Ieri l'Arcivescovo ha celebrato la messa a conclusione della visita pastorale. Una tradizione di presenza forte messa a dura prova dalla secolarizzazione e da un tessuto socio-economico mutato

di Saverio CLEMENTI
Redazione

La grande basilica dedicata a San Martino domina tutta la città e la campagna circostante. Da qualunque parte si arrivi, cupola e campanile indicano senza dubbio dove batte il cuore religioso di Magenta. La costruì poco più di cent’anni fa monsignor Cesare Tragella, mitico prevosto figlio della Rerum Novarum e della nascente dottrina sociale della Chiesa. La volle imponente, in grado di accogliere fino a duemila fedeli, al punto che ancora oggi Magenta può vantarsi di avere la seconda basilica per dimensioni di tutta la diocesi, dopo il Duomo di Milano. Qui ieri il cardinale Dionigi Tettamanzi ha celebrato la messa conclusiva della visita pastorale decanale.
Un passato glorioso messo a dura prova dalla secolarizzazione e da un tessuto socio-economico profondamente mutato. Don Mario Magnaghi è prevosto di Magenta dal 2005 e decano dal gennaio di quest’anno: «Per descrivere il rapporto di questo territorio con la Chiesa faccio mia una definizione di Massimo Cacciari: “È fonte di consolazione permanente per un’umanità che ha perso il senso del vivere”. È difficile oggi essere una comunità, ancor di più una che deve annunciare il Vangelo. Nelle nostre parrocchie la figura del prete è vista con simpatia e a volte con venerazione. L’attività pastorale è ritenuta necessaria e positiva. Basti dire che la frequenza domenicale alla Messa arriva ancora al 25%, con punte del 31% in alcuni paesi. La collaborazione è frequente sul terreno pratico e di corresponsabilità, ma non si avverte la gioia di questo fatto: si perdono così motivo e forza dell’atteggiamento missionario». La grande basilica dedicata a San Martino domina tutta la città e la campagna circostante. Da qualunque parte si arrivi, cupola e campanile indicano senza dubbio dove batte il cuore religioso di Magenta. La costruì poco più di cent’anni fa monsignor Cesare Tragella, mitico prevosto figlio della Rerum Novarum e della nascente dottrina sociale della Chiesa. La volle imponente, in grado di accogliere fino a duemila fedeli, al punto che ancora oggi Magenta può vantarsi di avere la seconda basilica per dimensioni di tutta la diocesi, dopo il Duomo di Milano. Qui ieri il cardinale Dionigi Tettamanzi ha celebrato la messa conclusiva della visita pastorale decanale.Un passato glorioso messo a dura prova dalla secolarizzazione e da un tessuto socio-economico profondamente mutato. Don Mario Magnaghi è prevosto di Magenta dal 2005 e decano dal gennaio di quest’anno: «Per descrivere il rapporto di questo territorio con la Chiesa faccio mia una definizione di Massimo Cacciari: “È fonte di consolazione permanente per un’umanità che ha perso il senso del vivere”. È difficile oggi essere una comunità, ancor di più una che deve annunciare il Vangelo. Nelle nostre parrocchie la figura del prete è vista con simpatia e a volte con venerazione. L’attività pastorale è ritenuta necessaria e positiva. Basti dire che la frequenza domenicale alla Messa arriva ancora al 25%, con punte del 31% in alcuni paesi. La collaborazione è frequente sul terreno pratico e di corresponsabilità, ma non si avverte la gioia di questo fatto: si perdono così motivo e forza dell’atteggiamento missionario». I problemi del territorio L’analisi è lucida e non dimentica di mettere in evidenza i problemi del territorio. «Ci si trova a operare in una situazione di depressione occupazionale, soprattutto a Magenta. Nell’arco di pochi anni hanno chiuso i battenti, o sono state ridimensionate, aziende gloriose che hanno fatto la storia di questa zona: Saffa, Naj Oleari, Snia Novaceta, Laminati Plastici, Plodari… Possiamo dire che è stata anticipata la crisi odierna. Il tessuto sociale tiene perché tiene la famiglia. Molte giovani coppie vanno avanti grazie alla pensione dei genitori. Una conferma viene dal Fondo Famiglia-Lavoro che abbiamo costituito anche nel nostro Decanato, in collaborazione con le Acli, con ben 6 centri di raccolta».Tutto ciò non impedisce alle comunità cristiane di gestire realtà assai significative, come la Casa di accoglienza decanale, basata sul lavoro di una sessantina di volontari, che offre ospitalità a singoli e famiglie in difficoltà temporanee. Molto attivo è anche il Consultorio, uno dei primi sorti in diocesi, che all’attività tradizionale unisce un lavoro nelle scuole per momenti formativi sul senso della vita, della corporeità e della sessualità. Anche la Pastorale giovanile è coordinata a livello decanale. Le parrocchie di Magenta, in particolare, sperimentano da qualche anno una gestione unitaria, soprattutto durante il periodo degli oratori estivi frequentati da quasi un migliaio di ragazzi. «La presenza di adolescenti e giovani – commenta il decano – è aumentata rispetto a quando si operava individualmente».Singolare è l’attività del gruppo culturale Ariel che ha in gestione la sala della comunità “Paolo VI” nella parrocchia centrale. Ha dato vita alla rassegna Ti raccolto un libro: vengono recitati o letti brani tratti da grandi opere letterarie a un pubblico di giovani e adulti sempre numeroso. Ha aggiunto l’iniziativa Ti racconto la Bibbia, che prevede un paio di serate dedicate all’esposizione scenica di testi tratti dalla Scritture. «Il nostro prossimo impegno – conclude – sarà l’elaborazione della Carta di missione per individuare aree omogenee al fine di far sorgere nuove comunità pastorali capaci di lavorare insieme per una evangelizzazione più incisiva del territorio». 19 parrocchie, 1 unità pastorale e 40 preti – Il decanato di Magenta è formato da 19 parrocchie distribuite in 11 Comuni (Magenta, Corbetta, Robecco sul Naviglio, Bareggio, Marcallo con Casone, Sedriano, Vittuone, Santo Stefano Ticino, Ossona, Mesero e Boffalora sopra Ticino), con una popolazione di circa 105 mila abitanti. I sacerdoti sono 40, compresi i residenti e i religiosi, a cui si aggiunge un diacono permanente. Sul territorio sono inoltre presenti una quarantina di consacrate. È stata costituita un’Unità pastorale tra le due parrocchie di Marcallo con Casone. Nel decanato si trovano due santuari assai frequentati: uno, storico, a Corbetta dedicato alla B.V. dei Miracoli; l’altro, di recente costituzione, a Mesero dedicato a Santa Gianna Beretta Molla. – – Parte il Centro di spiritualità “Beretta Molla”

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