Nella variegata attività della Caritas decanale, l'esperienza dell'Arconauta a favore dei portatori di handicap, azioni di sostegno alla famiglia e iniziative culturali

Fabrizio ANNARO Caritas decanato di Monza
Redazione

Tra le numerose attività, progetti e servizi a favore della persona promossi dalla Caritas di Monza, l’Arconauta rappresenta senz’altro un servizio inedito rispetto al panorama delle azioni a sostegno della persona disabile. L’Arconauta è un progetto che prosegue l’idea dell’Arca, iniziativa della parrocchia San Giuseppe di Monza, e che si occupa di offrire a ragazzi adolescenti portatori di handicap, uno spazio di crescita e di socializzazione caratterizzato da molteplici attività ludiche, artistiche e di laboratorio. È un progetto molto caro alla città di Monza ed infatti il Comune ha offerto la propria collaborazione per far sì che questo spazio potesse continuare ad esistere. La Cooperativa Novo Millennio di Monza, che gestisce i servizi avviati dalla Caritas, ha preso in consegna l’Arconauta assicurando la gestione e offrendo la sede che sorge in via Montecassino in un edificio appositamente ristrutturato e fatto ad hoc per questo progetto. Il servizio, iniziato lo scorso 14 aprile, sarà ufficialmente inaugurato il 7 giugno e consente a 10 ragazzi fra i 14 e 25 anni di fare un’esperienza davvero significativa. Accanto a questi ragazzi ci sono quattro educatori, oltre che uno psicologo, un fisioterapista e altro personale specializzato che vivono con questi adolescenti la sfida della disabiltà.
Anche sul versante dell’integrazione la Caritas di Monza sta collaborando con il Comune e la Cooperativa Novo Millennio per promuovere azioni di sostegno soprattutto alla famiglia, ai papà e alle mamme. Grazie ad incontri fra genitori sia italiani che stranieri, e mamme e i papà hanno la possibilità di condividere le loro esperienze, i loro problemi e di confrontarsi cercando soluzioni per il proprio quotidiano e nella relazione con i figli. Stiamo parlando del progetto Famiglieinsieme, nato dalla Caritas ed in gestione della Cooperativa Novo Millennio, un progetto che sfida la cultura dominante che vuole gli individui separati, lontani gli uni dagli altri, poco dediti ad incontri e confronti anche con persone di religione e culture diverse.
Infine la cultura. Una recente ricerca commissionata dalla Caritas di Monza e realizzata da Egidio Riva, Sociologo dell’Università Cattolica, con lo scopo di conoscere «come i giovani monzesi spendono il denaro», ha messo in luce, fra gli altri aspetti, la debolezza dei genitori nell’educazione al denaro. «Spesso – si legge nel report dell’indagine – la scarsa consapevolezza delle scelte di consumo dei figli è da rintracciarsi nella famiglia, tra i genitori, i quali, a volte, scelgono la strada della deresponsabilizzazione nei riguardi dei propri compiti educativi in materia di consumo. Per contro laddove il consiglio e il controllo dei genitori diventa abituale i modelli di consumo divengono più misurati, soprattutto più consapevoli». Tra le numerose attività, progetti e servizi a favore della persona promossi dalla Caritas di Monza, l’Arconauta rappresenta senz’altro un servizio inedito rispetto al panorama delle azioni a sostegno della persona disabile. L’Arconauta è un progetto che prosegue l’idea dell’Arca, iniziativa della parrocchia San Giuseppe di Monza, e che si occupa di offrire a ragazzi adolescenti portatori di handicap, uno spazio di crescita e di socializzazione caratterizzato da molteplici attività ludiche, artistiche e di laboratorio. È un progetto molto caro alla città di Monza ed infatti il Comune ha offerto la propria collaborazione per far sì che questo spazio potesse continuare ad esistere. La Cooperativa Novo Millennio di Monza, che gestisce i servizi avviati dalla Caritas, ha preso in consegna l’Arconauta assicurando la gestione e offrendo la sede che sorge in via Montecassino in un edificio appositamente ristrutturato e fatto ad hoc per questo progetto. Il servizio, iniziato lo scorso 14 aprile, sarà ufficialmente inaugurato il 7 giugno e consente a 10 ragazzi fra i 14 e 25 anni di fare un’esperienza davvero significativa. Accanto a questi ragazzi ci sono quattro educatori, oltre che uno psicologo, un fisioterapista e altro personale specializzato che vivono con questi adolescenti la sfida della disabiltà.Anche sul versante dell’integrazione la Caritas di Monza sta collaborando con il Comune e la Cooperativa Novo Millennio per promuovere azioni di sostegno soprattutto alla famiglia, ai papà e alle mamme. Grazie ad incontri fra genitori sia italiani che stranieri, e mamme e i papà hanno la possibilità di condividere le loro esperienze, i loro problemi e di confrontarsi cercando soluzioni per il proprio quotidiano e nella relazione con i figli. Stiamo parlando del progetto Famiglieinsieme, nato dalla Caritas ed in gestione della Cooperativa Novo Millennio, un progetto che sfida la cultura dominante che vuole gli individui separati, lontani gli uni dagli altri, poco dediti ad incontri e confronti anche con persone di religione e culture diverse.Infine la cultura. Una recente ricerca commissionata dalla Caritas di Monza e realizzata da Egidio Riva, Sociologo dell’Università Cattolica, con lo scopo di conoscere «come i giovani monzesi spendono il denaro», ha messo in luce, fra gli altri aspetti, la debolezza dei genitori nell’educazione al denaro. «Spesso – si legge nel report dell’indagine – la scarsa consapevolezza delle scelte di consumo dei figli è da rintracciarsi nella famiglia, tra i genitori, i quali, a volte, scelgono la strada della deresponsabilizzazione nei riguardi dei propri compiti educativi in materia di consumo. Per contro laddove il consiglio e il controllo dei genitori diventa abituale i modelli di consumo divengono più misurati, soprattutto più consapevoli».

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