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Educatori d’oratorio, chiamati ad allargare lo sguardo degli adolescenti

Venerdì 13 marzo la settima edizione del convegno formativo dedicato alle figure professionali che accompagnano la crescita dei ragazzi. Concetti-chiave la ricerca di senso e l’apertura all’altro e al diverso da sé. Iscrizioni online

di Claudio URBANO

10 Marzo 2026
educatori d'oratorio

Sempre più parrocchie riconoscono il prezioso ruolo degli educatori professionali, affidando loro le chiavi degli oratori, ma soprattutto dell’educazione dei ragazzi. Anche la Chiesa ambrosiana, attraverso la Fondazione Oratori Milanesi, intende valorizzare il lavoro degli educatori, curandone innanzitutto la formazione continua.

Venerdì 13 marzo (dalle 9 alle 13, parrocchia di Santa Maria Segreta, ingresso da via Bazzoni, Milano) giunge così alla settima edizione il convegno dedicato agli educatori professionali in oratorio. Al centro gli adolescenti e la loro ricerca di senso, in un contesto sociale sempre più plurale, ma che rischia di apparire anche senza punti di riferimento. Strettamente intrecciati i due filoni lungo i quali si svilupperà la mattinata: l’intenzione è quella di offrire una chiave di fiducia con cui guardare alla crescita dei ragazzi.

Gli interventi

Monsignor Luca Bressan richiamerà il recente documento diocesano «Fede e accoglienza, l’oratorio come luogo di incontro interreligioso»: testo che non solo fornisce indicazioni pratiche per aprire l’oratorio a chi (dai più piccoli agli animatori) ha una storia di fede diversa, ma rilancia quella vocazione all’apertura che è nella natura stessa dell’oratorio.

Milena Santerini, pedagogista dell’Università Cattolica, e don Samuele Ferrari, docente di Pastorale giovanile al Seminario di Venegono, guideranno quindi gli educatori a leggere le domande più profonde degli adolescenti, in una prospettiva pedagogica e spirituale.

Ottavio Pirovano è presidente e coordinatore della Cooperativa Aquila e Priscilla, che ormai dal 1997 lavora in stretto coordinamento con la Diocesi per la formazione dei responsabili laici di oratorio. È lui a sottolineare la continuità tra lo sguardo sempre più attento alla diversità, anche culturale e religiosa, a cui invita il documento su «Fede e accoglienza» in oratorio e quella cura educativa che è la stessa ragion d’essere degli oratori: «Il documento era nato dall’esigenza di dare alcune indicazioni per gli animatori di fede diversa durante l’oratorio estivo. Ma il testo si allarga a tutta l’esperienza spirituale dei ragazzi, su quell’apertura all’Oltre che ciascun adolescente vive e che ha bisogno di essere accompagnata in un contesto sì multiculturale e multireligioso, ma che allo stesso tempo accomuna i ragazzi. Un’apertura all’Oltre che è quindi anche un’apertura all’altro, a chi è di un’altra etnia o di un’altra fede. Per questo, nel Tavolo che insieme alla Fom riunisce tutte le cooperative che lavorano in oratorio, oltre a Caritas e Pime, abbiamo voluto declinare su questo tema il convegno: guarderemo al ruolo di accompagnamento dei ragazzi che compete agli educatori».

Una strada possibile

Don Samuele Ferrari non svela alcuni suggerimenti che vorrà lasciare direttamente agli educatori, ma sottolinea la fiducia con cui la comunità cristiana guarda agli adolescenti. Alle loro domande, assicura, «l’annuncio cristiano è ancora capace di dare respiro, di aprire spazi che lasciano intuire una promessa più grande». Un annuncio che papa Francesco ha rivolto ai giovani nell’esortazione Christus vivit, e che il sacerdote sintetizza così: «Gesù ti ama, ha dato la sua vita per salvarti, e adesso è vivo al tuo fianco, ogni giorno, per illuminarti, per rafforzarti, per liberarti». Un incoraggiamento che può arrivare agli adolescenti direttamente dagli stessi educatori, «quando si crea una relazione di fiducia», e quando «trovano testimoni che indicano una strada possibile».

Insiste su questo punto don Samuele, evidenziando come la dimensione della fede abbia molto a che fare con quella più “terrena” della fiducia che i ragazzi possono riporre, in questo tempo con molte complicazioni, negli altri e nella vita. Il ruolo degli educatori – suggerisce don Samuele – è dunque «far emergere quelle domande dei ragazzi che rimangono nascoste, e aiutarli ad allargare lo sguardo, facendo emergere la prospettiva del Vangelo».

Iscrizioni online.