La liturgia, nei giorni feriali, propone il significato più immediato del tempo�dopo la�Pasqua, così come viene delineato dal Lezionario ambrosiano

4950 - per_appuntamenti
Redazione Diocesi

La Domenica che apre la IV Settimana del Tempo di Pasqua è, per tradizione ormai consolidata, la Domenica del buon Pastore e anche il rinnovato Lezionario liturgico ha mantenuto questa particolare sottolineatura.

«Le mie pecore ascoltano la mia voce [�]. Io do loro la vita eterna»: è il cuore della liturgia di questa Domenica (Vangelo: Giovanni 10,27-30). Gesù è il Pastore che offre la vita per le sue pecore, il Pastore buono, il Pastore “bello” – dice letteralmente la Scrittura – che rivela la sua bellezza nell’amore riservato alle sue pecore. Proprio in questa Domenica, la Chiesa celebra, ogni anno, la Giornata per le vocazioni di speciale consacrazione. Il Signore che ama ogni uomo, chiama alcuni a seguirlo più da vicino, per essere testimoni in prima persona di questo stesso amore in mezzo ai fratelli. Questo amore del Signore accompagna la nostra vita, suscitando in noi il desiderio e l’impegno di camminare «tenendo fissi i nostri cuori dov’è la vera gioia» (orazione all’inizio dell’assemblea liturgica della Domenica).

«Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano»: è la certezza che deve guidare la vita del credente nel cammino verso l’incontro con il Padre della vita e nella risposta alla propria vocazione, qualunque essa sia.Il tema della vocazione ritorna anche nel Lezionario dei giorni feriali. La lettura progressiva del libro degli Atti presenta le figure di Paolo e Barnaba, che diventano per noi il modello di una totale dedizione al Signore e al suo evangelo. In parallelo, le pagine del Quarto Vangelo ci aiutano a cogliere il senso del nostro essere discepoli di Gesù, del nostro metterci alla sua sequela: «Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me» (Vangelo del Lunedì: Giovanni 6,44-51); «la mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato. Chi vuol fare la sua volontà, riconoscerà se questa dottrina viene da Dio, o se io parlo da me stesso» (Vangelo del Giovedì: Giovanni 7,14-24). La Parola di Gesù, a prima vista, può risultare dura, lontana dal nostro vissuto quotidiano, persino contraria alla logica del mondo, ma sempre riesce a rispondere al desiderio più autentico di un cuore che ama.

In questa settimana chiediamo quindi il dono del discernimento, per rispondere e rimanere fedeli a questa Parola e alla chiamata del Signore, facendo nostre le parole stesse dell’apostolo Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio» (Vangelo del Martedì: Giovanni 6,60-69).

La Domenica che apre la IV Settimana del Tempo di Pasqua è, per tradizione ormai consolidata, la Domenica del buon Pastore e anche il rinnovato Lezionario liturgico ha mantenuto questa particolare sottolineatura. «Le mie pecore ascoltano la mia voce [�]. Io do loro la vita eterna»: è il cuore della liturgia di questa Domenica (Vangelo: Giovanni 10,27-30). Gesù è il Pastore che offre la vita per le sue pecore, il Pastore buono, il Pastore “bello” – dice letteralmente la Scrittura – che rivela la sua bellezza nell’amore riservato alle sue pecore. Proprio in questa Domenica, la Chiesa celebra, ogni anno, la Giornata per le vocazioni di speciale consacrazione. Il Signore che ama ogni uomo, chiama alcuni a seguirlo più da vicino, per essere testimoni in prima persona di questo stesso amore in mezzo ai fratelli. Questo amore del Signore accompagna la nostra vita, suscitando in noi il desiderio e l’impegno di camminare «tenendo fissi i nostri cuori dov’è la vera gioia» (orazione all’inizio dell’assemblea liturgica della Domenica). «Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano»: è la certezza che deve guidare la vita del credente nel cammino verso l’incontro con il Padre della vita e nella risposta alla propria vocazione, qualunque essa sia.Il tema della vocazione ritorna anche nel Lezionario dei giorni feriali. La lettura progressiva del libro degli Atti presenta le figure di Paolo e Barnaba, che diventano per noi il modello di una totale dedizione al Signore e al suo evangelo. In parallelo, le pagine del Quarto Vangelo ci aiutano a cogliere il senso del nostro essere discepoli di Gesù, del nostro metterci alla sua sequela: «Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me» (Vangelo del Lunedì: Giovanni 6,44-51); «la mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato. Chi vuol fare la sua volontà, riconoscerà se questa dottrina viene da Dio, o se io parlo da me stesso» (Vangelo del Giovedì: Giovanni 7,14-24). La Parola di Gesù, a prima vista, può risultare dura, lontana dal nostro vissuto quotidiano, persino contraria alla logica del mondo, ma sempre riesce a rispondere al desiderio più autentico di un cuore che ama. In questa settimana chiediamo quindi il dono del discernimento, per rispondere e rimanere fedeli a questa Parola e alla chiamata del Signore, facendo nostre le parole stesse dell’apostolo Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio» (Vangelo del Martedì: Giovanni 6,60-69). – Introduzioni: Libro degli Atti degli Apostoli Vangelo secondo Giovanni Percorsi tematici:Lunedì 4 maggio Martedi 5 maggio Mercoledì 6 maggio Giovedì 7 e venerdì 8 maggio Sabato 9 maggio –

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi