Redazione

In Diocesi, a livello popolare, è sufficientemente conosciuto l’Ordo Viduarum Ambrosianus? Una realtà, quella dell’Ordine Ambrosiano delle Vedove, che viene fatta conoscere soprattutto attraverso le relazioni interpersonali, normalmente da parte dei sacerdoti: essi ne parlano alle vedove ritenute capaci di un impegno che non è di tutte le donne che hanno perso il marito. Per avviare ora tra il clero una conoscenza più ampia dell’Ordo Viduarum nella Chiesa ambrosiana, agli inizi del 2010 don Eugenio Penna, Assistente diocesano, inizierà a contattare i Decani, d’accordo con monsignor Luigi Manganini, Vicario episcopale, cui è affidata la cura dell’Ordo.
Benché recente, la realtà dell’Ordo Viduarum ha fondamento biblico, che si trova nella Prima lettera di San Paolo a Timoteo (cap. 5,3-10). Tra l’autunno 2005 e l’inverno 2006, l’Arcivescovo ha approvato lo «Statuto dell’Ordo Viduarum Ambrosianus» e il «Regolamento per la formazione e la vita spirituale delle vedove» a suggello di una sperimentazione durata oltre cinque anni. Questi due documenti mirano a esprimere l’«Essere della Vedova Benedetta», consistente nella consacrazione della vedovanza come «continuazione della vocazione coniugale», con la castità espressa attraverso il voto, nello spirito delle Beatitudini e delle opere di misericordia. Il riconoscimento ecclesiale delle Vedove è dato dall’accoglienza che il Vescovo riserva alla loro offerta, con un «Rito di Benedizione» durante il quale esse sono presentate ai fedeli come segno profetico. Alle vedove dell’Ordo è richiesta una vita di fede ordinata, consapevole e nutrita, con prevalente riferimento alla Liturgia della Chiesa Ambrosiana.
Chi fosse interessato all’argomento può contattare l’Assistente diocesano (tel. 0362.70978). In Diocesi, a livello popolare, è sufficientemente conosciuto l’Ordo Viduarum Ambrosianus? Una realtà, quella dell’Ordine Ambrosiano delle Vedove, che viene fatta conoscere soprattutto attraverso le relazioni interpersonali, normalmente da parte dei sacerdoti: essi ne parlano alle vedove ritenute capaci di un impegno che non è di tutte le donne che hanno perso il marito. Per avviare ora tra il clero una conoscenza più ampia dell’Ordo Viduarum nella Chiesa ambrosiana, agli inizi del 2010 don Eugenio Penna, Assistente diocesano, inizierà a contattare i Decani, d’accordo con monsignor Luigi Manganini, Vicario episcopale, cui è affidata la cura dell’Ordo.Benché recente, la realtà dell’Ordo Viduarum ha fondamento biblico, che si trova nella Prima lettera di San Paolo a Timoteo (cap. 5,3-10). Tra l’autunno 2005 e l’inverno 2006, l’Arcivescovo ha approvato lo «Statuto dell’Ordo Viduarum Ambrosianus» e il «Regolamento per la formazione e la vita spirituale delle vedove» a suggello di una sperimentazione durata oltre cinque anni. Questi due documenti mirano a esprimere l’«Essere della Vedova Benedetta», consistente nella consacrazione della vedovanza come «continuazione della vocazione coniugale», con la castità espressa attraverso il voto, nello spirito delle Beatitudini e delle opere di misericordia. Il riconoscimento ecclesiale delle Vedove è dato dall’accoglienza che il Vescovo riserva alla loro offerta, con un «Rito di Benedizione» durante il quale esse sono presentate ai fedeli come segno profetico. Alle vedove dell’Ordo è richiesta una vita di fede ordinata, consapevole e nutrita, con prevalente riferimento alla Liturgia della Chiesa Ambrosiana.Chi fosse interessato all’argomento può contattare l’Assistente diocesano (tel. 0362.70978).

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