Le Cappellanie universitarie, le comunità giovanili della Chiesa russa, romena e copta e alcuni metodisti provenienti dal Ghana si ritroveranno alle 19.30 nella Basilica di Sant’Ambrogio. Ne parla il diacono Roberto Pagani, che illustra anche il senso complessivo della Settimana ecumenica

di Annamaria BRACCINI

Esercizi spirituali giovani

«Come tutti gli anni, cristiani di diverse Chiese e differenti parti del mondo vengono identificati per determinare l’argomento-guida e proporre, poi, le letture utilizzate nella Settimana di preghiera per l’unità. In questo 2018 è particolarmente interessante la scelta del titolo, “Potente è la tua mano, Signore”, presentato dai cristiani delle zone caraibiche». È il diacono permanente Roberto Pagani, responsabile del Servizio per l’Ecumenismo e il Dialogo della Diocesi, a delineare il senso dell’Ottavario che vede, in questi giorni, lo svolgersi di tanti eventi e incontri rivolti ad accrescere e approfondire il confronto e il cammino comune dei credenti in Cristo.

Perché la scelta è «interessante»?
La frase è tratta dal Canto di Esodo 15 che ricorda la liberazione del popolo d’Israele dalla schiavitù d’Egitto e che, quindi, celebra la vittoria che il Signore ha operato. È, appunto, interessante vedere come proprio questi cristiani abbiano privilegiato tali parole per offrire una dimensione di vissuto personale all’esperienza della preghiera comune. Infatti, la liberazione che viene da Dio non può che fare riferimento anche a un contesto storico che ha visto questi fratelli subire, fino a non molto tempo fa, tutti gli effetti negativi del fenomeno della colonizzazione a cui anche la Chiesa, purtroppo nel corso del tempo, non si è sottratta.

L’Arcivescovo concluderà, a Milano nel tempio valdese la sera del 25 di gennaio, la Settimana. Come?
Anche questa è una scelta molto precisa, perché il 25 gennaio 1998, vent’anni fa esatti, vennero firmati gli atti che segnarono la nascita del Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano. Allora furono il cardinale Martini e colui che oggi è il cardinale Ravasi a offrire le loro meditazioni nel tempio valdese, quest’anno saranno il pastore Paolo Ricca e l’arcivescovo Mario Delpini a riflettere su un percorso di amicizia che, in un ventennio, è cresciuto e si è sviluppato, ma che si trova, attualmente, ad affrontare sfide particolarmente importanti. Non a caso, il tradizionale Convegno organizzato nel corso della Settimana ha avuto come titolo abbastanza provocante “Ecumenismo 2.0: prospettive ecumeniche nell’Italia plurale”. La formulazione “2.0” non è, ovviamente, legata ad una qualche scoperta teologica, ma semplicemente alla consapevolezza che quanto la Chiesa di Milano ha iniziato a vivere attraverso il cammino sinodale è un fenomeno che non riguarda solo i cattolici, ma attraversa tutte le Chiese che compongono il Consiglio.

Ci sarà anche un evento con protagonisti i giovani?
Sì, abbiamo organizzato un appuntamento dedicato a loro, per la prima volta, l’anno scorso. È stata una cosa molto significativa e talmente di successo (avevamo scelto una sede non troppo ampia, non sapendo che tipo di risposta avremmo avuto) che lunedì 22 gennaio ci riuniremo nella Basilica di Sant’Ambrogio dalle 19.30. Sono state coinvolte le Cappellanie universitarie, le comunità giovanili della Chiesa russa, romena e copta e avremo la presenza anche un gruppo di metodisti provenienti dal Ghana. In questa seconda “edizione” ci sarà, come nel 2017, un momento di preghiera celebrato nei Vespri. Poi i giovani saranno ospiti dell’oratorio di Sant’Ambrogio per un buffet, diciamo, etnico nel quale verranno portati cibi tipici dei singoli Paesi di origine: per esempio, i Copti si sono impegnati a preparare i dolci per tutti. Poi ritorneremo in Basilica dove ogni comunità offrirà i canti della propria tradizione natalizia.

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