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Lavoro

Dagli Sportelli Acli un assist per fare «GOL»

I servizi offerti dall’associazione rilanciano il loro impegno ponendosi all’inizio della filiera di cui si compone il nuovo programma di «Garanzia di occupabilità dei lavoratori»: più del 50% delle circa 3000 persone che vi si sono rivolte dalla fine del 2020 è riuscito a ricollocarsi

29 Ottobre 2023

È un argomento ormai consolidato, quando si parla di mercato del lavoro, sottolineare la debolezza delle politiche attive, ovvero di quei servizi che accompagnano il lavoratore a ritrovare un’occupazione. Il Pnrr ha però destinato risorse importanti a questo capitolo, con fondi per 4,4 miliardi. La novità è l’introduzione del programma GOL (Garanzia di occupabilità dei lavoratori) che prevede per chi è in cerca di un impiego (esclusi, in Lombardia, gli uomini tra i 30 e i 54 anni in cerca di occupazione da meno di sei mesi e che non beneficiano di ammortizzatori sociali, per i quali è disponibile la Dote Lavoro, o che non sono in carico dai servizi sociali) un percorso di presa in carico che va dalla valutazione delle competenze all’accesso a corsi di formazione e di riqualificazione professionale.

E, osserva Roberto Cesa, responsabile della Rete Lavoro delle Acli lombarde, «si sta camminando nella giusta direzione: i servizi di supporto alla ricerca del lavoro (dai centri per l’impiego a chi eroga i corsi per la riqualificazione dei lavoratori) c’erano già, ma ora si sta rendendo sistematica questa filiera». Con i loro sportelli-lavoro, le Acli si pongono all’inizio di questa catena, e in questi mesi stanno rilanciando il proprio impegno.

«Noi aiutiamo le persone che arrivano nei nostri centri dal curriculum fino ai passaggi amministrativi, mettendole poi in contatto con i servizi del territorio, dagli enti di formazione alle agenzie per il lavoro, alle imprese – spiega Cesa -. Circa la metà della nostra utenza riesce poi camminare con le proprie gambe, mentre chi è in una condizione più fragile ha bisogno di essere accompagnato ulteriormente. Per questo è importante che la filiera dei servizi funzioni: se chi riesce a stare in piedi da solo ha un proprio percorso da seguire, noi possiamo concentrare maggiormente il nostro impegno sulle fasce più deboli».

Per chi è più distante dal mercato del lavoro, Cesa rimarca il ruolo essenziale del terzo settore, con servizi che non sarebbero possibili senza il prezioso impegno dei volontari. Restando nel territorio della diocesi ambrosiana, Cesa sottolinea la vivacità del servizio avviato a Treviglio, anche grazie alla collaborazione con la Caritas; a Varese sono attivi diversi sportelli territoriali, e ha aperto da poco quello di Lecco. «A Milano negli anni scorsi – ricorda – abbiamo avuto l’esperienza più positiva, proprio collaborando con il Fondo Famiglia-Lavoro. Ora stiamo lavorando coi volontari dei nostri circoli, per allinearci con il programma GOL».

Anche se i risultati di queste azioni si misureranno solo nei prossimi anni, Cesa si dice quindi ottimista, segnalando come, dai riscontri sul territorio, il tasso di ricollocamento per le circa 3000 persone passate dagli sportelli Acli in Lombardia dalla fine del 2020 a oggi sia ben superiore al 50 per cento. «Certamente ha aiutato molto anche l’andamento del mercato del lavoro – riconosce -, che dopo il Covid in Lombardia è sempre stato positivo». Il responsabile delle Acli testimonia quindi l’importanza dell’impegno di tutti, dal singolo in cerca di lavoro fino al livello delle istituzioni e delle imprese.