La liturgia, nei giorni feriali, propone il significato più immediato del tempo�dopo la�Pasqua, così come viene delineato dal Lezionario ambrosiano

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Redazione Diocesi

La Settimana dell’Ottava di Pasqua (o I Settimana del Tempo di Pasqua), che prende avvio con la stessa Domenica di Pasqua, è caratterizzata da grande solennità e prolunga la gioia per la risurrezione del Signore e il dono della redenzione. La Settimana in albis – questo il nome assegnatole dalla liturgia, a motivo della consuetudine dei neofiti di indossare la veste bianca ricevuta nel Battesimo negli otto giorno successivi alla Pasqua – si configura come la naturale dilatazione del Giorno del Risorto nei giorni dell’uomo, tanto è grande il mistero che in esso celebriamo.

Ne deriva che al centro della liturgia di questi giorni stanno proprio le apparizioni del Risorto ai suoi discepoli, quale segno inequivocabile della realizzazione della promessa di Gesù: «È risorto [�]. Andate a dire ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”» (Vangelo del Venerdì: Marco 16,1-7).

La stessa liturgia della parola del giorno di Pasqua presenta il Signore Gesù che si mostra ai discepoli «vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio» (Lettura: Atti 1,1-8a). Gesù si mostra a Maria di Magdala, che ne diviene la sollecita annunciatrice presso i discepoli» (Vangelo: Giovanni 20,11-18). Paolo, infine, nella Prima Lettera ai Corinzi, elenca fino a sei apparizioni del Risorto, dandone così testimonianza: «apparve a Cefa e quindi ai Dodici [�]; apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta [�]; apparve anche a Giacomo e quindi a tutti gli apostoli; ultimo fra tutti apparve anche a me» (Epistola: 1Corinzi 15,3-10a).

Il Lezionario liturgico mantiene la struttura festiva per l’intera settimana: Lettura (tratta sempre dagli Atti degli Apostoli), Epistola (tratta sempre dal corpus delle Lettere paoline), Vangelo e, accanto al formulario proprio della Messa nel giorno di carattere tipicamente pasquale, prevede uno specifico formulario di carattere mistagogico per le Messe «per i battezzati», che ripercorre parte della stessa omiletica del vescovo Ambrogio.

La Parola di Dio che ascolteremo nei giorni dell’Ottava di Pasqua ci invita ad una contemplazione gioiosa e affascinata di Cristo risorto. La Lettura degli Atti nelle Messe nel giorno richiama la diretta testimonianza apostolica resa alla risurrezione di Gesù e alla salvezza che deriva dal nome stesso del Signore. Ne deriva per noi – che siamo stati raggiunti, guariti e santificati dalla celebrazione pasquale – l’impegno a rendere testimonianza della nostra fede, proprio a partire dalla nuova speranza di salvezza che nasce dalla risurrezione.

Siano in noi quindi gli stessi sentimenti dei due discepoli in cammino verso Èmmaus la sera del primo giorno dopo il sabato (Vangelo del Mercoledì: Luca 24,13-35): «Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: “Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!”. Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane».

La Settimana dell’Ottava di Pasqua (o I Settimana del Tempo di Pasqua), che prende avvio con la stessa Domenica di Pasqua, è caratterizzata da grande solennità e prolunga la gioia per la risurrezione del Signore e il dono della redenzione. La Settimana in albis – questo il nome assegnatole dalla liturgia, a motivo della consuetudine dei neofiti di indossare la veste bianca ricevuta nel Battesimo negli otto giorno successivi alla Pasqua – si configura come la naturale dilatazione del Giorno del Risorto nei giorni dell’uomo, tanto è grande il mistero che in esso celebriamo.Ne deriva che al centro della liturgia di questi giorni stanno proprio le apparizioni del Risorto ai suoi discepoli, quale segno inequivocabile della realizzazione della promessa di Gesù: «È risorto [�]. Andate a dire ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”» (Vangelo del Venerdì: Marco 16,1-7). La stessa liturgia della parola del giorno di Pasqua presenta il Signore Gesù che si mostra ai discepoli «vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio» (Lettura: Atti 1,1-8a). Gesù si mostra a Maria di Magdala, che ne diviene la sollecita annunciatrice presso i discepoli» (Vangelo: Giovanni 20,11-18). Paolo, infine, nella Prima Lettera ai Corinzi, elenca fino a sei apparizioni del Risorto, dandone così testimonianza: «apparve a Cefa e quindi ai Dodici [�]; apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta [�]; apparve anche a Giacomo e quindi a tutti gli apostoli; ultimo fra tutti apparve anche a me» (Epistola: 1Corinzi 15,3-10a). Il Lezionario liturgico mantiene la struttura festiva per l’intera settimana: Lettura (tratta sempre dagli Atti degli Apostoli), Epistola (tratta sempre dal corpus delle Lettere paoline), Vangelo e, accanto al formulario proprio della Messa nel giorno di carattere tipicamente pasquale, prevede uno specifico formulario di carattere mistagogico per le Messe «per i battezzati», che ripercorre parte della stessa omiletica del vescovo Ambrogio. La Parola di Dio che ascolteremo nei giorni dell’Ottava di Pasqua ci invita ad una contemplazione gioiosa e affascinata di Cristo risorto. La Lettura degli Atti nelle Messe nel giorno richiama la diretta testimonianza apostolica resa alla risurrezione di Gesù e alla salvezza che deriva dal nome stesso del Signore. Ne deriva per noi – che siamo stati raggiunti, guariti e santificati dalla celebrazione pasquale – l’impegno a rendere testimonianza della nostra fede, proprio a partire dalla nuova speranza di salvezza che nasce dalla risurrezione. Siano in noi quindi gli stessi sentimenti dei due discepoli in cammino verso Èmmaus la sera del primo giorno dopo il sabato (Vangelo del Mercoledì: Luca 24,13-35): «Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: “Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!”. Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane». – Introduzioni: Libro degli Atti degli Apostoli Vangelo secondo Giovanni Percorsi tematici:Ottava di Pasqua- Ferie in albis Sabato in Albis Depositis –

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