Se ne parlerà al centro culturale San Fedele di Milano giovedì 17 settembre. Allo studio le nuove forme di disagio e gli effetti sulla famiglia della crisi produttiva e occupazionale che la società sta attraversando

Carlo ROSSI
Redazione

La crisi economica può avere effetti devastanti sulla vita delle persone. Le cronache raccontano di artigiani e imprenditori che in seguito ai fallimenti delle proprie aziende, arrivano a togliersi la vita o di tragedie familiari originate da padri di famiglia che perdono il lavoro e, con questo, il proprio ruolo sociale, la propria identità. Per non parlare delle persone che di fronte ad un licenziamento o a una riduzione del reddito, senza spingersi fino alle estreme conseguenze, vanno in crisi. Persone che non commettono gesti estremi e clamorosi da meritare i titoli di giornale, ma che soffrono. La crisi produttiva e occupazionale che stiamo attraversando incrina rapporti familiari e produce nuove forme di disagio adulto. Come affrontare questi «effetti collaterali» prima che sia troppo tardi? Attraverso quali strumenti? Si discuterà di questo giovedì 17 settembre alle 17 al Centro Culturale San Fedele di Milano, sala della Trasfigurazione, piazza San Fedele, 4 Milano.
All’incontro interverranno padre Giacomo Costa, caporedattore di Aggiornamenti Sociali, Luciano Gualzetti, vicedirettore di Caritas Ambrosiana e segretario del Fondo Famiglia Lavoro, Mario Mozzanica, docente di metodologia dell’integrazione sociale dell’Università Cattolica di Milano, Ivo Lizzola, preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bergamo, e Raffaele Gnocchi, responsabile area Grave Emarginazione adulta e persone senza dimora di Caritas Ambrosiana e autore del libro «Pedagogia del disagio adulto. Dialogo interdisciplinare e accompagnamento educativo» (Unicopli, Milano 2008).
Per fronteggiare la crisi economica le istituzioni pubbliche e la stessa Chiesa hanno promosso iniziative a sostegno del reddito. Proprio a Milano il Fondo Famiglia Lavoro istituito dall’Arcivescovo ha consentito di offrire un aiuto immediato e concreto. «Molte famiglie sono in crisi a causa di un sistema economico che le ha esposte a rischi superiori alle risorse di cui disponevano – commenta Gualzetti -. Per questa ragione al fondamentale supporto economico va affiancato l’accompagnamento personale affinché le famiglie e i singoli non siano soli ad affrontare e superare la situazione. Come ci ha invitato a fare lo stesso cardinale Tettamanzi, è opportuno progettare percorsi pedagogici per rieducare all’utilizzo corretto del denaro, per promuovere stili di vita alternativi e forme di personale responsabilità e “difesa” nei confronti di un sistema votato al consumo. D’altra parte, come ha anche ricordato l’Arcivescovo, è proprio dall’uso scorretto del denaro che questa crisi si è originata».
La crisi economica può avere effetti devastanti sulla vita delle persone. Le cronache raccontano di artigiani e imprenditori che in seguito ai fallimenti delle proprie aziende, arrivano a togliersi la vita o di tragedie familiari originate da padri di famiglia che perdono il lavoro e, con questo, il proprio ruolo sociale, la propria identità. Per non parlare delle persone che di fronte ad un licenziamento o a una riduzione del reddito, senza spingersi fino alle estreme conseguenze, vanno in crisi. Persone che non commettono gesti estremi e clamorosi da meritare i titoli di giornale, ma che soffrono. La crisi produttiva e occupazionale che stiamo attraversando incrina rapporti familiari e produce nuove forme di disagio adulto. Come affrontare questi «effetti collaterali» prima che sia troppo tardi? Attraverso quali strumenti? Si discuterà di questo giovedì 17 settembre alle 17 al Centro Culturale San Fedele di Milano, sala della Trasfigurazione, piazza San Fedele, 4 Milano.All’incontro interverranno padre Giacomo Costa, caporedattore di Aggiornamenti Sociali, Luciano Gualzetti, vicedirettore di Caritas Ambrosiana e segretario del Fondo Famiglia Lavoro, Mario Mozzanica, docente di metodologia dell’integrazione sociale dell’Università Cattolica di Milano, Ivo Lizzola, preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bergamo, e Raffaele Gnocchi, responsabile area Grave Emarginazione adulta e persone senza dimora di Caritas Ambrosiana e autore del libro «Pedagogia del disagio adulto. Dialogo interdisciplinare e accompagnamento educativo» (Unicopli, Milano 2008).Per fronteggiare la crisi economica le istituzioni pubbliche e la stessa Chiesa hanno promosso iniziative a sostegno del reddito. Proprio a Milano il Fondo Famiglia Lavoro istituito dall’Arcivescovo ha consentito di offrire un aiuto immediato e concreto. «Molte famiglie sono in crisi a causa di un sistema economico che le ha esposte a rischi superiori alle risorse di cui disponevano – commenta Gualzetti -. Per questa ragione al fondamentale supporto economico va affiancato l’accompagnamento personale affinché le famiglie e i singoli non siano soli ad affrontare e superare la situazione. Come ci ha invitato a fare lo stesso cardinale Tettamanzi, è opportuno progettare percorsi pedagogici per rieducare all’utilizzo corretto del denaro, per promuovere stili di vita alternativi e forme di personale responsabilità e “difesa” nei confronti di un sistema votato al consumo. D’altra parte, come ha anche ricordato l’Arcivescovo, è proprio dall’uso scorretto del denaro che questa crisi si è originata».

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