Redazione

Don Lorenzo Simonelli, Avvocato generale della Diocesi, spiega le finalità del corso su “La Gestione e l’Amministrazione della Parrocchia”, in programma dal 26 gennaio al 13 aprile 2010.

Perché un corso per la gestione e l’amministrazione della parrocchia?
La vita delle nostre comunità è caratterizzata dalla presenza di moltissimi fedeli che con le loro abilità e competenze, anche professionali, permettono di animare le molteplici attività e iniziative parrocchiali. Per amministrare i beni e gestire oculatamente le risorse finanziarie è necessaria una formazione quasi continua dei preti e dei laici che se ne occupano quotidianamente. La nostra Diocesi ha sempre prestato grande attenzione a questo ambito, e a tutti coloro che vi si dedicano, attraverso la consulenza garantita degli uffici di Curia (l’Ufficio Amministrativo Diocesano e l’Avvocatura), gli annuali convegni di formazione per i membri dei Consigli per gli affari economici e la pubblicazione della rivista exLege. Lo scorso anno è stato anche pubblicato, in collaborazione con le grandi diocesi italiane, un vero manuale per aiutare a gestire e amministrare correttamente la parrocchia e i suoi beni temporali. Il percorso formativo che proponiamo è offerto a tutti coloro che sono interessati a meglio conoscere la natura e le caratteristiche dell’ente parrocchia.

A chi si rivolge questo percorso?
Innanzitutto ai membri dei Consigli per gli affari economici della parrocchia che con il loro prezioso apporto consentono di individuare le soluzioni amministrative e gestionali più opportune al fine di permettere la realizzazione del progetto pastorale della parrocchia. Oggi, mentre si vanno diffondendo le Comunità Pastorali, questo corso vuole essere anche una preziosa opportunità per formare l’Economo delle Comunità pastorali, figura che il nostro Arcivescovo ha delineato nell’omelia del Giovedì Santo del 2006. La partecipazione al corso può essere utile anche ai professionisti che prestano la loro assistenza alle parrocchie (quali, per esempio, ragionieri e commercialisti, geometri e architetti) per affinare ulteriormente la conoscenza dell’ente parrocchia che troppo spesso è trattato in modo errato perché appiattito sugli altri soggetti del non profit.

Quali differenze ci sono nella gestione e nella amministrazione tra una parrocchia e una comunità pastorale?
Non vi è una risposta univoca e risolutiva poiché la riflessione circa l’amministrazione delle comunità pastorali è ancora iniziale. A tal proposito si deve riconoscere che non è del tutto corretto parlare di “amministrazione delle comunità pastorali” in quanto i beni, le attività e i rapporti giuridici restano nella titolarità delle singole parrocchie che le costituiscono. Tuttavia questo modo di esprimersi allude correttamente alla meta verso cui tende la costituzione delle comunità pastorali, ovvero creare una pastorale unitaria che necessita di coinvolgere e riorganizzare le modalità di utilizzo dei beni e delle attività delle singole parrocchie.

Riguardo agli affari economici di una comunità, cambiano anche i compiti dei preti?
È la corresponsabilità il criterio teologico e pratico che caratterizza virtuosamente il servizio proprio dei preti e dei laici anche in ordine all’amministrazione dei beni ecclesiastici. Con ciò si vuol dire che, nel giusto rispetto del ruolo ecclesiale proprio di ciascuna vocazione, nessuno può fare a meno dell’altro. La storia non è purtroppo avara di esempi negativi provocati da preti che hanno amministrato senza il consiglio dei laici e da laici che hanno provato a gestire i beni parrocchiali senza la figura di sintesi del prete. Don Lorenzo Simonelli, Avvocato generale della Diocesi, spiega le finalità del corso su “La Gestione e l’Amministrazione della Parrocchia”, in programma dal 26 gennaio al 13 aprile 2010.Perché un corso per la gestione e l’amministrazione della parrocchia?La vita delle nostre comunità è caratterizzata dalla presenza di moltissimi fedeli che con le loro abilità e competenze, anche professionali, permettono di animare le molteplici attività e iniziative parrocchiali. Per amministrare i beni e gestire oculatamente le risorse finanziarie è necessaria una formazione quasi continua dei preti e dei laici che se ne occupano quotidianamente. La nostra Diocesi ha sempre prestato grande attenzione a questo ambito, e a tutti coloro che vi si dedicano, attraverso la consulenza garantita degli uffici di Curia (l’Ufficio Amministrativo Diocesano e l’Avvocatura), gli annuali convegni di formazione per i membri dei Consigli per gli affari economici e la pubblicazione della rivista exLege. Lo scorso anno è stato anche pubblicato, in collaborazione con le grandi diocesi italiane, un vero manuale per aiutare a gestire e amministrare correttamente la parrocchia e i suoi beni temporali. Il percorso formativo che proponiamo è offerto a tutti coloro che sono interessati a meglio conoscere la natura e le caratteristiche dell’ente parrocchia.A chi si rivolge questo percorso?Innanzitutto ai membri dei Consigli per gli affari economici della parrocchia che con il loro prezioso apporto consentono di individuare le soluzioni amministrative e gestionali più opportune al fine di permettere la realizzazione del progetto pastorale della parrocchia. Oggi, mentre si vanno diffondendo le Comunità Pastorali, questo corso vuole essere anche una preziosa opportunità per formare l’Economo delle Comunità pastorali, figura che il nostro Arcivescovo ha delineato nell’omelia del Giovedì Santo del 2006. La partecipazione al corso può essere utile anche ai professionisti che prestano la loro assistenza alle parrocchie (quali, per esempio, ragionieri e commercialisti, geometri e architetti) per affinare ulteriormente la conoscenza dell’ente parrocchia che troppo spesso è trattato in modo errato perché appiattito sugli altri soggetti del non profit.Quali differenze ci sono nella gestione e nella amministrazione tra una parrocchia e una comunità pastorale?Non vi è una risposta univoca e risolutiva poiché la riflessione circa l’amministrazione delle comunità pastorali è ancora iniziale. A tal proposito si deve riconoscere che non è del tutto corretto parlare di “amministrazione delle comunità pastorali” in quanto i beni, le attività e i rapporti giuridici restano nella titolarità delle singole parrocchie che le costituiscono. Tuttavia questo modo di esprimersi allude correttamente alla meta verso cui tende la costituzione delle comunità pastorali, ovvero creare una pastorale unitaria che necessita di coinvolgere e riorganizzare le modalità di utilizzo dei beni e delle attività delle singole parrocchie.Riguardo agli affari economici di una comunità, cambiano anche i compiti dei preti?È la corresponsabilità il criterio teologico e pratico che caratterizza virtuosamente il servizio proprio dei preti e dei laici anche in ordine all’amministrazione dei beni ecclesiastici. Con ciò si vuol dire che, nel giusto rispetto del ruolo ecclesiale proprio di ciascuna vocazione, nessuno può fare a meno dell’altro. La storia non è purtroppo avara di esempi negativi provocati da preti che hanno amministrato senza il consiglio dei laici e da laici che hanno provato a gestire i beni parrocchiali senza la figura di sintesi del prete.

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