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Seveso

«Accompagnare nell’inedito», a fianco dei giovani nelle scelte di vita

La sfida dell’accompagnamento vocazionale al centro di un incontro di formazione e confronto per guide spirituali, sacerdoti, consacrate, educatori e adulti, in programma sabato 7 febbraio al Centro pastorale ambrosiano

di Letizia GUALDONI

29 Gennaio 2026

Accompagnare i giovani nelle scelte di vita in un tempo segnato dall’incertezza e da profondi cambiamenti culturali, in cui l’orizzonte delle scelte vocazionali appare spesso mutevole e poco definito, resta una sfida preziosa e un dono da custodire: è questo il cuore dell’incontro di formazione e confronto, promosso dal Servizio per i Giovani e l’Università, in programma sabato 7 febbraio, dalle 9.30 alle 12.45, al Centro pastorale ambrosiano di Seveso (iscrizioni a questa pagina; è prevista anche la possibilità di fermarsi per il pranzo).

L’iniziativa è rivolta a guide spirituali, sacerdoti, consacrate, educatori e adulti e intende offrire uno spazio di riflessione condivisa sul tema dell’accompagnamento vocazionale, oggi chiamato a misurarsi con linguaggi nuovi, sguardi rinnovati e una capacità di ascolto più profonda, capace di leggere le domande dei giovani e di aprire cammini carichi di promesse. Il programma prevede un momento iniziale di preghiera con l’Ora Media, l’intervento della dottoressa Mariolina Ceriotti Migliarese, medico, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta, e il contributo di don Giuseppe Como, Vicario episcopale per l’Educazione e la Celebrazione della Fede. Il titolo scelto – «Accompagnare nell’inedito» – richiama il contesto culturale in cui oggi si collocano le scelte di vita.

«Inedito è certamente il panorama culturale nel quale ci troviamo, che rende faticose le scelte», osserva don Marco Fusi, responsabile del Servizio per i Giovani e l’Università. La paura dei giovani nell’affrontare decisioni importanti nasce spesso dall’incertezza con cui guardano al futuro e al presente che stanno vivendo. Per questo il compito degli adulti è quello di «accompagnare i giovani dentro questa incertezza, dentro questa paura che contraddistingue il nostro tempo».

L’inedito riguarda anche le forme concrete della vocazione: non è scontato cosa significhi oggi essere famiglia, sacerdote o consacrata, in un panorama culturale in rapido cambiamento. Accompagnare, allora, significa aiutare a compiere scelte anche definitive senza mappe già tracciate, sostenendo la fiducia e il coraggio necessari per costruire comunque un presente e un futuro significativi.

In questo senso, il contributo della riflessione scientifica e psicologica offerto dalla dottoressa Ceriotti Migliarese diventa prezioso per comprendere le difficoltà che i giovani incontrano nel decidere e per individuare atteggiamenti educativi capaci di generare fiducia. Sul piano pastorale e teologico si colloca l’intervento di don Como, che sottolinea come la domanda di accompagnamento oggi sia molto diversificata. Accanto a percorsi strutturati come il Gruppo Samuele, esistono forme più frammentarie ed episodiche, legate a bisogni puntuali, al sostegno di un cammino e alla ricerca di modelli di riferimento. Accanto all’accompagnamento personale emerge con forza quello comunitario, richiamato anche dal magistero recente, da Christus vivit ad Amoris Laetitia, attraverso la triade «accompagnare, discernere, integrare».

Accompagnare non significa decidere al posto dell’altro, ma neppure restare in una posizione neutra o disimpegnata. Riprendendo un’immagine cara al cardinale Martini, la guida è come una guida di montagna: cammina accanto, conosce il percorso e si fa carico della persona, evitando il rischio di una “guida fiacca”, poco coinvolta e poco significativa.

Uno sguardo, infine, ai giovani e alle loro domande, dando valore alla singolarità dei cammini, non come individualismo, ma come individuazione, cioè nel coraggio dell’unicità. Un incontro che vuole aiutare chi accompagna a rileggere la propria vocazione e il proprio servizio, lasciandosi ancora una volta provocare dalla domanda decisiva: come stare accanto ai giovani in un tempo di cambiamento, accompagnandoli nell’inedito con la consapevolezza, la responsabilità e la grazia che questo compito porta con sé.