Il Papa ha annunciato 21 nuovi santi, beati e venerabili, tra loro anche la religiosa che per 28 anni si è dedicata ai detenuti di San Vittore

di Luisa BOVE
Redazione

Ieri Benedetto XVI, incontrando i membri della Congregazione della Causa dei santi che ha compiuto 40 anni, ha annunciato la pubblicazione di 21 decreti per nuovi beati, santi e venerabili, di cui ben 13 morti nel XX secolo. Tra coloro che saranno dichiarati venerabili spicca il nome di suor Enrichetta Alfieri (al secolo Maria Angela) delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret.
Nata il 23 febbraio a Borgo Vercelli a soli 20 anni è entrata nell’ordine religioso, ma otto anni più tardi le fu diagnosticata una malattia che l’avrebbe paralizzata per sempre. Miracolosamente guarita suor Enrichetta viene mandata a Milano nella comunità di consorelle che prestano servizio presso il carcere di San Vittore. Si dedicò alle detenute con grande dedizione per 28 anni lunghi anni e fu ribattezzata dai reclusi “l’angelo di S.Vittore”.
Quando durante la seconda guerra mondiale il penitenziario divenne sede delle milizie tedesche, suor Enrichetta venne a sua volta incarcerata perché scoperta ad aiutare gli ebrei destinati ai campi di sterminio. Per l’“angelo di S. Vittore” si prospettava la fucilazione, ma il provvidenziale intervento del cardinal Schuster, allora Arcivescovo di Milano, si evitò il peggio. La religiosa fu allontanata dal penitenziario milanese e dovette rifugiarsi lontano dalla città. Solo più tardi poté riprendere il suo servizio presso S. Vittore e aiutare e consolare i suoi amati reclusi. Suor Enrichetta morì il 23 novembre 1951 a Milano. Ieri Benedetto XVI, incontrando i membri della Congregazione della Causa dei santi che ha compiuto 40 anni, ha annunciato la pubblicazione di 21 decreti per nuovi beati, santi e venerabili, di cui ben 13 morti nel XX secolo. Tra coloro che saranno dichiarati venerabili spicca il nome di suor Enrichetta Alfieri (al secolo Maria Angela) delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret.Nata il 23 febbraio a Borgo Vercelli a soli 20 anni è entrata nell’ordine religioso, ma otto anni più tardi le fu diagnosticata una malattia che l’avrebbe paralizzata per sempre. Miracolosamente guarita suor Enrichetta viene mandata a Milano nella comunità di consorelle che prestano servizio presso il carcere di San Vittore. Si dedicò alle detenute con grande dedizione per 28 anni lunghi anni e fu ribattezzata dai reclusi “l’angelo di S.Vittore”.Quando durante la seconda guerra mondiale il penitenziario divenne sede delle milizie tedesche, suor Enrichetta venne a sua volta incarcerata perché scoperta ad aiutare gli ebrei destinati ai campi di sterminio. Per l’“angelo di S. Vittore” si prospettava la fucilazione, ma il provvidenziale intervento del cardinal Schuster, allora Arcivescovo di Milano, si evitò il peggio. La religiosa fu allontanata dal penitenziario milanese e dovette rifugiarsi lontano dalla città. Solo più tardi poté riprendere il suo servizio presso S. Vittore e aiutare e consolare i suoi amati reclusi. Suor Enrichetta morì il 23 novembre 1951 a Milano. – – Il libro di Ennio Apeciti «Vedere con il cuore» – “L’angelo di San Vittore” (https://www.chiesadimilano.it/or/ADMI/pagine/00_PORTALE/2009/Segno_14_15_santi.pdf)

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