Il progressivo invecchiamento della popolazione e i problemi connessi rendono sempre più importante questa forma di aiuto: ne tratterà il convegno che la Sezione "territorio" della Consulta diocesana per la Pastorale della salute organizza a Milano

Gian Maria COMOLLI
Redazione

“Assistenza domiciliare: a che punto siamo?” è il tema del convegno che la Sezione “territorio” della Consulta diocesana per la Pastorale della Salute organizza sabato 23 maggio, a partire dalle 9.30, al Centro Pastorale Paolo VI (corso Venezia 11, Milano). Un appuntamento rivolto a quanti operano nel settore, e particolarmente ai volontari, che nella prima parte offrirà una visione sociologica, legislativa e pastorale della tematica, e nella seconda evidenzierà alcune esperienze significative di assistenza domiciliare presenti in Diocesi.
Il XXI secolo sarà quello dell’invecchiamento della popolazione: la maggioranza delle famiglie non riuscirà a soddisfare i propri bisogni, come per esempio la gestione dei genitori anziani in quelle mononucleari, e l’anziano stesso sarà destinato a restare sempre più solo. Anche il sistema socio-sanitario faticherà non solo a rispondere efficacemente alle richieste degli anziani, ma anche a fornire a tutti essenziali standard minimali.
Per le aziende sanitarie gli anziani sono ammalati “scomodi”, essendo portatori di più patologie, bisognosi di vari professionisti che operino insieme e, quindi, fonti di una perdita economica per la loro cura: di conseguenza, scaduti i “termini” di ricovero, vengono dimessi spesso non badando alla loro situazione psico-fisica, sociale ed abitativa. Così ci troviamo, soprattutto nelle grandi città, con parecchi anziani che devono rientrare nelle loro abitazioni (spesso non adatte perché prive di ascensore e con scale ripide, porte strette e pavimenti sconnessi), soli e privi di assistenza sociale e sanitaria. Possono contare unicamente sulle loro scarse e residue forze. Accanto al disagio logistico c’è il dramma della solitudine e dell’isolamento, proprio nel periodo in cui si è più fragili, che può anche trasformarsi in disperazione. Non dimentichiamo, infine, le condizioni economiche, che variano da un discreto benessere a casi di estrema povertà. “Assistenza domiciliare: a che punto siamo?” è il tema del convegno che la Sezione “territorio” della Consulta diocesana per la Pastorale della Salute organizza sabato 23 maggio, a partire dalle 9.30, al Centro Pastorale Paolo VI (corso Venezia 11, Milano). Un appuntamento rivolto a quanti operano nel settore, e particolarmente ai volontari, che nella prima parte offrirà una visione sociologica, legislativa e pastorale della tematica, e nella seconda evidenzierà alcune esperienze significative di assistenza domiciliare presenti in Diocesi.Il XXI secolo sarà quello dell’invecchiamento della popolazione: la maggioranza delle famiglie non riuscirà a soddisfare i propri bisogni, come per esempio la gestione dei genitori anziani in quelle mononucleari, e l’anziano stesso sarà destinato a restare sempre più solo. Anche il sistema socio-sanitario faticherà non solo a rispondere efficacemente alle richieste degli anziani, ma anche a fornire a tutti essenziali standard minimali.Per le aziende sanitarie gli anziani sono ammalati “scomodi”, essendo portatori di più patologie, bisognosi di vari professionisti che operino insieme e, quindi, fonti di una perdita economica per la loro cura: di conseguenza, scaduti i “termini” di ricovero, vengono dimessi spesso non badando alla loro situazione psico-fisica, sociale ed abitativa. Così ci troviamo, soprattutto nelle grandi città, con parecchi anziani che devono rientrare nelle loro abitazioni (spesso non adatte perché prive di ascensore e con scale ripide, porte strette e pavimenti sconnessi), soli e privi di assistenza sociale e sanitaria. Possono contare unicamente sulle loro scarse e residue forze. Accanto al disagio logistico c’è il dramma della solitudine e dell’isolamento, proprio nel periodo in cui si è più fragili, che può anche trasformarsi in disperazione. Non dimentichiamo, infine, le condizioni economiche, che variano da un discreto benessere a casi di estrema povertà. Un problema drammatico La velocità dell’invecchiamento della popolazione, l’ampiezza dei problemi connessi e la rigidità sociale, hanno trasformato la vecchiaia in un drammatico problema. Negli ultimi anni si sono intrapresi alcuni progetti di “assistenza domiciliare”, cioè di prestazioni socio-assistenziali erogate al domicilio dell’anziano fragile, integrate a volte da assistenza medica, infermieristica e psicologica. L’assistenza domiciliare, oltre a offrire grandi benefici psicologici – permettendo all’anziano di rimanere nella sua abitazione, nel suo quartiere, tra persone conosciute – ottiene anche una notevole riduzione di costi rispetto al ricovero nella struttura protetta. Ma purtroppo, ancora oggi, il sistema ospedaliero divora la maggioranza delle risorse, mentre alla domiciliarità è riservato troppo poco.Nella tematica dell’assistenza domiciliare un ruolo importante è costituito anche dal volontariato, che dovrebbe offrire il proprio contributo con due finalità. La prima culturale, creando una mentalità positiva nei riguardi degli anziani, comprendendo le diversità e rispettandole, come pure apprezzando le loro ricche esperienze di testimoni di una memoria storica, a volte di grande valore. La seconda operativa, preoccupandosi in primo luogo di ascoltare la persona, dando così accoglienza al suo desiderio primario di entrare in relazione, essere accolto e amato. Non tralasciando, però, di sviluppare anche alcune piccole incombenze: accompagnarlo a una visita medica, in una passeggiata, a fare la spesa…In diocesi sono presenti varie esperienze significative, che verranno presentate durante il convegno per diventare esperienza comune e di stimolo per sviluppare nuovi progetti a livello decanale e parrocchiale. Destinatari e relatori – Destinatari del convegno sono in particolare volontari e responsabili di associazioni di volontariato, assessori comunali delegati ai Servizi sociali, assistenti sociali, responsabili decanali della Pastorale della salute. Relatori del Convegno sono mons.ignor Eros Monti, Vicario episcopale per la Vita sociale, monsignor Piero Cresseri, responsabile dell’Ufficio Pastorale della salute, don Gian Maria Comolli, segretario della Consulta diocesana della Pastorale della salute, il professor Mario Mozzanica, docente universitario, la dott.ssa Margherita Peroni, consigliere regionale, e don Maurizio Funazzi, responsabile dell’Ufficio Pastorale della salute della diocesi di Brescia. –

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