Accanto alla unanime manifestazione di cordoglio, la concorde memoria di un uomo intelligente, cordiale, generoso, appassionato alla storia e alla Chiesa


Redazione

Una folla di fedeli silenziosi, attenti e commossi, ha seguito nella chiesa di San Paolo a Rho i funerali del professor Eugenio Zucchetti, presieduti dal vescovo di Pavia monsignor Giovanni Giudici e concelebrati da molti sacerdoti. Tra i molti presenti una folta rappresentanza del Dipartimento di Sociologia dell’Università Cattolica di Milano (con il professor Michele Colasanto, il direttore di dipartimento Mauro Magatti e numerosi colleghi e studenti) e una rappresentanza significativa dell’Azione Cattolica Ambrosiana (con la presidenza, molto soci ed ex assistenti diocesani) e di Città dell’uomo, di cui Zucchetti era vicepresidente, e moltissimi altri ancora. Tutti si sono stretti attorno alla famiglia, con la quale i rapporti di vicinanza si sono infittiti proprio nel tempo della malattia, segno di amicizie profonde maturate in tanti anni di lavoro e di impegno.
Hanno partecipato al dolore della famiglia anche l’arcivescovo Dionigi Tettamanzi, con un messaggio letto da monsignor Gianni Zappa, e il cardinale Carlo Maria Martini, tramite un breve messaggio ripreso nell’omelia da monsignor Franco Agnesi.
Unanimi i tratti emersi dall’omelia, dal ricordo del professor Colasanto e da quello di Valentina Soncini, presidente dell’Azione Cattolica: Zucchetti è stato uomo di grande intelligenza, cordiale, generoso, appassionato alla storia e alla Chiesa, fedele laico autentico, capace di una dedizione stabile, di un servizio gratuito, di corresponsabilità vera, professionalmente stimato e sempre più ascoltato grazie alla sua competenza e alla sua attenzione ai problemi del lavoro che colpiscono oggi donne, giovani, migranti, voce significativa e autorevole nello stilare il Rapporto annuale sulla città di Milano. Queste doti si sono unite a un’umanità ben sintetizzata nell’espressione «una bella persona», in famiglia, al lavoro e negli impegni associativi, con grande semplicità, franchezza, simpatia.
Monsignor Agnesi, in modo semplice e toccante, ha dato voce ai sentimenti di tutti: lo sconforto per essersi dovuti arrendere alla sua precoce morte, l’invocazione al Signore di fronte a eventi che sentiamo “ingiusti”, ma anche la consolazione per la testimonianza di fede che nella vita e nella sofferenza fino alla morte Eugenio ci ha donato. Egli si è lasciato custodire dalla promessa di una relazione con Cristo che né morte né vita mai potranno interrompere, e ora, come il servo buono e fedele, siede al banchetto del Signore stesso che passa a servirlo (dal Vangelo di Luca).
Al termine della celebrazione la famiglia, tramite un messaggio letto da monsignor Agnesi, ha ringraziato tutti e ancora un volta il carissimo Eugenio, marito e padre esemplare, testimone luminoso della bellezza del Vangelo. Una folla di fedeli silenziosi, attenti e commossi, ha seguito nella chiesa di San Paolo a Rho i funerali del professor Eugenio Zucchetti, presieduti dal vescovo di Pavia monsignor Giovanni Giudici e concelebrati da molti sacerdoti. Tra i molti presenti una folta rappresentanza del Dipartimento di Sociologia dell’Università Cattolica di Milano (con il professor Michele Colasanto, il direttore di dipartimento Mauro Magatti e numerosi colleghi e studenti) e una rappresentanza significativa dell’Azione Cattolica Ambrosiana (con la presidenza, molto soci ed ex assistenti diocesani) e di Città dell’uomo, di cui Zucchetti era vicepresidente, e moltissimi altri ancora. Tutti si sono stretti attorno alla famiglia, con la quale i rapporti di vicinanza si sono infittiti proprio nel tempo della malattia, segno di amicizie profonde maturate in tanti anni di lavoro e di impegno.Hanno partecipato al dolore della famiglia anche l’arcivescovo Dionigi Tettamanzi, con un messaggio letto da monsignor Gianni Zappa, e il cardinale Carlo Maria Martini, tramite un breve messaggio ripreso nell’omelia da monsignor Franco Agnesi.Unanimi i tratti emersi dall’omelia, dal ricordo del professor Colasanto e da quello di Valentina Soncini, presidente dell’Azione Cattolica: Zucchetti è stato uomo di grande intelligenza, cordiale, generoso, appassionato alla storia e alla Chiesa, fedele laico autentico, capace di una dedizione stabile, di un servizio gratuito, di corresponsabilità vera, professionalmente stimato e sempre più ascoltato grazie alla sua competenza e alla sua attenzione ai problemi del lavoro che colpiscono oggi donne, giovani, migranti, voce significativa e autorevole nello stilare il Rapporto annuale sulla città di Milano. Queste doti si sono unite a un’umanità ben sintetizzata nell’espressione «una bella persona», in famiglia, al lavoro e negli impegni associativi, con grande semplicità, franchezza, simpatia.Monsignor Agnesi, in modo semplice e toccante, ha dato voce ai sentimenti di tutti: lo sconforto per essersi dovuti arrendere alla sua precoce morte, l’invocazione al Signore di fronte a eventi che sentiamo “ingiusti”, ma anche la consolazione per la testimonianza di fede che nella vita e nella sofferenza fino alla morte Eugenio ci ha donato. Egli si è lasciato custodire dalla promessa di una relazione con Cristo che né morte né vita mai potranno interrompere, e ora, come il servo buono e fedele, siede al banchetto del Signore stesso che passa a servirlo (dal Vangelo di Luca).Al termine della celebrazione la famiglia, tramite un messaggio letto da monsignor Agnesi, ha ringraziato tutti e ancora un volta il carissimo Eugenio, marito e padre esemplare, testimone luminoso della bellezza del Vangelo.

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