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Celebrazione

Ordo Virginum, sentinelle del quotidiano

Quattro donne, con storie e professioni diverse, hanno pronunciato il loro «Sì» a Cristo dopo sei anni di preparazione. La consacrazione a San Simpliciano, presieduta dall’arcivescovo Delpini, ha sottolineato il valore di una presenza discreta e fedele nella vita del mondo

di Annamaria BRACCINI

5 Settembre 2026
Consacrazione Ordo Virginum San Simpliciano 5 settembre 2026

Un amore personale, quotidiano, intenso e fedele per Gesù. Un servizio che non ha scadenze e che non si aspetta riconoscimenti, ma che è necessario. È quello delle sentinelle che vigilano ogni giorno sulla città, sulla vita e il bene della gente, perché non cresca il male. Sentinelle come le consacrate dell’Ordo Virginum, così definite dall’Arcivescovo che ha presieduto la celebrazione di consacrazione di 4 nuove sorelle nella basilica di San Simpliciano.

La celebrazione

Foto Andrea Cherchi

Un tempio magnifico nella giornata ancora estiva e sfavillante di sole e luogo simbolico perché anticamente chiamato proprio Basilica Virginum, gremito dalle appartenenti all’Ordo – con le nuove entrate, 125 le ambrosiane e 600 in tutta Italia -, di parenti e amici e da  una trentina di sacerdoti che hanno concelebrato il rito. Accanto a monsignor Delpini, in altare maggiore, il vescovo ausiliare e vicario episcopale per la Zona pastorale I-Milano, monsignor Giuseppe Vegezzi, il vicario episcopale per la Vita consacrata e le forme di nuova consacrazione, monsignor Walter Magni, il vicario di Zona VI, monsignor Marco Bove e il delegato arcivescovile dell’Ordo, don Dario Balocco. «Il Regno di Dio viene senza attirare attenzione: questa è la loro intenzione», dice appunto don Balocco, porgendo il saluto di benvenuto e facendo riferimento al breve brano di Vangelo di Luca al capitolo 17, scelto dalle consacrande.

Quattro donne di età per lo più tra i 30 e i 40 anni – Vienna Sofia Baresi, Marlena Casablanca, Francesca Stumpo, e Nunzia Valsecchi – che, arrivando da percorsi di fede e di vita molto diversi ed essendo impegnate in ambiti lavorativi e pastorali differenti, dall’imprenditrice commercialista all’educatrice musicoterapeuta all’insegnamento, dopo 6 anni di preparazione entrano così nell’Ordo Virginum.

La chiamata per nome, l’«Eccomi, Signore», l’accensione delle lampade al cero pasquale (simbolo tipico anche della consacrazione nell’Ordine delle Vergini), precedono l’omelia.

Le sentinelle che vegliano

«Le sentinelle vigilano sui punti strategici della città per avvisare tempestivamente dell’avvicinarsi del grande evento o del grande pericolo. Vigilano per gridare l’allarme o l’entusiasmo. Ci sono però le sentinelle del quotidiano», sottolinea l’arcivescovo delineando quasi un identikit dell’“Ordo”. «Sono presenze così abituali – continua, infatti, il vescovo Mario – che finiscono per non essere notate. Ma sono proprio loro a riconoscere il bene che cresce e il male che minaccia la vita della gente. Le sentinelle del quotidiano, non si distinguono perché fanno qualche cosa di straordinario, perché hanno qualità speciali o incarichi particolari. Ma vigilano ogni giorno perché hanno l’incarico di riconoscere il regno di Dio che è in mezzo a noi: sono esse stesse segni del Regno».

Consacrazione Ordo Virginum San Simpliciano 5 settembre 2026
Foto Andrea Cherchi

Un Regno che «non è un evento, una struttura o una rivelazione clamorosa che sconvolge la vita», ma «una relazione d’amore» che, nel caso delle consacrate, è «così intenso e speciale che si può chiamare sponsale». Un legame vissuto infatti, ogni giorno magari silenziosamente e senza segni esteriori, per il bene del mondo, come suggerisce ancora l’Arcivescovo. 

Le consacrate, sentinelle del quotidiano

«Le sentinelle del quotidiano raccolgono scintille di luce, anche là dive sembrano prevalere le tenebre; riconoscono segni d’amore anche là dove sembra prevalere l’indifferenza, e proprio dove sembra vincere il deserto riconoscono il germoglio della speranza. Riconoscono l’insinuarsi del maligno, del principe di questo mondo, che contrasta il regno di Dio. L’opera del maligno non è una clamorosa dichiarazione di guerra, ma è l’astuzia di avvelenare le acque, di inquinare l’aria, di offrire pretesti per giustificare la cattiveria. Le sentinelle del quotidiano lanciano l’allarme perché la gente si risvegli dall’ingenuità, dalla superficialità, dall’arrendersi alla noia e hanno lo sguardo vigile, l’intelligenza pronta, la viva sensibilità per gioire del bene, anche se è piccolo, e lottare contro il male, per incantarsi per lo splendore dei segni del regno che rende lieta la vita quotidiana e per avvertire prontamente del cattivo odore del male».

Consacrazione Ordo Virginum San Simpliciano 5 settembre 2026
Foto Andrea Cherchi

Poi, la prosecuzione dell’intensa liturgia della consacrazione: il «Sì, lo voglio», le prolungate Litanie dei Santi, con le candidate prostrate a terra in altare maggiore, il proposito di castità, la preghiera di consacrazione e i riti esplicativi, attraverso i segni della consegna dell’anello da parte dell’Arcivescovo – che esprime l’unione sponsale e la fedeltà a Cristo – e del Libro della liturgia delle Ore ricevuto dalle ormai consacrate come dono e impegno.

E, alla fine, dopo le firme canoniche dell’avvenuta consacrazione, non manca il tempo per la grande foto gruppo, gli abbracci e tante lacrime di commozione.

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