I cinquanta giorni che si succedono dalla domenica "nella risurrezione del Signore" alla solennità di Pentecoste vengono celebrate nell'esultanza come un solo giorno di festa, anzi come "la grande domenica". Ecco quali sono le letture previste nel nuovo Lezionario ambrosiano

Claudio MAGNOLI Segretario Congregazione del Rito ambrosiano
Redazione

L’annuncio della risurrezione del Signore nostro Gesù Cristo, che irrompe nella notte tra il Sabato santo e la Domenica di Pasqua durante la solenne celebrazione vigiliare, introduce la Chiesa ambrosiana nel tempo della ‘pura gioia’ cristiana. Infatti, i cinquanta giorni che si succedono dalla domenica di Pasqua ‘nella risurrezione del Signore’ alla solennità di Pentecoste si celebrano nell’esultanza e nella gioia come un solo giorno di festa, anzi come ‘la grande domenica’.
Il Tempo pasquale inizia là dove giunge al suo compimento il sacro Triduo (la Domenica di Pasqua) e si chiude con i secondi vespri della solennità di Pentecoste. In questo arco temporale – sette settimane di giorni più uno (il giorno di Pentecoste) – si devono accuratamente distinguere i primi quaranta giorni, fino all’Ascensione, dagli ultimi dieci giorni, fino a Pentecoste: gli uni, da vivere “nella gioia esuberante della presenza del Cristo risorto”; gli altri, “nella gioiosa attesa del dono nuziale dello Spirito Santo” (Norme generali, n. 19). Il Lezionario ambrosiano rinnovato ha ricollocato l’Ascensione del Signore il Giovedì della VI settimana di Pasqua, proprio perché il ritorno alla tradizione concorde dell’Oriente e dell’Occidente rendesse più trasparente il duplice movimento di questo tempo liturgico.
Nell’antica Veglia ambrosiana l’annuncio apostolico della risurrezione (“Cristo Signore è risorto”) seguiva, e non precedeva come oggi, la liturgia battesimale a indicare simultaneamente la risurrezione di Cristo e, per partecipazione sacramentale, la risurrezione di coloro che erano divenuti di Cristo.
Si comprende allora lo speciale rilievo dato dalla liturgia ambrosiana ai giorni dell’ottava di Pasqua, chiamati anche ferie in Albis dall’antico uso dei neofiti di indossare per tutta quella settimana – escluso il sabato, detto appunto in Albis depositis – la bianca veste battesimale. Essi, oltre al grado di solennità, che comporta l’ordinamento festivo delle letture e la recita del Gloria e del Credo come la domenica, sono dotati di due formulari di messe: uno per la messa ‘nel giorno’, l’altro, per la messa ‘per i battezzati’; il primo, incentrato sul mistero della risurrezione del Signore, il secondo, sul mistero del passaggio battesimale dalla morte alla vita. Il Lezionario ambrosiano rinnovato ha completato la proposta biblica, dotando di letture proprie anche le messe ‘per i battezzati’. L’annuncio della risurrezione del Signore nostro Gesù Cristo, che irrompe nella notte tra il Sabato santo e la Domenica di Pasqua durante la solenne celebrazione vigiliare, introduce la Chiesa ambrosiana nel tempo della ‘pura gioia’ cristiana. Infatti, i cinquanta giorni che si succedono dalla domenica di Pasqua ‘nella risurrezione del Signore’ alla solennità di Pentecoste si celebrano nell’esultanza e nella gioia come un solo giorno di festa, anzi come ‘la grande domenica’.Il Tempo pasquale inizia là dove giunge al suo compimento il sacro Triduo (la Domenica di Pasqua) e si chiude con i secondi vespri della solennità di Pentecoste. In questo arco temporale – sette settimane di giorni più uno (il giorno di Pentecoste) – si devono accuratamente distinguere i primi quaranta giorni, fino all’Ascensione, dagli ultimi dieci giorni, fino a Pentecoste: gli uni, da vivere “nella gioia esuberante della presenza del Cristo risorto”; gli altri, “nella gioiosa attesa del dono nuziale dello Spirito Santo” (Norme generali, n. 19). Il Lezionario ambrosiano rinnovato ha ricollocato l’Ascensione del Signore il Giovedì della VI settimana di Pasqua, proprio perché il ritorno alla tradizione concorde dell’Oriente e dell’Occidente rendesse più trasparente il duplice movimento di questo tempo liturgico.Nell’antica Veglia ambrosiana l’annuncio apostolico della risurrezione (“Cristo Signore è risorto”) seguiva, e non precedeva come oggi, la liturgia battesimale a indicare simultaneamente la risurrezione di Cristo e, per partecipazione sacramentale, la risurrezione di coloro che erano divenuti di Cristo.Si comprende allora lo speciale rilievo dato dalla liturgia ambrosiana ai giorni dell’ottava di Pasqua, chiamati anche ferie in Albis dall’antico uso dei neofiti di indossare per tutta quella settimana – escluso il sabato, detto appunto in Albis depositis – la bianca veste battesimale. Essi, oltre al grado di solennità, che comporta l’ordinamento festivo delle letture e la recita del Gloria e del Credo come la domenica, sono dotati di due formulari di messe: uno per la messa ‘nel giorno’, l’altro, per la messa ‘per i battezzati’; il primo, incentrato sul mistero della risurrezione del Signore, il secondo, sul mistero del passaggio battesimale dalla morte alla vita. Il Lezionario ambrosiano rinnovato ha completato la proposta biblica, dotando di letture proprie anche le messe ‘per i battezzati’. Il Lezionario domenicale Tutte le domeniche da Pasqua a Pentecoste sono ‘di Pasqua’ (e non ‘dopo Pasqua’), perché danno sviluppo unitario alla celebrazione del mistero della Pasqua del Signore. La Lettura di ogni domenica è tratta dagli Atti degli Apostoli; l’Epistola dall’epistolario paolino e il Vangelo da Giovanni, che è il vangelo pasquale per eccellenza. La II Domenica di Pasqua, o Domenica in Albis depositis, ha un unico ciclo di letture incentrato sul vangelo della manifestazione del Risorto «otto giorni dopo» (Gv 20, 19-31). Nella liturgia vigiliare la pericope evangelica è costituita dall’annuncio del dono dello Spirito Santo, che tramite il Risorto si comunica ai credenti (Gv 7, 37-39a). Con la III Domenica riprende il ciclo triennale delle letture. Le Domeniche III e IV presentano nei tre anni i lineamenti del Risorto (agnello di Dio, buon Pastore, luce del mondo, via verità e vita, mediatore tra Dio e gli uomini). Le Domeniche V e VI mettono a tema le raccomandazioni di Gesù ai discepoli prima di «andare al Padre» e la promessa del dono dello Spirito Santo. La Domenica dopo l’Ascensione (VII di Pasqua) “è interamente orientata alla piena rivelazione del Signore risorto mediante il dono dello Spirito Santo” (Premesse al Lezionario, n. 179).

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