oratorio estivo. Avremo occasione di conoscere il contesto ecclesiale: saremo infatti accolti nella diocesi di Castanhal, alloggiando al Cenobio della Trasfigurazione, e poi in altri luoghi per visitare le città. Insieme a suor Valeria incontreremo anche alcune famiglie: non conoscendo il portoghese saremo sempre accompagnati.

Come vi siete preparati a questa esperienza?
Attraverso alcuni appuntamenti, per esempio al Pime di Milano, dove abbiamo incontrato un missionario. Poi ci siamo confrontati tra noi sul senso della missione. Inoltre abbiamo organizzato una serata con don Mario Antonelli, che è stato in Brasile alcuni anni a insegnare in Seminario. Ovviamente non abbiamo la pretesa di andare a fare qualcosa, ma il nostro desiderio è di vivere un’esperienza di Chiesa e vedere come si annuncia il Vangelo in un contesto molto diverso dal nostro. Quindi, più che andare a fare qualcosa o a dare un contributo, sarà un’esperienza di conoscenza e scambio reciproco.

È la prima volta che propone ai giovani un’iniziativa del genere?
In passato siamo stati in Terra Santa, a un campo di lavoro con la Caritas ambrosiana, alla Giornata mondiale della gioventù. Questa è la prima esperienza di missione e in un Paese lontano.

Vi siete autofinanziati?
Sì. Sono state organizzate una vendita di torte, una raccolta di plastica e un torneo di beach volley per cercare di coprire almeno una parte delle spese.

Cosa vi aspettate da questa esperienza?
L’intento è anche quello di imparare a essere missionari. Andare in luoghi in cui hanno già sviluppato pratiche di evangelizzazione, per imparare a essere missionari anche da noi.

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