Il sottosegretario don Ivan Maffeis: «Ricominciare con responsabilità, percorso di piccoli passi. Sbagliato interpretare il 4 maggio come un “libera tutti”»

Ivan Maffeis
Don Ivan Maffeis

«Il richiamo del Papa è un servizio alla Chiesa e al Paese, siamo nel tunnel e la prudenza e l’obbedienza sono la condizione per uscirne. Sarebbe sbagliato interpretare il 4 maggio come un “libera tutti”. Siamo davanti a un percorso che per forza di cose andrà avanti per piccoli passi». Così all’Ansa il sottosegretario della Cei, don Ivan Maffeis, sottolineando che il dialogo con le istituzioni, sulla cosiddetta Fase 2 va avanti «tutti i giorni». In particolare in queste ore l’interlocuzione riguarda il protocollo per la celebrazione dei funerali a partire dal 4 maggio.

Ci sono ipotesi anche per le messe in generale e tra queste «la possibilità di celebrare all’aperto», conferma don Maffeis. Da quale data ancora è da vedere, «bisogna procedere per piccoli passi senza calpestare i sacrifici che il Paese ha affrontato con enorme dignità», ma anche considerando che «dopo queste lunghe settimane d’inverno stiamo intravedendo un po’ di primavera in ciascun ambito c’è una grandissima attesa di rialzarsi. E la Chiesa è parte integrante di tutto questo».

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