Il Santuario mariano della Brianza lecchese è da sempre una meta di affollati pellegrinaggi

Marcello VILLANI
Redazione

Il Santuario della Madonna del Bosco, poco fuori del paese di Imbersago (Lecco), sorge su un’altura di quasi 300 metri ed è uno dei Santuari più conosciuti e frequentati della Brianza lecchese; centro di pietà mariana e meta costante di innumerevoli pellegrini, ha appena celebrato e ricordato la prima apparizione della Madonna avvenuta il 9 maggio 1617, sulla cima di un castagno.
Apparve come una bellissima Signora raggiante di luce a tre pastorelli convenuti nella valletta a pascolare le loro pecore. Ai suoi piedi fece fiorire un bellissimo riccio con le castagne mature nell’insolito (per le castagne) mese di maggio. Iniziarono così i primi pellegrinaggi e ben presto si costruì la prima cappelletta, “La Cappella del Miracolo”, ancora oggi esistente nella Cripta sotto il Santuario, o “Scurolo”, conglobata poi nella costruzione del Santuario a forma ottagonale, solenne, inaugurato il 9 maggio 1646 (ampliato e abbellito a più riprese fino agli ultimi anni del 1800). Dal 1817 al 1824 si tennero i lavori per la costruzione della Scala Santa rifatta poi totalmente, perché distrutta da una frana nel 1977 e 1981. Chi sale la Scala Santa vede stagliarsi tra il verde la maestosa statua di Giovanni XXIII che testimonia la grande devozione, sin da piccolo, di Papa Roncalli alla Madonna del Bosco. Una devozione, la sua, che è esempio e sprone per tutta la comunità. Il Santuario della Madonna del Bosco, poco fuori del paese di Imbersago (Lecco), sorge su un’altura di quasi 300 metri ed è uno dei Santuari più conosciuti e frequentati della Brianza lecchese; centro di pietà mariana e meta costante di innumerevoli pellegrini, ha appena celebrato e ricordato la prima apparizione della Madonna avvenuta il 9 maggio 1617, sulla cima di un castagno.Apparve come una bellissima Signora raggiante di luce a tre pastorelli convenuti nella valletta a pascolare le loro pecore. Ai suoi piedi fece fiorire un bellissimo riccio con le castagne mature nell’insolito (per le castagne) mese di maggio. Iniziarono così i primi pellegrinaggi e ben presto si costruì la prima cappelletta, “La Cappella del Miracolo”, ancora oggi esistente nella Cripta sotto il Santuario, o “Scurolo”, conglobata poi nella costruzione del Santuario a forma ottagonale, solenne, inaugurato il 9 maggio 1646 (ampliato e abbellito a più riprese fino agli ultimi anni del 1800). Dal 1817 al 1824 si tennero i lavori per la costruzione della Scala Santa rifatta poi totalmente, perché distrutta da una frana nel 1977 e 1981. Chi sale la Scala Santa vede stagliarsi tra il verde la maestosa statua di Giovanni XXIII che testimonia la grande devozione, sin da piccolo, di Papa Roncalli alla Madonna del Bosco. Una devozione, la sua, che è esempio e sprone per tutta la comunità. Una teologia del cuore Una devozione popolare, come spiega il rettore, padre Ambrogio Colnago, 69 anni, dei padri Oblati dell’Istituto S. Ambrogio di Milano, ai quali il Santuario è affidato: «Diversi fattori contribuiscono alla devozione popolare che da sempre anima questo Santuario, di cui sono rettore dall’1 dicembre 1994. Su tutti, per me, il fattore della scoperta attuale di quella che definirei una teologia del cuore, una teologia materna, opposta alla teologia solo intellettiva. Per di più, mentre Gesù lo si vede come uomo, ma anche come Dio, per quanto a noi vicino, si sente più immediata la vicinanza di Maria come madre e come donna. E la Madonna ha scelto sempre i poveri dell’Antico Testamento, i più umili, come suoi testimoni, gente che come unico appoggio aveva Dio…».Ci sono anche ragioni più “pratiche” del perché il Santuario di Imbersago sia così frequentato, tanto da raggiungere e superare le 100 mila presenze di fedeli all’anno: «Da un punto di vista religioso – spiega il rettore – il servizio che svolgiamo, seppur un po’ a fatica, riesce a garantire sempre, dalle 6.40 alle 11.45 e dalle 14.30 alle 18.15, un sacerdote per le confessioni. Poi c’è il rosario alla Scala Santa. E chi viene qui almeno una volta all’anno può ottenere l’indulgenza plenaria». Fittissimo il programma delle Messe: «Ne abbiamo sette alla domenica (alle 7, 8.30, 10, 11.30 e 16, 17.30 e 19) e poi la vigiliare del sabato alle 18. Di media ci sono sempre almeno 250 persone per celebrazione. Da noi i fedeli non mancano mai».A simboleggiare quanto sia forte l’amore e la fede per la Madonna nel territorio lecchese, a Calolziocorte (provincia di Lecco, ma diocesi di Bergamo) si è concluso domenica scorsa il Forum Internazionale di Mariologia, promosso dalla Pontificia Academia Mariana Internationalis Città del Vaticano e dalla diocesi di Milano. Un evento di profonda valenza culturale e religiosa per la formazione mariana della comunità cristiana, che si è svolto nel bellissimo Monastero di S. Maria del Lavello, che sorge ai margini della Valle San Martino.

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