Sarà una novità significativa e riguarderà l’imminente celebrazione diocesana della solennità del Corpus Domini, in programma giovedì 4 giugno: la tradizionale processione si svolgerà infatti all’interno del Duomo e non per le vie di Milano. «Ovviamente si tratta di un cambiamento, maturato però dopo un’attenta riflessione sull’esperienza degli ultimi anni, quando la processione per le strade dei diversi quartieri di Milano – sia in pieno centro, sia in periferia – ha dato un esito purtroppo insoddisfacente», spiega il Moderator Curiae monsignor Carlo Azzimonti.
Perché insoddisfacente?
Perché il senso di camminare e pregare guidati dal Santissimo Sacramento portato tra le mani dall’Arcivescovo vuole manifestare, attraverso un gesto pubblico, qualcosa che è fondamentale per la nostra fede: adorare la presenza reale del Signore Gesù, il Crocifisso Risorto. Si tratta di un segno di amore, di affetto. Ma perché questo atto sia vero e sentito occorre che si diano le condizioni oggettive per vivere, nel profondo e nel raccoglimento, la preghiera, il canto, la meditazione. Purtroppo oggi, nella serata di un giorno feriale, come è il giovedì nel quale il Rito ambrosiano prevede la celebrazione del Corpus Domini, nella nostra città ciò non è possibile. Le problematiche della viabilità caratterizzata da un traffico automobilistico sempre intenso – specie nelle zone semicentrali ma anche periferiche di Milano – rendono impraticabile la processione così come dovrebbe essere. Mentre in centro l’overturism rischia di farla apparire un’iniziativa folcloristica, perdendo quindi totalmente la natura e il senso del rito.
Per questo si è deciso di rimanere per l’intera celebrazione tra le navate del Duomo?
Sì. Manteniamo la verità del gesto, con un tempo di adorazione silenziosa, ma insieme lo innoviamo con una benedizione che definirei itinerante. Infatti l’Arcivescovo si muoverà all’interno della Cattedrale per benedire con il Santissimo Sacramento, come per esempio avviene nella tradizione di Lourdes. Potremmo dire che, mentre nella processione tradizionale si segue il Santissimo, il 4 giugno sarà l’Eucaristia a raggiungere, quasi a “toccare” i fedeli raccolti nelle navate della nostra Cattedrale.
Sono comunque invitati, come sempre, i rappresentanti delle diverse realtà del territorio?
Certo. Tutti i fedeli sono invitati, in particolare vescovi, presbiteri e diaconi, poi religiosi e religiose della città. Inoltre, poiché quest’anno il titolo sarà «L’Eucaristia dà forma alla Chiesa ed è “farmaco di immortalità”», richiamando l’antica citazione di Sant’Ignazio di Antiochia, desideriamo coinvolgere in special modo i ministri straordinari della Comunione eucaristica e tutti i membri delle organizzazioni di volontariato che hanno a cuore i malati. Inoltre speriamo nella partecipazione dei giovani, anche perché la loro pastorale insiste molto, appunto, sulla preghiera dell’adorazione eucaristica.
La novità riguarda la celebrazione diocesana, ma nelle singole parrocchie, laddove è possibile, si potrà ancora fare la processione?
Naturalmente, non solo è possibile, ma è auspicabile. Penso soprattutto alle piccole cittadine e ai paesi, dove non vi sono congestione del traffico metropolitano e concentrazione del turismo, e dove il Corpus Domini, per ragioni pastorali, si celebra di domenica. In quelle situazioni può celebrarsi adeguatamente anche la processione.



