A Villa Cagnola convegno per la presentazione della ricerca svolta dalla Fondazione Ambrosiana Paolo VI. Dopo un primo incontro lo scorso anno sulle "figure", questo secondo appuntamento mette a tema le "pratiche"


Redazione

Giovedì 10 e venerdì 11 giugno, a Villa Cagnola di Gazzada (Varese) è in programma un convegno sul tema “La recezione del Vaticano II a Milano. Le pratiche”, durante il quale verrà illustrata una ricerca condotta dalla Fondazione Ambrosiana Paolo VI in questi ultimi anni.
La ricerca, diretta dal professor Gilles Routhier dell’Università Laval di Québec, ha l’obiettivo di indagare gli influssi del Concilio sugli “stili di vita” ecclesiali, il loro apporto rispetto ad altri fattori culturali del tempo e la loro incidenza sulle “pratiche” di una Chiesa locale. L’intento non è solo quello di offrire un’esemplificazione concreta di riflessione sul Vaticano II, secondo una prospettiva nuova e quanto mai urgente per la vita delle Chiese locali, ma anche di avviare una nuova stagione – come è nella tradizione consolidata di Villa Cagnola e della Fondazione Ambrosiana Paolo VI – di riflessioni comuni e di confronto interdisciplinare fra teologi, filosofi, storici, sociologi, ecc.
La ricerca pone particolare attenzione ai problemi del momento attuale e ai nuovi scenari che si stanno aprendo e propone un serio e documentato approfondimento dell’evento conciliare nel segno della libertà e del confronto leale fra differenti posizioni culturali, interpretando in tal modo uno specifico servizio culturale alla Chiesa, e in particolare alle Chiese di Lombardia.
Nell’organizzare le “unità” di ricerca e nell’identificare i singoli temi da approfondire – con una articolata presenza di contributi tesi alla raccolta ed esposizioni di dati, di ricostruzioni storiche, di riletture e interpretazioni teologiche – si è fatto riferimento a un’idea fondamentale: non si tratta solo di costruire una mera rilettura dell’influsso del Vaticano II sul periodo postconciliare, ma di collocare questo movimento nel quadro di una recezione più ampia, verificando quanto lo stesso Vaticano II sia frutto di eventi/movimenti storici che lo hanno preceduto e preparato, e quanto la sua recezione si innesti dentro un movimento di mutamento storico più complesso e capace di generare nuove spinte e influssi (si pensi, per esempio, al Sessantotto).
Ispirandosi al decreto del Vaticano II Ad Gentes (relativo all’attività della Chiesa), un primo convegno espositivo dei risultati raggiunti, svoltosi nel giugno 2009, aveva messo a tema “le figure”, mostrando come i diversi soggetti (vescovi, clero, religiosi, il popolo di Dio, istituzioni teologiche, associazioni e movimenti…) abbiano vissuto la recezione del Concilio.
Questo secondo convegno – come ha sottolineato monsignor Adriano Caprioli, vescovo di Reggio Emilia-Guastalla e presidente del Comitato Permanente della Fondazione – intende indagare più precisamente “le pratiche”, per verificare attraverso una loro analisi dettagliata come il Vaticano II sia stato un principio propulsore dentro le Chiese locali, dando a esse strumenti per vivere il cambiamento culturale entro cui erano immerse.
La prospettiva ermeneutico-teologica che sta alla base di questa ricerca, non è di costruire una storia della Chiesa locale dopo il Vaticano II, ma di avviare e sviluppare una lettura e una riflessione sulla recezione del Concilio in diocesi di Milano. Si intende cioè scoprire come il Concilio sia stato accolto e assimilato, quali effetti abbia provocato, come sia diventato parte della vita di una Chiesa; ma, allo stesso tempo, come le vicende di questa Chiesa abbiano contribuito alla sua recezione, come lo abbiano preparato, come ne abbiano segnato l’ascolto, che cosa sia stato enfatizzato o invece dimenticato; e ancora, più in generale, come la cultura e la società locale abbiano influito su tutto questo percorso.
A questo momento conclusivo della ricerca, i cui frutti verranno resi disponibili attraverso una ricca e integrale pubblicazione degli atti, oltre ai ricercatori e agli studiosi esperti dei temi indagati, è prevista anche la partecipazione di responsabili di settori e uffici pastorali, studenti di teologia e di quanti sono interessati ad approfondire prospettive ed esiti della ricerca (info: tel. 0332.462104 – fapgazzada@tin.it). Giovedì 10 e venerdì 11 giugno, a Villa Cagnola di Gazzada (Varese) è in programma un convegno sul tema “La recezione del Vaticano II a Milano. Le pratiche”, durante il quale verrà illustrata una ricerca condotta dalla Fondazione Ambrosiana Paolo VI in questi ultimi anni.La ricerca, diretta dal professor Gilles Routhier dell’Università Laval di Québec, ha l’obiettivo di indagare gli influssi del Concilio sugli “stili di vita” ecclesiali, il loro apporto rispetto ad altri fattori culturali del tempo e la loro incidenza sulle “pratiche” di una Chiesa locale. L’intento non è solo quello di offrire un’esemplificazione concreta di riflessione sul Vaticano II, secondo una prospettiva nuova e quanto mai urgente per la vita delle Chiese locali, ma anche di avviare una nuova stagione – come è nella tradizione consolidata di Villa Cagnola e della Fondazione Ambrosiana Paolo VI – di riflessioni comuni e di confronto interdisciplinare fra teologi, filosofi, storici, sociologi, ecc.La ricerca pone particolare attenzione ai problemi del momento attuale e ai nuovi scenari che si stanno aprendo e propone un serio e documentato approfondimento dell’evento conciliare nel segno della libertà e del confronto leale fra differenti posizioni culturali, interpretando in tal modo uno specifico servizio culturale alla Chiesa, e in particolare alle Chiese di Lombardia.Nell’organizzare le “unità” di ricerca e nell’identificare i singoli temi da approfondire – con una articolata presenza di contributi tesi alla raccolta ed esposizioni di dati, di ricostruzioni storiche, di riletture e interpretazioni teologiche – si è fatto riferimento a un’idea fondamentale: non si tratta solo di costruire una mera rilettura dell’influsso del Vaticano II sul periodo postconciliare, ma di collocare questo movimento nel quadro di una recezione più ampia, verificando quanto lo stesso Vaticano II sia frutto di eventi/movimenti storici che lo hanno preceduto e preparato, e quanto la sua recezione si innesti dentro un movimento di mutamento storico più complesso e capace di generare nuove spinte e influssi (si pensi, per esempio, al Sessantotto).Ispirandosi al decreto del Vaticano II Ad Gentes (relativo all’attività della Chiesa), un primo convegno espositivo dei risultati raggiunti, svoltosi nel giugno 2009, aveva messo a tema “le figure”, mostrando come i diversi soggetti (vescovi, clero, religiosi, il popolo di Dio, istituzioni teologiche, associazioni e movimenti…) abbiano vissuto la recezione del Concilio.Questo secondo convegno – come ha sottolineato monsignor Adriano Caprioli, vescovo di Reggio Emilia-Guastalla e presidente del Comitato Permanente della Fondazione – intende indagare più precisamente “le pratiche”, per verificare attraverso una loro analisi dettagliata come il Vaticano II sia stato un principio propulsore dentro le Chiese locali, dando a esse strumenti per vivere il cambiamento culturale entro cui erano immerse.La prospettiva ermeneutico-teologica che sta alla base di questa ricerca, non è di costruire una storia della Chiesa locale dopo il Vaticano II, ma di avviare e sviluppare una lettura e una riflessione sulla recezione del Concilio in diocesi di Milano. Si intende cioè scoprire come il Concilio sia stato accolto e assimilato, quali effetti abbia provocato, come sia diventato parte della vita di una Chiesa; ma, allo stesso tempo, come le vicende di questa Chiesa abbiano contribuito alla sua recezione, come lo abbiano preparato, come ne abbiano segnato l’ascolto, che cosa sia stato enfatizzato o invece dimenticato; e ancora, più in generale, come la cultura e la società locale abbiano influito su tutto questo percorso.A questo momento conclusivo della ricerca, i cui frutti verranno resi disponibili attraverso una ricca e integrale pubblicazione degli atti, oltre ai ricercatori e agli studiosi esperti dei temi indagati, è prevista anche la partecipazione di responsabili di settori e uffici pastorali, studenti di teologia e di quanti sono interessati ad approfondire prospettive ed esiti della ricerca (info: tel. 0332.462104 – fapgazzada@tin.it). – – Il programma (https://www.chiesadimilano.it/or/ADMI/pagine/00_PORTALE/2010/Programma_cagnola.pdf)

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